XVIII Domenica del Tempo Ordinario/C
di Massimo Palombella

Nel Vangelo di oggi (Lc 12,13-21) Gesù, una volta di più, indica con chiarezza dove dobbiamo fondare la nostra vita e, conseguentemente, dove risiede il vero valore della nostra esistenza, e cioè su ciò che siamo e non su ciò che facciamo o possediamo. A divenire persone essenziali e vere come il Signore ci chiama ad essere, impariamo lentamente sapendo collocare con intelligenza e sapienza ciò che accade nella nostra vita. All’interno di una vera e vitale relazione con il Signore diveniamo capaci – non senza fatica – di collocare le sofferenze, metabolizzare le separazioni, riconoscere e trasformare in risorse le nostre debolezze, trasformare in opportunità i nostri fallimenti. In sostanza, la vera relazione con il Signore ci permette di innescare un sano processo che ci conduce a camminare sempre di più, nonostante le nostre difficoltà e anche le nostre frequenti ribellioni, verso la verità della nostra identità, verso quella essenzialità che rappresenta la vera qualità della nostra vita.
Il Graduale della Celebrazione odierna è tratto dal Salmo 33 (Sal 33, 2. 3) con il seguente testo:
Benedicam Dominum in omni tempore:
semper laus eius in ore meo.
In Domino laudabitur anima mea:
audiant mansueti, et laetentur.
(Benedirò il Signore in ogni tempo,
sempre sulla mia bocca la sua lode.
Nel Signore si glorierà la mia anima,
ascoltino i miti e si rallegrino).
La musica allegata, in Canto Gregoriano, è tratta dal Graduale Triplex pubblicato a Solesmes nel 1979. La traccia musicale si trova su YouTube dove non sono presenti indicazioni circa l’interpretazione.
Buona domenica e un caro saluto.