XXVII Domenica del Tempo Ordinario/C
di Massimo Palombella

Nel Vangelo di oggi (Lc 17, 5-10) Gesù, rispondendo agli apostoli circa l’accrescere la loro fede, focalizza ciò che dovrebbe essere la nostra vera relazione con Dio. Infatti, con l’esempio plastico del gelso che si sradica e va a piantarsi nel mare, Gesù indica una precisa relazione con Dio che ci abilita lentamente ad affrontare cose apparentemente “impossibili”, o che noi riteniamo tali.
Entrare in una vera e viva relazione con Dio significa abbandonare, non senza fatica, quel dio che ci inventiamo per stare apparentemente bene, quel dio che preghiamo quando abbiamo tempo e usiamo per avvallare i nostri progetti e le nostre scelte. In sostanza, quel dio che ci serve per condurre la nostra vita e con il quale ci lamentiamo quando le cose non vanno come noi abbiamo assolutamente stabilito.
Avere fede, come ci descrive Gesù, significa passare da un dio inventato a un Dio reale. E se la nostra relazione è con il Dio vero, ci accorgiamo che lentamente passiamo dall’illusione alla realtà, affrontiamo i problemi, diamo un nome alle nostre paure, ci assumiamo le nostre responsabilità, attuiamo quelle separazioni necessarie, ci diciamo e facciamo la verità.
La tentazione di inventarci un dio è molto sottile, ad ogni età della vita, ed è proprio in questa tentazione che il vero Dio ci attende per amarci nelle nostre paure, nei nostri dolori, in ciò in ciò non riusciamo, nei nostri ricorrenti insoluti. Il vero Dio, che ci conduce ad affrontare ciò che abbiamo deciso essere impossibile; il vero Dio, che ci porta in strade impensate, che allarga la nostra umanità come mai avremo pensato. Il vero Dio, che mai ci abbandona, che sempre c’è oltre ogni nostra infantile invenzione.
L’Alleluia in Canto Gregoriano della Celebrazione odierna è tratto dal Salmo 113 (Sal 113, 1) con il seguente testo:
Alleluia. In exitu Israel de Aegypto, domus Iacob de populo barbaro.
(Alleluia. Israele è uscito dall’Egitto, la casa di Giacobbe da un popolo barbaro).
La musica allegata, in Canto Gregoriano, è tratta dal Graduale Triplex pubblicato a Solesmes nel 1979. L’interpretazione è del “Choeur Grégorien De Paris”. La traccia musicale è reperibile nel CD “Chant Grégoriens: Complies Cisterciennes à l’Abbaye de Fontfroide, Livre de Job” pubblicato da Editions Jade nel 2010.
Buona domenica e un caro saluto.
Massimo Palombella