La forma canzone nella liturgia

Il numero 28 di Psallite! Musica e Liturgia apre l’anno 2026 ponendo al centro dell’attenzione una questione tanto diffusa nella prassi quanto delicata sul piano teologico e rituale: la forma canzone nella liturgia. Si tratta di un tema che attraversa la vita concreta delle comunità celebranti, interroga musicisti e pastori, sollecita criteri di discernimento e … Leggi tutto

La voce liturgica

In apertura di questo editoriale, vogliamo ancora una volta ringraziare tutti i collaboratori che non ci fanno mai mancare i loro contributi. Psallite! è entrata ormai nel panorama liturgico-musicale delle nostre chiese italiane; una riprova, se digitate in rete Psallite, in un istante vi potete collegare con la rivista.

Il tema che abbiamo sviluppato su questo numero riguarda la voce liturgica. Purtroppo nelle nostre celebrazioni c’è poca attenzione a questo argomento che ci sembra fondamentale quando realizziamo i vari riti. Abbiamo diversi criteri nell’utilizzare la voce; si passa da un tono enfatico ad uno monotono, da un tono appassionato ad uno freddo, da un tono entusiasta ad uno uniforme. Tale modo di parlare ed esprimersi non concorda con le varie sequenze rituali presenti nella celebrazione. Per cui si usa lo stesso tono di voce per introdurre una celebrazione, per recitare un prefazio, per dare degli avvisi finali.

Ringraziare, intercedere, contemplare, consolare, adorare, supplicare, sono tanti gesti delle nostre liturgie; in qual modo riusciamo a rendere ciascun gesto, vero, pertinente, adeguato, appropriato?  Quale timbro di voce per quale liturgia in canto? Spesso definiamo la voce del cantore o del coro in modo diverso: sguaiata, lirica, incomprensibile nella pronuncia delle parole, soffusa, sfiatata, debole, robusta, gridata, urlata, strillata, sussurrata e bisbigliata. Pensiamo al timbro di voce di colui che canta il salmo responsoriale: è adeguato alla Parola che porge? Il suono del coro liturgico è funzionale al servizio che sta prestando?

Tra il semplice parlato e lo iubilus del canto, c’è una ricca gamma di varie possibilità espressive che dobbiamo imparare ad adoperare. C’è il rischio di esagerare nel tono di voce, di rendere teatrali i nostri interventi vocali, creando un clima di fastidio; oppure una voce monotona e monocorde che appiattisce tutta la celebrazione.    

La voce è lo strumento musicale per eccellenza che ci permette di comunicare gioia, emozioni, implorare aiuto, sostenere e incoraggiare, motivare. La voce può diventare anche motivo di divisione quando attraverso di essa si esprime il disprezzo, lo svilimento, l’indifferenza e il cinismo. Due aspetti non indifferenti da non sottovalutare. Modulare il tono in modo non adeguato può compromettere le migliori intenzioni. È sufficiente pensare al tono di voce che viene utilizzato per chiamare una persona: il saluto amichevole può trasformarsi in segnale di freddo distacco.

Ampia la trattazione sulla voce liturgica: dalla comprensione della sua ragione, alla tecnica per acquisirla e migliorarla, alla provocazione sulla sua esistenza per il canto liturgico. Di questo ringraziamo di vero cuore Sergio Militello, mons. Massimo Palombella, Roberta Frameglia, Alejando De Marzo, Claudio Magni.

Anche in questo fascicolo abbiamo voluto presentare diversi contributi di amici studiosi che ci hanno, purtroppo, lasciato – Gino Stefani, Beppe Cerino, Giancarlo Boretti -,ma dei quali manteniamo un vivo ricordo e apprezziamo ancora di più i contributi che hanno scritto diversi anni fa, perché i loro scritti sono incredibilmente attuali, profetici, le loro riflessioni ancora pungenti e ricche di spunti per migliorare e comprendere oggi la riforma conciliare a sessant’anni dalla Sacrosanctum Concilium.

Il dossier di gennaio è a cura di Matteo Malagoli, violoncellista, che presenta un approfondimento sugli strumenti musicali nella liturgia trattando in particolare dello strumento di cui lui è maestro e virtuoso.

Nell’anno appena trascorso una cara amica, Anna Maria Galliano, ci ha lasciati per tornare alla Casa del Padre. Con sincero affetto e gratitudine vogliamo provare a farla conoscere a tutti coloro che non hanno avuto la fortuna di incrociarla personalmente, ma solo attraverso la sua preziosa opera di compositrice di testi per la liturgia. La raffinatezza nello scegliere con eleganza e finezza le parole più opportune. Di Anna Maria proponiamo anche un suo testo.

Il 7 febbraio 2024 ricorrono venti anni dalla morte terrena di padre Giovanni Maria Rossi, padre camilliano, valente liturgista e musicista, caro e sincero amico di tutti coloro che hanno avuto la grazia di incontrarlo. Lo vogliamo ricordare proponendo un suo vecchio articolo del 1988 su come preludiare, interludiare, postludiare un canto liturgico all’organo, pratiche in cui eccelleva con naturalezza e disinvoltura grazie alla solida preparazione musicale e organistica. È un modo per mostrare la maestria didattica – e non solo – di padre Giovanni Maria nella trasmissione del suo sapere a chi vorrebbe apprendere concretamente la tecnica compositiva dell’improvvisazione organistica.

Il fascicolo di gennaio è sprone per sottoporre a tutti i lettori partiture liturgico-musicali per il tempo di Quaresima e di Pasqua. Per questo motivo in tutte le parti dell’ampia sezione musicale sono poste alla libera consultazione proposte originali declinate in particolare per questi tempi forti grazie a don Luigi Girardi, Isaia Ravelli, don Antonio Parisi, Giuseppe Verardo, Fabio Pecorella, suor Stefania Santoro, Daniela Bianchi, Francesca Pillon e Marco Cazzuffi. Come consuetudine sono partiture per tutte le formazioni che possono essere anche ridotte all’esecuzione ad una sola voce. Diversificato anche il livello delle proposte musicali per coro: da quelli in corso di formazione a quelli più avanzati.

Ringraziamo coloro che hanno collaborato per le registrazioni audio – sempre disponibili e fruibili al link https://psallite.bandcamp.com/album/psallite-rivista-online-22-2024 – delle partiture proposte: la Cappella Musicale della Cattedrale di Macerata diretta da Carlo Paniccià, la Cappella Musicale della Cattedrale di Verona diretta da Giovanni Geraci, la Corale San Michele (Bressanone, BZ) diretta da Stefano Barberio, il Coro polifonico parrocchiale “Pina Elefante” della Collegiata S. Maria Maddalena di Atrani (Sa) diretto da Anna Bottone, il Coro delle Monache Redentoriste OSsR di Scala dirette da suor Stefania Santoro, l’insieme vocale Corte Polifonica di Padova diretto da Martina Frigo, l’Ensemble dell’Istituto Diocesano per Animatori Musicali della Liturgia di Bari.

Sempre grazie agli ingegneri della Composing Studio che ci aiutano a mantenere in perfetta efficienza la rivista Psallite! con un prodotto realizzato appositamente per noi e che ci viene invidiato da moltissimi.

I prossimi temi dei fascicoli di maggio e settembre 2024 di Psallite! saranno:

  • maggio 2024: La guida del canto dell’assemblea;
  • settembre 2024: Il sacramento della Riconciliazione.

Chi volesse sottoporre il proprio contributo con materiali originali, può inviarli a psallite.net@gmail.com: li valuteremo con attenzione


Morivo con te

Terenzio Zardini, Antonio Parisi (autore dell’armonizzazione), Carlo Paniccià (autore dell’articolo) Il Confractorium Nella liturgia ambrosiana non c’è la litania Agnus Dei alla frazione del Pane. Al suo posto è rimasto il rito del confractorium, un canto proprio ambrosiano utilizzato durante la Messa allo spezzare del Pane. Il testo è specifico e varia durante l’anno liturgico … Leggi tutto

Annuncio del giorno della Pasqua

Nella solennità dell’Epifania Pasquale Impagliatelli, Carlo Paniccià Come da tradizione che si perde nei tempi, il giorno dell’Epifania del Signore (6 gennaio), subito dopo la proclamazione del Vangelo, il diacono o il sacerdote o un altro ministro idoneo può dare l’annuncio del giorno di Pasqua e delle feste mobili dell’anno corrente secondo la formula proposta … Leggi tutto

Grandi cose si cantano

Francesco Meneghello, Carlo Paniccià Un progetto Nel triennio 2009-2011 la rivista “La vita in Cristo e nella Chiesa” delle Pie Discepole del Divin Maestro offrì ai suoi lettori diverse proposte di canti originali per canto e organo partendo dalle antifone di comunione dei tempi forti (Avvento, Natale, Quaresima, Pasqua). Vennero composti testi ad hoc posti … Leggi tutto

Prendi le sue mani

Mariano Fornasari, Carlo Paniccià Il libro liturgico del Rito delle esequie contiene una ampia sezione musicale con proposte per il canto dei salmi, delle antifone anche nel momento del commiato. Purtroppo l’offerta resta spesso muta tra le mani del celebrante senza che sia concesso il conforto anche con espressioni diverse, come il canto, da una … Leggi tutto

L’attesa dell’incontro

Mariano Fornasari, Carlo Paniccià Molto spesso la scelta del repertorio liturgico-musicale per la messa esequiale, quando le esequie sono giustamente solennizzate col canto, tende a “galleggiare” su toni mesti e testi che richiamano all’ordinarietà. L’attesa dell’incontro si pone in controtendenza e diventa proposta originale all’interno della celebrazione eucaristica esequiale come canto di offertorio o/e di … Leggi tutto

Celebrare con i malati e rito delle esequie

don Antonio Parisi, Carlo Paniccià Celebrare con i malati e Rito delle EsequieNon è facile parlare della malattia e della morte, non lo è mai. Il Sacramento dell’Unzione è legato al tempo umano della fragilità fisica. Al n.1499 del Catechismo della Chiesa Cattolica si legge il passo della costituzione Lumen Gentium «Con la sacra Unzione degli infermi … Leggi tutto

Il salmista

don Antonio Parisi, Carlo Paniccià Con questo numero di Psallite! iniziamo a rivolgere l’attenzione verso tutte le figure ministeriali previste, istituite o di fatto, dalla liturgia. Iniziamo con il salmista. “È compito del salmista proclamare il salmo o un altro canto biblico che si trova tra le letture. Per adempiere convenientemente il suo ufficio, è necessario che il … Leggi tutto