Liturgia&Musica

XV Domenica del Tempo Ordinario/C

di Massimo Palombella

Achille Mazzotti, Gesù tra gli scribi e i farisei, 1844 (Accademia Nazionale di San Luca, Roma)

Nel Vangelo di oggi (Lc 10, 25-37) un dottore della legge rivolge a Gesù una domanda “Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?”. La stessa domanda del giovane ricco (cf. Mt 19, 16-22; Mc 10, 17-27; Lc 10, 25-37), la stessa domanda che appartiene profondamente ad ognuno di noi. Infatti, l’essere felici, collocati, realizzati, è la questione fondamentale della vita, e in una esistenza dove Dio è un reale interlocutore, questa domanda diviene cruciale in ordine alla verità della nostra vita e quindi alla sua reale “qualità”. È una domanda che accompagna ogni età della nostra vita e richiede risposte sempre più essenziali e vere. Il far tacere questa domanda equivale, in qualche modo, al rinunciare a vivere, a rinunciare alla “realtà”. Solo mantenendo viva questa domanda diveniamo lentamente capaci di essere come il Samaritano di cui parla il Vangelo, diveniamo capaci di “farci vicini” in verità e libertà alle persone, ci abilitiamo ad essere capaci di divenire – non senza fatica – le persone che possiamo, dobbiamo e siamo chiamati ad essere.

Il versetto in canto Gregoriano dell’alleluia della Celebrazione odierna è tratto dal salmo 64 (Sal 64, 2) con il seguente testo:

Alleluia. Te decet hymnus, Deus, in Sion:

et tibi reddetur votum in Ierúsalem.

(Alleluia. A te si deve l’inno, Dio, in Sion;

a te si scioglierà il voto in Gerusalemme)

La musica allegata, in Canto Gregoriano, è tratta dal Graduale Triplex pubblicato a Solesmes nel 1979. La traccia musicale si trova su YouTube dove non ci sono indicazioni circa l’interpretazione.

Buona domenica e un caro saluto.