XXII Domenica del Tempo Ordinario/C
di Massimo Palombella

Nel Vangelo di oggi (Lc 14, 1. 7-14), attraverso la parabola degli invitati a nozze, Gesù ci conduce, una volta di più, a riflettere sulle vere motivazioni del nostro agire, e su come queste, se non conosciute, incontrate ed educate, possono giocare brutti scherzi alla nostra vita. Infatti, la vera maturazione consiste nel conoscere e fare proprie le profonde “pulsioni” che guidano e orientano, in verità, le nostre decisioni. Il nostro bisogno di essere amati, di essere riconosciuti e considerati, la nostra paura di rimanere soli, di non essere all’altezza, la nostra paura di legarci… Se tutto ciò non è conosciuto, incontrato, accettato e amato, fondamentalmente conduce la nostra vita, si insidia in ogni nostra scelta, anche quelle più nobili, e può divenire ciò che lentamente sgretola la nostra esistenza, rovina le cose più belle. La vera relazione con il Signore ci conduce lentamente a “fare la verità”, a divenire intimi a noi stessi, a conoscere, accettare e amare le nostre debolezze per trasformarle nelle migliori delle nostre risorse divenendo così davvero capaci di incontrare le persone e volere bene loro in verità.
L’antifona di Offertorio della Celebrazione odierna è tratta dal Salmo 39 (Sal 39, 14.15) con il seguente testo:
Domine, in auxilium meum respice.
Confundantur et revereantur
qui quaerunt animam meam, ut auferant eam.
Domine in auxilium meum respice.
Signore, volgiti al mio aiuto.
Siano confusi e svergognati,
quelli che cercano la mia anima per rapirla.
Signore, volgiti al mio aiuto
La musica allegata è di Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525-1594), e proviene dal libro degli “Offertoria totius anni” pubblicato a Venezia nel 1594 (Offertoria totius anni [Venetiis, apud Angelum Gardanum 1594]). Interpretazione: The Lay Vicars of Chichester Cathedral. Il brano musicale è contenuto nel CD “Music for Lent and Passiontide. The Lay Vicars of Chichester Cathedral” (2016).
Buona domenica e un caro saluto.