VI domenica del Tempo Ordinario/A
di Massimo Palombella
Nel Vangelo di oggi (Mt 5, 17-37), Gesù, parlando con i suoi discepoli, afferma che non è venuto per “abolire” ma per portare a “compimento”. Il riferimento fatto da Gesù alla Legge e ai Profeti non ci è estraneo perché, in una vera relazione con il Signore, ciò che esiste in noi si avvia lentamente a compiersi nella verità.
Infatti, quando la nostra relazione con il Signore è autentica, nel senso che si pone nella logica della dialogicità oltre ogni dio da noi inventato, impariamo a conoscere noi stessi, a muovere ciò che sembrava fermo e stabile, a percorrere strade mai immaginate, a dirci e fare la verità.
In questo cammino non facile e scontato, ci accorgiamo lentamente che davvero tutto si muove verso il “compimento”, verso la verità, e ciò che ritenevamo limite e debolezza si rivela essere silenziosamente la nostra più grande risorsa.
La vera relazione con il Signore ci rende più umani, ci raffina, ci conduce oltre gli schemi imparati per stare bene, ci conduce sostanzialmente “oltre”, perché tutto ciò che siamo possa vivere in pienezza e lentamente abilitarci alla profonda consapevolezza di cosa significa “vita in abbondanza”.
Il Versetto dell’alleluia in Canto Gregoriano della celebrazione odierna è tratto dal Salmo 97 (Sal 97, 1) con il seguente testo:
Cantate Domino canticum novum: quia mirabilia fecit Dominus.
(Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha fatto cose mirabili il Signore).
La musica allegata, in Canto Gregoriano, è tratta dal Graduale Triplex pubblicato a Solesmes nel 1979. La traccia musicale è reperibile su YouTube dove non ci sono indicazioni circa l’interpretazione.
Buona domenica e un caro saluto.