Orvieto 2027, l’Italia torna a riunirsi attorno all’Eucaristia
Dal 23 al 26 settembre il XXVIII Congresso Eucaristico Nazionale nella città del Corporale di Bolsena. Una storia iniziata nell’Ottocento torna sulla Rupe dopo il Congresso del 1896. Intanto la diocesi chiama i volontari
Orvieto tornerà a essere, per quattro giorni, una delle capitali eucaristiche della Chiesa italiana. Dal 23 al 26 settembre 2027 la città umbra ospiterà il XXVIII Congresso Eucaristico Nazionale, appuntamento che riunirà comunità provenienti dalle diocesi italiane nel luogo che custodisce il Corporale legato al miracolo di Bolsena e dove papa Urbano IV, nel 1264, promulgò la bolla Transiturus de hoc mundo, estendendo alla Chiesa latina la solennità del Corpus Domini.
La scelta della sede porta con sé un significato che affonda le radici nella storia stessa della città. La Conferenza Episcopale Italiana ha indicato con chiarezza il carattere dell’appuntamento: non un grande evento da vivere come semplice manifestazione pubblica, ma una statio, un tempo di sosta, preghiera, ascolto e riflessione attorno al mistero eucaristico.
Una prospettiva che il vescovo di Orvieto-Todi, mons. Gualtiero Sigismondi, ha sintetizzato nell’espressione paolina «Unum corpus, multi sumus», richiamando la Prima Lettera ai Corinzi. Comunione e adorazione diventano così le coordinate del cammino che condurrà la Chiesa italiana all’appuntamento del 2027.
Per comprendere la portata dell’evento occorre tornare alla seconda metà dell’Ottocento. I Congressi eucaristici nacquero in Francia grazie all’intuizione di Émilie Tamisier, sostenuta dalla spiritualità di san Pier Giuliano Eymard. Il primo Congresso Eucaristico Internazionale si svolse a Lille nel 1881, con l’incoraggiamento di Leone XIII. In un’Europa attraversata da profondi cambiamenti sociali e culturali, queste assemblee volevano riportare al centro della vita cristiana la fede nella presenza reale di Cristo nell’Eucaristia.
L’esperienza arrivò presto anche in Italia. Dopo il primo Congresso Eucaristico Nazionale celebrato a Napoli nel 1891, seguirono Torino nel 1894 e Milano nel 1895. L’anno successivo fu la volta di Orvieto.
Dal 5 all’8 settembre 1896 la città ospitò il IV Congresso Eucaristico Nazionale. Non fu una scelta casuale. Il legame con il miracolo di Bolsena e con la festa del Corpus Domini offriva infatti un contesto unico per una riflessione ecclesiale sull’Eucaristia. Papa Leone XIII accompagnò l’avvenimento con la lettera Monumenta pietatis e con la concessione di uno speciale Giubileo. In quei giorni Orvieto accolse anche una significativa esposizione di arte sacra, che raccolse opere e manufatti provenienti da numerose chiese italiane.
Il Congresso del 1896 non si limitò agli aspetti devozionali. In un’epoca segnata dalla questione sociale, la riflessione cercò di interrogarsi sul rapporto tra Eucaristia, vita pubblica e solidarietà. Tra le figure che animarono quella stagione vi fu anche Giuseppe Toniolo, protagonista del pensiero sociale cattolico italiano.
Centotrentuno anni dopo, il Congresso torna nella stessa città. A fare da sfondo resta la memoria del miracolo eucaristico di Bolsena e della decisione di Urbano IV di estendere alla Chiesa latina la celebrazione del Corpus Christi. Una vicenda che ha segnato profondamente la storia religiosa di Orvieto e che continua a richiamare pellegrini da tutto il mondo.
Anche il Novecento ha lasciato una traccia significativa. Nel 1964 Paolo VI si recò a Orvieto per commemorare il settimo centenario della Transiturus. Da quella visita nacque quello che viene ancora ricordato come il “Messaggio di Orvieto”, una riflessione che collocava l’Eucaristia al centro delle domande e delle attese dell’uomo contemporaneo.
Il Congresso del 2027 si inserisce dunque in una storia lunga oltre sette secoli. La formula scelta per accompagnare il cammino, «Unum corpus, multi sumus», richiama la vocazione della Chiesa a riconoscersi un solo corpo attorno all’unico Pane. È in questa prospettiva che la CEI ha voluto parlare di statio: fermarsi per celebrare, adorare e riscoprire il significato dell’Eucaristia nella vita delle comunità cristiane.
La preparazione dell’appuntamento è già iniziata e coinvolge anche l’organizzazione pratica dell’accoglienza. La Diocesi di Orvieto-Todi ha infatti avviato la ricerca dei volontari che collaboreranno alla realizzazione del Congresso. L’obiettivo è costruire una rete di persone disponibili a sostenere l’ospitalità dei pellegrini e il funzionamento delle diverse attività previste durante le giornate congressuali.
Il primo incontro di presentazione si terrà domenica 13 settembre 2026 alle ore 16 presso la sede della Caritas diocesana di Orvieto, in località Ponte del Sole. La diocesi invita quanti desiderano offrire il proprio contributo a manifestare la disponibilità attraverso il modulo predisposto.
Se il Congresso Eucaristico Nazionale vuole essere davvero un momento di comunione per le Chiese italiane, tutto comincia dall’accoglienza. Prima delle celebrazioni solenni, dei pellegrinaggi e degli incontri, c’è il servizio concreto di chi sceglierà di mettere tempo, competenze ed energie a disposizione di questo importante appuntamento ecclesiale. Così, mentre Orvieto si prepara a scrivere una nuova pagina della propria storia, il cammino verso il 2027 è già iniziato.