Musica e canto nella celebrazione delle solennità nel Tempo di Quaresima
Indice
Il significato della solennità nel tempo quaresimale
«Il Tempo di Quaresima ha lo scopo di preparare la Pasqua: la liturgia quaresimale guida alla celebrazione del mistero sia i catecumeni, attraverso i diversi gradi dell’iniziazione cristiana, sia i fedeli, per mezzo del ricordo del Battesimo e della Penitenza».
(Norme generali per l’ordinamento dell’anno liturgico e del calendario, 27).
Questa definizione della Quaresima mette in luce la duplice indole di questo tempo: quella penitenziale, caratterizzata dalla pratica del digiuno, della preghiera e dell’elemosina; e quella catecumenale, segnata dalla iniziazione cristiana dei catecumeni che si preparano a ricevere il Battesimo, la Confermazione e la Comunione e dalla memoria della fede battesimale da parte di coloro che sono già stati battezzati.
L’opera di salvezza di Cristo è celebrata dalla Chiesa in giorni determinati, nel corso dell’anno. Celebrando il mistero di Cristo, la Chiesa venera anche con particolare amore la beata Maria Vergine Madre di Dio e propone alla pietà dei fedeli la memoria dei martiri e degli altri santi (Cfr. Ordinamento dell’anno liturgico e del calendario, 8). Secondo l’importanza che viene loro attribuita le celebrazioni sono denominate e si distinguono in solennità, feste e memorie.
Il calendario delle Celebrazioni e l’ordine di precedenza dei giorni liturgici vengono definiti a livello universale dalle Norme generali per l’ordinamento dell’anno liturgico e del Calendario e dal Caerimoniale Episcoporum; e a livello locale dalle singole Conferenze Episcopali nazionali e regionali. A tali riferimenti rimandiamo per approfondimenti, che non possono evidentemente essere svolti nel contesto di questa trattazione.
Il calendario liturgico può prevedere che si celebri una solennità nel Tempo di Quaresima. Le solennità di San Giuseppe, sposo della Beata Vergine Maria, dell’Annunciazione del Signore e di un Santo Patrono locale potrebbero cadere nel tempo quaresimale. Non è inusuale, inoltre, che in tali occasioni venga conferito il Sacramento dell’Ordine a Diaconi, Presbiteri o Vescovi. La domanda che possiamo porci è la seguente: quali attenzioni avere a livello liturgico-musicale in tale contesto celebrativo?
Il canto come elemento di solennità
La celebrazione della solennità “rompe” il clima del tempo penitenziale. Nel tempo di Quaresima il suono degli strumenti è permesso solo per sostenere il canto. Fanno eccezione la domenica Laetare (IV di Quaresima), le solennità e le feste. Nelle solennità e nelle feste è previsto anche il Gloria. Da un punto di vista liturgico-musicale dobbiamo ricordare che a connotare la solennità è anche il canto, da parte del presidente della celebrazione, delle parti che a lui competono (saluto iniziale, orazioni, prefazio, dossologia, benedizione, congedo). L’istruzione Musicam Sacram (1967), ai numeri 27-36, definisce vari gradi di partecipazione, per rendere più solenne con il canto la Celebrazione Eucaristica. Si tratta di un testo importante a cui fare riferimento. Da un punto di vista strettamente musicale l’utilizzo di canti scritti in tonalità “luminose” può sicuramente sottolineare il clima “gioioso”, proprio della solennità. Sarebbe opportuno scegliere un Ordinario che abbia un’indole “festiva” e che marchi la discontinuità col tempo quaresimale, evitando, tuttavia, di anticipare il Tempo Pasquale. La ricchezza del Kyriale gregoriano rimane un modello mirabile a cui guardare; e proprio al canto gregoriano, come afferma la Costituzione Sacrosanctum Concilium, bisognerebbe dare, a parità di condizioni, il posto principale (cfr. SC 116).
I criteri per la scelta dei canti dovrebbero essere ispirati anche alla pertinenza rituale e alla “dignità” testuale. Le antifone d’ingresso e di comunione sono certamente da prediligere e sono il riferimento a cui guardare per la scelta di altri canti da eseguire eventualmente al posto delle stesse antifone. I testi dei canti dovrebbero sempre avere un forte radicamento nella Sacra Scrittura e nella Tradizione liturgica della Chiesa, e laddove il contesto celebrativo lo richieda, un riferimento al Santo Patrono e al Sacramento che si celebra.
Organo e strumenti nel tempo quaresimale
Anche il suono dell’organo può contribuire ad arricchire la Celebrazione di una solennità liturgica. Nel Tempo di Quaresima esso è consentito solo per accompagnare il canto. In quel contesto la scelta timbrica dovrebbe essere sobria e l’eventuale esecuzione di brevi preludi, postludi e improvvisazioni dovrebbe essere strettamente legata ai canti e caratterizzata dall’austerità propria della liturgia quaresimale. Nel contesto della celebrazione della solennità l’organo può suonare all’inizio e al termine della liturgia, utilizzare una scelta timbrica più ricca (ripieni, ance) e concedersi maggiore libertà espressiva, che nel tempo quaresimale gli sono preclusi; senza arrivare tuttavia ad anticipare le sonorità gioiose e gli interventi del tempo pasquale.
Anche l’uso di altri strumenti come gli ottoni o i legni (flauto, oboe), solo per elencarne alcuni, può contribuire ad arricchire la celebrazione della solennità. Occorre tuttavia tenere sempre ben presente il criterio della ministerialità: questi strumenti (e i musicisti che li suonano) sono al servizio della liturgia e non viceversa.
Il valore rituale del silenzio
Anche il silenzio deve caratterizzare l’azione liturgica. Nel tempo quaresimale, oltre ai momenti in cui è prescritto nell’Ordinamento generale del Messale Romano, il silenzio potrebbe “accompagnare” l’offertorio (quando non è prevista la processione offertoriale) e la fine della celebrazione (al posto del canto finale). Nel contesto della solennità esso dovrebbe comunque essere osservato scrupolosamente nei momenti in cui è previsto.
Tradizione locale e pertinenza rituale
Le celebrazioni delle solennità della Santa o del Santo Patrono sono talvolta accompagnate da canti legati alla pietà popolare e alle tradizioni della chiesa locale. Ci possiamo domandare in che modo è possibile valorizzare questo repertorio, salvaguardando il rispetto del criterio della pertinenza rituale dei canti e l’attenzione alla sensibilità del popolo di Dio. Un criterio potrebbe consistere nel riservare questi canti a momenti specifici, come un atto di venerazione o di affidamento al termine della liturgia, davanti ad una reliquia, una statua o una sacra immagine; oppure inserirli in contesti paraliturgici come una veglia di preghiera. Le scelte in merito dovrebbero essere comunque sempre guidate dal desiderio di educare il popolo di Dio e di rispettare la sua storia e la sua sensibilità.
Le ordinazioni nel contesto delle solennità quaresimali
Infine, non è inusuale che durante la celebrazione di solennità liturgiche, che cadono nel tempo di Quaresima, vengano ordinati Diaconi, Presbiteri o Vescovi. Nel Pontificale Romano per l’Ordinazione dei Vescovi, dei Presbiteri e dei Diaconi sono indicate le antifone che dovrebbero accompagnare alcuni momenti del Rito di Ordinazione. Ad esse è sempre opportuno far riferimento per la scelta di canti appropriati. Occorre un sapiente equilibrio, per evitare derive e assolutizzazioni, e per tenere in considerazione, a livello liturgico-musicale, tutti gli elementi del contesto celebrativo.