Liturgia&Musica

Solennità della Santissima Trinità/A

di Massimo Palombella

Albrecht Dürer, Adorazione della Santissima Trinità (1511), Kunsthistorisches Museum, Vienna

La Chiesa oggi celebra l’identità di Dio e, insieme, rivela qualcosa di decisivo anche sull’uomo.

Il Dio cristiano non è una solitudine immobile. È vita che eternamente si dona. Il Padre genera il Figlio; il Figlio vive rivolto al Padre; lo Spirito Santo è il vincolo vivente di questo amore. Tutto in Dio è relazione e dono reciproco.

Per questo la Trinità non è un problema da risolvere: è la rivelazione che all’origine di tutto non vi è altro che amore.

Sant’Agostino afferma che, dove vi è amore vero, si trovano sempre tre realtà: chi ama, ciò che è amato e l’amore stesso (De Trinitate, VIII, 10, 14). Non esiste amore senza uscita da sé. Non esiste vita piena senza relazione.

E forse è proprio qui una delle nostre più grandi fatiche: difenderci sembra più sicuro che consegnarci, proteggerci appare più semplice che esporci. Ma vivere ripiegati su di noi, lentamente, ci impoverisce: perdiamo respiro, ci allontaniamo dalla verità.

Essere creati a immagine di Dio significa non essere fatti per l’isolamento, ma per la comunione. Noi diventiamo veramente noi stessi soltanto nella relazione: con Dio, con gli altri e persino con le parti più fragili e ferite di noi stessi.

In fondo, tutta la nostra esistenza è un lungo apprendistato: imparare a non avere più paura di consegnarci. Solo nella comunione ritroviamo il volto di Dio impresso in noi.

Il Graduale della celebrazione odierna è tratto dal capitolo 3 del libro del Profeta Daniele (Dan 3, 55-56) con il seguente testo:

Benedictus es, Domine, qui intueris abyssos, et sedes super Cherubim.
Benedictus es, Domine, in firmamento caeli, et laudabilis in saecula.

Benedetto sei tu, Signore, che scruti gli abissi e siedi sopra i Cherubini.
Benedetto sei tu, Signore, nel firmamento del cielo, degno di lode nei secoli.

La musica allegata, in Canto Gregoriano, è tratta dal Graduale Triplex pubblicato a Solesmes nel 1979.          La traccia musicale è reperibile su YouTube dove non ci sono indicazioni circa l’interpretazione.

Buona domenica e un caro saluto.