IV Domenica di Avvento/A
di Massimo Palombella

Nel Vangelo di oggi (Mt 1, 18-24) un angelo appare in sogno a Giuseppe e gli dice: “non temere”, “non avere paura”.
Conosciamo la situazione difficile nella quale si trovò Giuseppe e come, da “uomo giusto”, cercava di trovare una soluzione che tutelasse la donna che amava.
La parola dell’angelo a Giuseppe, “non temere, non avere paura” è rivolta ad ognuno di noi. Infatti, spesso la paura rischia di gestire la nostra vita, quella paura che ha tante manifestazioni, ma sempre origina dai nostri insoluti.
Se la paura silenziosamente – e anche tante volte impercettibilmente – gestisce la nostra vita condizionando le nostre scelte, selezionando le nostre relazioni, definendo i nostri orizzonti, ci ritroviamo a vivere in un grande inganno, in una grande menzogna che sintetizza la vera e profonda tentazione che ci viene fatta, in modi diversi, ad ogni età della nostra esistenza.
Per paura non facciamo le scelte che dicono la verità di noi, per paura non ci separiamo negandoci il poter divenire adulti, per paura ci ritraiamo dalle sfide, per paura non ci tuteliamo e non tuteliamo le persone che amiamo, per paura ci inventiamo un dio fatto di “cose”al posto di relazionarci con Colui che può condurci oltre ogni nostra paura.
In quel bambino fragile e indifeso che a breve celebreremo nel Natale c’è ogni nostra paura, ogni nostro insoluto, ogni nostra fragilità, c’è tutto ciò che destabilizza la nostra vita, ci fa toccare la nostra debolezza, il nostro non essere capaci. Quel bambino va accolto, custodito e amato esattamente come il bambino che c’è in ognuno di noi.
Il vero Dio ci attende senza difese, con le nostre paure, non per cancellarle, ma per trasformarle nelle nostre migliori risorse, per condurci alla “vita in abbondanza”.
Il Graduale della Celebrazione odierna è tratto dal Salmo 144 (Sal 144, 18. 21) con il seguente testo:
Prope est Dominus omnibus invocantibus eum: omnibus qui invocant eum in veritate.
Laudem Domini loquetur os meum: et benedicat omnis caro nomen sanctum ejus.
(Il Signore è vicino a tutti quelli che lo invocano, a tutti quelli che lo invocano con sincerità.
La mia bocca dirà la lode del Signore e ogni carne benedica il suo santo nome).
La musica allegata, in Canto Gregoriano, è tratta dal Graduale Triplex pubblicato a Solesmes nel 1979. L’interpretazione è della “Choralschola der Wiener Hofburgkapelle” diretta da Hubert Dopf. La traccia musicale è rintracciabile nel CD “Gregorian Chant for the Church Year” pubblicato da Universal International Music B.V. nel 1997.
Buona Domenica e un caro saluto.