Liturgia&Musica

XII Domenica del Tempo Ordinario/A

di Massimo Palombella

Michelangelo Buonarroti (1475-1564), Giudizio universale (Cappella Sistina, Città del Vaticano)

Nel Vangelo di oggi (Mt 10,26-33) Gesù ci dice di non avere paura. Per tre volte Gesù ripete questa parola nel Vangelo. Non perché la paura sia un difetto da correggere, ma perché conosce il cuore dell’uomo.

Abbiamo paura di non esistere per nessuno, di non essere riconosciuti, di essere dimenticati. Abbiamo paura della solitudine, dell’abbandono, di non avere un posto nel cuore di qualcuno.

La paura non è mai superficiale. Se la guardiamo in profondità, ci rivela ciò che orienta la nostra vita, ciò che custodiamo come prezioso, ciò che non vorremmo perdere.

Per questo Gesù non ci chiede di non avere paura. Ci chiede di imparare lentamente a non lasciarci guidare dalla paura.

Quanto più cerchiamo di allontanarla, tanto più essa governa i nostri pensieri e le nostre scelte. Quanto più pretendiamo di nasconderla, tanto più rimane padrona della nostra vita.

La fede nasce proprio qui. Nasce quando scopriamo che la nostra esistenza non è nelle mani del caso, del giudizio degli uomini o delle circostanze. È nelle mani di Dio.

«Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati».

Non è un invito all’incoscienza. È l’annuncio che nessuno è dimenticato. Che la nostra vita è custodita da uno sguardo che ci conosce e ci ama.

Allora la paura non scompare, ma perde il suo potere.

E proprio là dove siamo più fragili, dove temiamo di essere feriti o smarriti, il Signore ci attende per condurci verso la verità più profonda di noi stessi: diventare pienamente le persone che siamo chiamati ad essere.

Il Graduale della celebrazione odierna è tratto dal Salmo 89 (Sal 89, 13. 1) con il seguente testo: Convertere, Domine, aliquantulum, et deprecare super servos tuos.
Domine, refugium factus es nobis a generatione et progenie.

(Volgiti, Signore, un poco, e placati con i tuoi servi.
Signore, sei divenuto per noi rifugio, di generazione in generazione).

La musica allegata, in Canto Gregoriano, è tratta dal Graduale Triplex pubblicato a Solesmes nel 1979. La traccia musicale è reperibile su YouTube dove non ci sono indicazioni circa l’interpretazione.

Buona domenica e un caro saluto.