Si spegne Fulvio Rampi, voce autorevole del gregoriano contemporaneo
È tornato alla Casa del Padre stamattina, 26 aprile 2026, il musicista e studioso cremonese, protagonista della rinascita del canto liturgico antico tra ricerca, composizione e prassi esecutiva.
È morto questa mattina, 26 aprile 2026, il maestro Fulvio Rampi, figura di primo piano nel panorama della musica sacra europea. La malattia che gli era stata diagnosticata tempo fa non ha lasciato possibilità di guarigione. Con la sua scomparsa viene meno uno dei principali interpreti del canto gregoriano tra XX e XXI secolo, capace di coniugare studio scientifico, attività concertistica e produzione compositiva in un percorso unitario e coerente.
Nato a Cremona nel 1959, Rampi si era formato nel campo della musica sacra conseguendo titoli accademici specifici nel canto gregoriano e nella disciplina liturgico-musicale, ambito nel quale avrebbe poi operato per tutta la vita come docente, autore e direttore.
La sua attività si è sviluppata lungo due direttrici complementari: da un lato la ricerca musicologica, con pubblicazioni e studi dedicati alla semiologia gregoriana e alla didattica del repertorio antico; dall’altro la prassi esecutiva, condotta con rigore filologico e attenzione alle fonti manoscritte medievali.
Nel 1985 fondò l’ensemble Cantori Gregoriani, gruppo specializzato che avrebbe segnato in modo significativo la riscoperta e la diffusione del gregoriano secondo criteri scientifici aggiornati, portando questo repertorio nei principali contesti concertistici internazionali e contribuendo alla sua rinnovata ricezione contemporanea.
Parallelamente, Rampi ha svolto un’intensa attività didattica e istituzionale, formando generazioni di musicisti e studiosi e ricoprendo incarichi di rilievo nella vita musicale ecclesiale. Tra questi, la guida della Cappella musicale della cattedrale di Cremona e la promozione di iniziative culturali e formative dedicate al repertorio liturgico.
Compositore attivo fino agli ultimi anni, ha continuato a elaborare un linguaggio capace di dialogare con la tradizione, come dimostrano le sue recenti opere sacre e i progetti musicali legati al ciclo pasquale, nei quali il gregoriano veniva assunto non come repertorio museale ma come materia viva di espressione artistica.
La figura di Fulvio Rampi si distingue per l’unità tra pensiero e prassi: il suo lavoro ha contribuito a restituire al canto gregoriano una dimensione autenticamente liturgica e insieme culturalmente rilevante, riaffermandone il ruolo fondativo nella storia della musica occidentale.
La sua eredità resta affidata agli allievi, alle pubblicazioni e alle esecuzioni che continueranno a testimoniare una visione del canto gregoriano come forma viva, capace di attraversare il tempo e parlare ancora al presente.
Le condoglianze della redazione di Psallite! a tutta la famiglia di Fulvio Rampi, alla moglie e ai tre figli.