II Domenica di Pasqua/A
Massimo Palombella

Nel vangelo di oggi (Gv 20, 19-31), è narrata la famosa vicenda dell’Apostolo Tommaso dove alla fine Gesù dichiara beati “quelli che non hanno visto e hanno creduto”.
L’affermazione di Gesù tocca un aspetto cardine della nostra vita in ordine alla vera qualità della stessa vita. Infatti, tutte le cose importanti, grandi, che ci fanno crescere in identità richiedono un “fidarsi”.
Dobbiamo fare discernimento ma, ad un certo punto, se vogliamo davvero vivere, dobbiamo fare un passo che richiede la fiducia. Non sapremo mai se quella donna, quell’uomo sarà davvero la persona giusta per formare una famiglia, se entrare in seminario è davvero la cosa giusta da fare, se cambiare città e relazioni è davvero la strada corretta…
Ci sono tante cose plausibili ma, per vivere, per assaporare la vita, occorre fidarsi, scommettere, compromettersi, affrontare le proprie paure, i propri insoluti, fare esperienza della nostra debolezza dove risiede anche la nostra forza.
La fede non diminuisce la vita ma l’allarga. Quando è fede autentica non riduce la nostra umanità ma lentamente la porta a compimento, ci fa conoscere le trame della nostra storia per comprendere che tutto è stato ed è solo e soltanto “grazia”, dono gratuito e immeritato di un Dio che altro non vuole che il nostro bene.
Il versetto dell’alleluia in canto Gregoriano della Celebrazione odierna è tratto dal Capitolo 20 del Vangelo di Giovanni (Cv 20,26) con il seguente testo:
Alleluia. Post dies octo, ianuis clausis, stetit Iesus in medio discipulorum suorum, et dixit:
Pax vobis. Alleluia.
(Alleluia. Otto giorni dopo, a porte chiuse, Gesù stette in mezzo ai suoi discepoli e disse:
Pace a voi. Alleluia).
La musica allegata, in Canto Gregoriano, è tratta dal Graduale Triplex pubblicato a Solesmes nel 1979.
L’interpretazione è del “Chœur des Moines de l’Abbaye bénédictine de Saint-Benoît-du-Lac” diretti da André Saint-Cyr. La traccia musicale è reperibile nel CD “Pax: Gregorian chant on the theme of peace” pubblicato da Analekta nel 2010.
Buona domenica e un caro saluto.