L’organo della Concattedrale di Osimo torna a risuonare
Tre concerti inaugurano la conclusione della manutenzione straordinaria dello storico strumento
Restituire piena efficienza a un organo storico significa preservarne non soltanto il funzionamento, ma anche la memoria sonora. È con questo spirito che la Concattedrale – Basilica di San Leopardo di Osimo inaugura la conclusione della manutenzione straordinaria del proprio organo a canne con una rassegna di tre concerti in programma il 18 luglio, 25 luglio e 1 agosto, sempre alle 21.15.
Lo strumento attuale fu realizzato nel 1956 dalla Fratelli Ruffatti di Padova secondo un’estetica fonica riconducibile al movimento ceciliano. Non si trattò, tuttavia, della costruzione di un organo completamente nuovo. Ruffatti intervenne infatti sul precedente organo costruito nel 1885 da Pacifico Inzoli, inaugurato all’epoca dal grande organista e compositore Vincenzo Antonio Petrali, figura tra le più autorevoli dell’organismo italiano ottocentesco.
Anche l’intervento di Inzoli, a sua volta, aveva trasformato uno strumento ancora più antico, probabilmente settecentesco, del quale oggi non si conosce il costruttore. Di quell’organo rimane tuttora una parte significativa del patrimonio fonico: appartengono infatti al nucleo originario tutti i registri di Principale, il Ripieno e il Flauto della prima tastiera. Alla ricostruzione ottocentesca di Inzoli risalgono invece diversi registri della seconda tastiera, in particolare le file violeggianti.
L’organo della Concattedrale rappresenta quindi un raro esempio di stratificazione organaria, nel quale convivono materiali di epoche differenti che raccontano l’evoluzione del gusto musicale e delle tecniche costruttive tra XVIII, XIX e XX secolo.
L’intervento recentemente concluso è stato eseguito da Pierpaolo Pallotti, dell’Atelier Organario Pallotti. I lavori hanno interessato la completa pulitura dello strumento, la revisione generale, la reintonazione e l’accordatura dell’intero complesso fonico. Contestualmente è stato aggiunto un nuovo registro ad ancia al pedale, Trombone 16′, che amplia le possibilità espressive dello strumento e ne rafforza il sostegno della linea di basso, sia nel repertorio concertistico sia nell’accompagnamento liturgico.
La rassegna inaugurale è stata concepita per mettere in luce le diverse personalità sonore dell’organo attraverso programmi che attraversano oltre tre secoli di letteratura organistica.
Il 18 luglio Andrea Stacchietti, organista titolare della Concattedrale di Osimo e direttore artistico dell’iniziativa, proporrà nella prima parte un percorso dedicato al Romanticismo italiano con pagine di Ernesto Lingiardi e Vincenzo Antonio Petrali, accostate alla celebre Toccata dalla Sinfonia n. 5 di Charles-Marie Widor, uno dei capolavori della scuola organistica francese. La seconda parte sarà invece dedicata alla musica contemporanea, con trascrizioni e pagine ispirate al linguaggio di compositori quali Hans Zimmer e Max Richter, offrendo un dialogo originale tra la tradizione organistica e le nuove estetiche musicali.
Il 25 luglio sarà protagonista Marco Agostinelli, organista titolare della Cattedrale di Jesi, che guiderà il pubblico in un itinerario dal grande Barocco tedesco, con musiche di Nicolaus Bruhns e Johann Sebastian Bach, fino al Novecento francese rappresentato da Jean Langlais, mettendo in evidenza la versatilità timbrica dello strumento.
La rassegna si concluderà il 1 agosto con gli allievi della classe di organo della prof.ssa Antonella Tigretti del Conservatorio “G. B. Pergolesi” di Fermo. Stefano Guastadini, Miriana Mercuri e Gabriele Palazzani interpreteranno pagine di Johann Sebastian Bach, Marco Enrico Bossi e Ulisse Matthey, figura di particolare rilievo per il territorio marchigiano, ricordato anche per il lungo servizio come organista del Santuario della Santa Casa di Loreto.
Più che un semplice ciclo concertistico, l’iniziativa costituisce il momento culminante di un intervento che restituisce alla comunità uno strumento profondamente legato alla storia liturgica e musicale della Concattedrale di Osimo. Un organo che, attraverso le trasformazioni subite nel corso dei secoli, continua a custodire una parte significativa del patrimonio fonico delle diverse epoche che lo hanno plasmato e che torna ora a risuonare con rinnovata pienezza.
L’ingresso ai concerti è libero.
Programma
18 luglio – ore 21.15
Andrea Stacchietti
25 luglio – ore 21.15
Marco Agostinelli
1 agosto – ore 21.15
Allievi della classe di organo del Conservatorio “G. B. Pergolesi” di Fermo
Stefano Guastadini
Miriana Mercuri
Gabriele Palazzani
