Domenica delle Palme
di Massimo Palombella

Con la celebrazione odierna ha inizio la Settimana Santa, nella quale la Chiesa rivive la Passione di Gesù e celebra il centro della propria fede.
La Domenica delle Palme è “preludio alla Pasqua del Signore”: Gesù si avvia a Gerusalemme per offrirsi in sacrificio al Padre sulla croce, e il grido festoso che accompagna l’ingresso del Messia nella Città santa, a distanza di pochi giorni, si trasformerà nell’orrida richiesta presentata al procuratore romano: “sia crocifisso”.
Una mesta gioia, dunque, quella che caratterizza la Domenica delle Palme, già rosseggiante del sangue sparso da Gesù sulla croce.
Per questo motivo, nell’Officium Hebdomadae Sanctae di Tomàs Luis de Victoria essa si chiude con il mottetto O Domine Iesu Christe, dedicato alla contemplazione dei dolori del Cristo sofferente, in preparazione alla celebrazione del Triduo Santo, cuore del mistero pasquale. Il testo di questo mottetto deriva da una raccolta di preghiere sulla Passione, già attribuite a Gregorio Magno, mentre la critica moderna le fa risalire al periodo tardo-medievale (XIII-XIV secolo).
Il testo del citato mottetto è il seguente:
O Domine Iesu Christe, adoro te in cruce vulneratum felle et aceto potatum:
deprecor te ut tua vulnera morsque tua sit vita mea.
(Ti adoro, o Signore Gesù Cristo che sulla croce sei stato trafitto e sei stato dissetato con fiele e aceto:
ti supplico affinché le tue piaghe e la tua morte siano la mia vita).
La musica allegata è di Tomàs Luis de Victoria e proviene dall’ Officium Hebdomadae Sanctae pubblicato a Roma nel 1585 da Alessandro Gardano. L’interpretazione, dal vivo, è della Schola Cantorum Venerandae Fabricae, al Concerto “Ecce rex vester” tenutosi nel Duomo di Milano (retrocoro) il 19 marzo 2026.
Buona Domenica e un caro saluto.