I Domenica di Avvento e del nuovo Anno Liturgico/A
di Massimo Palombella

Il tempo di Avvento, che si è formato progressivamente a partire dal IV secolo, ha una duplice caratteristica: è un periodo di preparazione alla solennità del Natale dove si ricorda la prima venuta del Figlio di Dio fra gli uomini e, contemporaneamente, è un tempo nel quale ognuno di noi è chiamato a riflettere circa l’attesa della seconda venuta di Cristo, alla fine dei tempi.
La celebrazione della nascita di Gesù prepara ognuno di noi all’incontro definitivo con Cristo.
Infatti, la prima venuta di Gesù nella storia inizia ciò che la seconda e definitiva venuta, alla fine della storia, nella parusia, porterà a compimento.
La compresenza di questi due aspetti di Cristo, quello storico e quello escatologico, si riflette nei testi liturgici, nei quali le due venute si intrecciano e si sovrappongano continuamente.
La Liturgia odierna ci invita a focalizzare la nostra attenzione su ciò che più desideriamo dalla vita, e cioè il senso, il compimento, la pienezza, la pace …
Questo senso, questo compimento, questa pienezza, questa pace è il Signore, la cui attesa può migliorare la mia vita, il cui desiderio è il segreto per una vita davvero degna di essere vissuta.
L’inno dei Vespri dei Tempo di Avvento è di autore ignoto, probabilmente risale al sec. IX e ha il seguente testo:
Conditor alme siderum,
aeterna lux credentium,
Christe, redemptor omnium,
exaudi preces supplicum.
Qui, condolens interitu
mortis perire saeculum,
salvasti mundum languidum
donans reis remedium.
Vergente mundi vespere
uti sponsus de thalamo
egressus honestissima
Virginis matris clausula.
Cuius forti potentiae
genu curvantur omnia:
caelestia, terrestia
nutu fatentur subdita.
Te deprecamur hagie,
venture iudex saeculi:
conserva nos in tempore
hostis a telo perfidi.
Laus, honor, virtus, gloria
Deo Patri et Filio,
sancto simul Paraclito
in saecula saeculorum. Amen.
Benigno Creatore degli astri,
eterna luce dei credenti,
Cristo, redentore di tutti,
esaudisci le preghiere di chi ti supplica.
Tu hai provato pietà per il mondo
che andava incontro alla morte e alla disfatta:
esso era come malato, e tu lo hai salvato
donando una medicina ai peccatori.
Quando ormai la storia volgeva al suo tramonto,
come sposo che esce dal talamo nuziale
tu venisti dall’inviolato e casto grembo
della Vergine madre.
Alla tua immensa potenza
ogni ginocchio si piega:
gli esseri del cielo e quelli della terra
a un tuo cenno si confessano tuoi sudditi.
Ti supplichiamo, o Santo,
che verrai come giudice del mondo:
difendici dalle insidie del perfido nemico
mentre ancora viviamo nel tempo.
Sia lode, onore, virtù e gloria
a Dio Padre e al Figlio,
insieme allo Spirito Consolatore
per i secoli eterni. Amen.
La musica allegata è di Giovanni Pierluigi da Palestrina è proviene dagli Inni per tutto l’anno, libro pubblicato a Roma, presso la tipografia di Giacomo Tornieri e Bernardino Donangeli nel 1589 (Hymni totius anni [Romae, apud Iacobum Tornerium & Bernardinum Donangelum, 1589]). L’interpretazione, dal vivo, è della Schola Cantorum Veneradae Fabricae, al concerto tenutosi a Milano nella Chiesa di san Gottardo in Corte il 20 novembre 2025.
Buona domenica e un caro saluto.
Per ascoltare tutto il succitato concerto, ecco il link: