Natale del Signore
di Massimo Palombella

“Dio assumendo l’umanità, la completò, quando riunì nella sua persona due realtà distanti fra loro, cioè la natura umana e la natura divina. Questa conferì la divinità e quella la ricevette” (Petrus Lombardus, Sententiae, lib. III, dist. 6, ex Gregorio Nazianzeno [Or. 38, 13; Or. 29, 19]).
Con il Natale, con l’evento storico di Dio fatto uomo, celebriamo il compimento, il “completamento” della nostra umanità, il senso profondo di ogni frammento, di ogni piccolo segmento della nostra personale umanità.
Nulla è perso, nulla è da dimenticare, nulla è da censurare, ma tutto, proprio tutto si colloca in un progetto di amore che ci avvolge, ci precede e ci segue.
Noi valiamo la povera nascita di Dio, il suo essere bambino, il suo crescere, la sua sofferenza, il suo essere tradito, il suo esse insultato e schernito, la sua croce, la sua morte. Noi valiamo la sua κένωσις (kénōsis), il suo svuotamento.
Ogni nostra sofferenza, ogni nostra separazione, ogni nostro insoluto, ogni nostra preoccupazione, ogni nostro peso… Tutto in Lui può essere collocato in un senso, tutto in Lui può essere trasfigurato, tutto in Lui può divenire “vita in abbondanza”.
In quel bambino indifeso e bisognoso c’è ognuno di noi con la risurrezione e l’eternità scritte indissolubilmente nel nostro essere.
Nella Liturgia delle Ore precedente alla Riforma Liturgica del Concilio Vaticano II, il quarto responsorio del Mattutino del Natale del Signore aveva il seguente testo:
O magnum mysterium et admirabile sacramentum,
ut animalia viderent Dominum natum iacentem in praesepio.
O beata Virgo, cuius viscera meruerunt portare Dominum Iesum Christum. Alleluia.
(Grande mistero e sacramento meraviglioso!
Gli animali hanno veduto il Signore bambino adagiato in una mangiatoia.
Beata la Vergine il cui grembo meritò di portare il Signore Gesù Cristo. Alleluia).
La musica allegata è di Tomàs Luis de Victoria e proviene dal libro dei Mottetti a 4, 5 6 o 8 voci pubblicato a Venezia nel 1572 presso la tipografia dei figli di Antonio Gardano (Motecta que partim quaternis, partim quinis, alia senis, alia octonis vocibus concinuntur [Venetiis, apud Filios Antonii Gardani, 1572]). L’interpretazione, dal vivo, è della Schola Cantorum Veneradae Fabricae al Concerto di Natale nel Duomo di Milano il 18 dicembre 2025
Buon Natale di cuore.
24Link intero concerto: