Festa della Dedicazione della Basilica Lateranense
di Massimo Palombella

L’imperatore Costantino fece costruire sul monte Celio a Roma, sul luogo dell’antico Palazzo Laterano, una basilica che Papa Silvestro I dedicò al SS. Salvatore (318 o 324). In essa fu edificata una cappella dedicata a S. Giovanni Battista che serviva da battistero, e nel IX secolo papa Sergio III aggiunse la dedica al Battista. Papa Lucio II, nel XII secolo, la dedico anche a San Giovanni Evangelista. Di qui la denominazione di Basilica Papale del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano. La Basilica è considerata, la madre di tutte le chiese del mondo.
Più volte distrutta durante il corso dei secoli, fu sempre ricostruita, e l’ultima sua riedificazione avvenne sotto il pontificato di Benedetto XIII, che la riconsacrò nell’anno 1724. Fu in quest’occasione che venne stabilita ed estesa a tutta la cristianità la festa che oggi celebriamo.
Dedicare, consacrare un luogo significa riservare a Dio uno spazio gratuito di bellezza che è frutto della più alta produzione umana, e cioè la cultura, la fede, che diviene plastica, fruibile attraverso l’arte.
Diveniamo capaci di riservare tempo e spazio alle persone che costituiscono la nostra esistenza se siamo in contatto con la verità di noi, dove ogni nostro bisogno trova sana collocazione.
Ci abilitiamo lentamente a consegnare sempre di più la nostra vita quando, non senza sofferenza, ci diamo il permesso di andare oltre il rumore dei nostri bisogni non incontrati (di essere riconosciuti, amati, considerati…), e questa è una grande opportunità che ci offre il Signore in ogni tempo della nostra esistenza.
Solo la consegna della vita rende la vita stessa degna di essere vissuta.
L’antifona di Offertorio della Celebrazione odierna è tratta dal capitolo 29 del primo Libro delle Cronache (1 Cr 29, 17. 18) con il seguente testo:
Domine Deus, in simplicitate cordis mei laetus obtuli universa;
et populum tuum, qui repertus est, vidi cum ingenti gaudio:
Deus Israel, custodi hanc voluntatem, Domine Deus.
(Signore Dio, nella sincerità del mio cuore, lieto ti ho donato tutto,
e con grande gioia ho visto il tuo popolo che si è qui riunito.
Dio d’Israele, custodisci questo proposito, Signore Dio).
La musica allegata è di Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525-1594), e proviene dal libro degli “Offertoria totius anni” pubblicato a Venezia nel 1594 (Giovanni Pierluigi da Palestrina, Offertoria totius anni [Venetiis, apud Angelum Gardanum 1594]).
L’interpretazione, dal vivo, è della Cappella Musicale Pontificia “Sistina” alla Celebrazione Papale nella Basilica di San Giovanni in Laterano il 9 novembre 2015.
Buona domenica e un caro saluto.