Solennità della Santissima Trinità/A
di Massimo Palombella

La Chiesa oggi celebra l’identità di Dio e, insieme, rivela qualcosa di decisivo anche sull’uomo.
Il Dio cristiano non è una solitudine immobile. È vita che eternamente si dona. Il Padre genera il Figlio; il Figlio vive rivolto al Padre; lo Spirito Santo è il vincolo vivente di questo amore. Tutto in Dio è relazione e dono reciproco.
Per questo la Trinità non è un problema da risolvere: è la rivelazione che all’origine di tutto non vi è altro che amore.
Sant’Agostino afferma che, dove vi è amore vero, si trovano sempre tre realtà: chi ama, ciò che è amato e l’amore stesso (De Trinitate, VIII, 10, 14). Non esiste amore senza uscita da sé. Non esiste vita piena senza relazione.
E forse è proprio qui una delle nostre più grandi fatiche: difenderci sembra più sicuro che consegnarci, proteggerci appare più semplice che esporci. Ma vivere ripiegati su di noi, lentamente, ci impoverisce: perdiamo respiro, ci allontaniamo dalla verità.
Essere creati a immagine di Dio significa non essere fatti per l’isolamento, ma per la comunione. Noi diventiamo veramente noi stessi soltanto nella relazione: con Dio, con gli altri e persino con le parti più fragili e ferite di noi stessi.
In fondo, tutta la nostra esistenza è un lungo apprendistato: imparare a non avere più paura di consegnarci. Solo nella comunione ritroviamo il volto di Dio impresso in noi.
Il Graduale della celebrazione odierna è tratto dal capitolo 3 del libro del Profeta Daniele (Dan 3, 55-56) con il seguente testo:
Benedictus es, Domine, qui intueris abyssos, et sedes super Cherubim.
Benedictus es, Domine, in firmamento caeli, et laudabilis in saecula.
Benedetto sei tu, Signore, che scruti gli abissi e siedi sopra i Cherubini.
Benedetto sei tu, Signore, nel firmamento del cielo, degno di lode nei secoli.
La musica allegata, in Canto Gregoriano, è tratta dal Graduale Triplex pubblicato a Solesmes nel 1979. La traccia musicale è reperibile su YouTube dove non ci sono indicazioni circa l’interpretazione.
Buona domenica e un caro saluto.