Solennità dei Santi Pietro e Paolo
di Massimo Palombella

zona delle Tre Fontane. Storicamente il 29 giugno non coincideva con la data del martirio dei due Apostoli, ma questa data era legata all’antica festività romana del Quirino, la festa che celebrava i due gemelli Romolo e Remo. Nel processo di inculturazione fatto dalla Chiesa primitiva i due Apostoli furono considerati, ricompresi come i due nuovi gemelli fondatori della nuova Roma “meglio e molto più felicemente di coloro per opera dei quali fu stabilita la prima fondazione delle tue mura” (Papa Leone Magno, Sermone del 29 giugno, Sermo LXXXII). La solennità odierna è molto antica ed è stata inserita nel Santorale Romano prima di quella del Natale. Già nel IV secolo si celebravano tre messe: una in San Pietro in Vaticano, l’altra in San Paolo fuori le Mura e la terza alle Catacombe di San Sebastiano, luogo dove furono probabilmente nascosti per un certo tempo, all’epoca delle invasioni barbariche, i corpi dei due Apostoli.
Nel vangelo di oggi (Mt 16, 13-19) Gesù ci sfida circa la nostra comprensione di lui chiedendoci una presa di posizione esistenziale. Possiamo rimanerne generici, oppure comprometterci come ha fatto Pietro: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. Come in Pietro, non sempre la nostra vita sarà coerente con questa dichiarazione, ma solo il coraggio di comprometterci, di legarci, di fidarci ci permette di conoscere la nostra vera identità, quel punto fermo dove il Signore ci attende sempre, oltre ogni nostra debolezza, stanchezza, infedeltà.
L’antifona di Offertorio della Celebrazione odierna è tratta dal salmo 44 (Sal 44, 17) con il seguente testo:
Constitues eos principes super omnem terram:
memores erunt nominis tui, Domine, in omni progenie et generatione.
(Li farai principi su tutta la terra:
si ricorderanno del tuo nome, Signore, in ogni generazione).
La musica allegata è di Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525-1594), e proviene dal libro degli “Offertoria totius anni” pubblicato a Venezia nel 1594 (Offertoria totius anni [Venetiis, apud Angelum Gardanum 1594]). L’interpretazione è della Cappella Musicale Pontificia “Sistina”. La traccia musicale è reperibile nel CD “Cantate Domino” pubblicato da Deutsche Grammophon nel 2015.
Buona domenica e un caro saluto.