Don Guido Pasini, il sacerdote che ha insegnato alla Chiesa a cantare la Parola
È tornato alla Casa del Padre il liturgista parmense che, insieme a padre Giovanni Maria Rossi, ha segnato la musica e la pastorale liturgica italiana del post-Concilio.
Venerdì 15 maggio 2026 è tornato alla Casa del Padre don Guido Pasini, sacerdote della diocesi di Parma, liturgista, autore e instancabile animatore pastorale. Aveva 79 anni. Con lui scompare una delle figure più originali della ricerca liturgica italiana del secondo Novecento, capace di coniugare Bibbia, musica, assemblea e celebrazione in una visione profondamente ecclesiale della liturgia.
Nato a Vedole di Colorno il 18 maggio 1946, don Guido Pasini era stato ordinato sacerdote il 20 giugno 1971 dal vescovo Amilcare Pasini, suo zio. Fin dagli anni della formazione sacerdotale maturò una particolare attenzione per la Sacra Scrittura, per la celebrazione della Parola e per il rapporto tra testo biblico e linguaggio musicale. Una sensibilità che avrebbe segnato tutto il suo ministero.
Il suo nome resta legato soprattutto all’esperienza della “Tenda della Parola”, nata a Parma e diventata negli anni un punto di riferimento nazionale per la pastorale liturgica. L’intuizione di fondo era tanto semplice quanto innovativa: la Parola di Dio non doveva soltanto essere letta o proclamata, ma anche cantata, ascoltata e restituita dall’assemblea attraverso un dialogo continuo tra Scrittura e musica.
Don Guido stesso raccontava che questa esperienza nacque dopo lunghi anni di studio biblico condivisi con Flavio Bedodi. A partire dal 1981 prese forma un vero laboratorio liturgico nel quale il canto non aveva funzione ornamentale, ma diventava parte integrante dell’annuncio della Parola.
Determinante, in questo percorso, fu l’incontro con padre Giovanni Maria Rossi, tra i più importanti compositori italiani di musica liturgica contemporanea. Tra il 1990 e il 2003 la collaborazione tra i due produsse celebrazioni, testi, itinerari musicali e veglie che hanno segnato profondamente intere generazioni di animatori liturgici e cori ecclesiali.
Padre Giovanni Maria Rossi dava veste musicale alla Parola, mentre don Guido ne costruiva la trama biblica e celebrativa. La loro collaborazione rappresentò uno dei tentativi più riusciti di superare la separazione tra musica e rito, restituendo centralità all’assemblea celebrante e alla partecipazione del popolo di Dio.

Tra le esperienze più significative nate da questo lavoro comune vi furono le celebrazioni della Veglia di Pentecoste a Parma, appuntamenti che nel tempo acquistarono notorietà anche fuori diocesi. La struttura delle veglie era costruita sul continuo intreccio tra proclamazione biblica e risposta cantata dell’assemblea, secondo una dinamica che trasformava il rito in esperienza vissuta della Parola.
Molti canti e testi liturgici nati dalla collaborazione Pasini-Rossi continuano ancora oggi a essere eseguiti in comunità, conventi, gruppi giovanili e assemblee liturgiche. La loro produzione si distingueva per il forte radicamento biblico, per la cura poetica dei testi e per una scrittura musicale sempre pensata per il canto dell’assemblea e non per l’esibizione del coro.

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Accanto all’attività di autore, don Guido Pasini svolse un intenso ministero di formazione liturgica. Attraverso incontri, ritiri, scuole di preghiera e percorsi di approfondimento biblico, accompagnò sacerdoti, religiosi e laici a comprendere la liturgia come luogo vivo dell’incontro con Cristo e non come semplice insieme di rubriche o formalità rituali.
Chi lo ha conosciuto ricorda uno stile discreto, mite, lontano da protagonismi. Eppure la sua influenza sulla pastorale liturgica italiana è stata profonda. Molti percorsi contemporanei sulla celebrazione della Parola cantata devono infatti molto all’esperienza parmense della Tenda della Parola e alla ricerca sviluppata insieme a padre Giovanni Maria Rossi.
Con la morte di don Guido Pasini si chiude una stagione importante della ricezione liturgica del Concilio Vaticano II in Italia. Resta però una eredità preziosa: l’idea di una liturgia nella quale la Parola di Dio sia realmente ascoltata, pregata e cantata dall’intero popolo di Dio.
Il ricordo della Diocesi di Parma: https://www.diocesi.parma.it/profili-di-preti/4140-profili-di-preti-don-guido-pasini.htm
