Liturgia&Musica

III Domenica di Pasqua/A

Massimo Palombella

Michelangelo Merisi da Caravaggio, Cena in Emmaus, 1601-1602 (National Gallery, Londra, UK)
Michelangelo Merisi da Caravaggio, Cena in Emmaus, 1601-1602 (National Gallery, Londra, UK)

Nel Vangelo di oggi (Lc 24, 13-35) viene narrato il celebre incontro di Gesù con i discepoli di Emmaus.

È interessante notare come gli stessi discepoli riconoscono che “ardeva il loro cuore” mentre Gesù conversava con loro.

Il riconoscere dove “arde” il nostro cuore è una questione cruciale per la qualità e la stabilità della nostra vita. Infatti, spesso il “cuore” precede l’intelligenza della realtà, e solo riconoscendo questo, e quindi compiendo un atto di intelligenza, di comprensione ordinata, permettiamo al nostro “cuore”, al nostro “ardere” di esprimersi in verità e pienezza.

Rimanere in contatto con il nostro “ardere”, cercare, quanto lo smarriamo, il nostro “ardere” ci mantiene vivi, migliore la nostra vita, ci raffina sempre di più, ci permette di affrontare le difficoltà, di essenzializzare la nostra vita, di scoprire e relazionarci sempre di più con il vero Dio che ci attende per rendere sempre di più piena e autentica la nostra esistenza.

Il versetto dell’Alleluia in Canto Gregoriano della celebrazione odierna è tratto dal capitolo 24 del Vangelo di Luca (Lc 24,46) con il seguente testo:

Alleluia. Oportebat pati Christum, et resurgere a mortuis: et ita intrare in gloriam suam. Alleluia

(Alleluia. Era necessario che il Cristo soffrisse e risorgesse dai morti, ed entrasse così nella sua gloria. Alleluia).

La musica allegata, in Canto Gregoriano, è tratta dal Graduale Triplex pubblicato a Solesmes nel 1979. L’interpretazione è della Schola Gregoriana Bratislavensis.

Buona domenica e un caro saluto.