La Domenica delle Palme è caratterizzata dal ricordo dell’ingresso solenne di Gesù in Gerusalemme. Ma dalla prima lettura della Liturgia della Parola si è catapultati nella narrazione della passione. L’Antifona alla Comunione conferma questa scelta e ci fa cantare: “Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà.” (Mt 26,42)
Il testo di questo canto, dunque, riprende l’antifona del Messale arricchendola con citazioni del Salmo 22 (21), salmo che lo stesso Gesù prega dalla croce.
Questo brano ha una struttura molto semplice: si tratta di un “Ostinato” che viene continuamente ripetuto dal coro. Sopra di esso è possibile cantare le diverse strofe, con assoluta libertà. Questa formula è molto usata nel repertorio di Taizé.
La tonalità minore e le caratteristiche testuali consigliano l’uso di questo canto non solo per la Domenica delle Palme, ma anche il Venerdì Santo, nel pio esercizio della Via Crucis e tutte le occasioni dove si fa una preghiera davanti alla Croce.
Il testo
ostinato:
In manus tuas, Domine,
commendo spiritum meum.versetti:
Padre, se questo calice non può passare senza ch’io lo beva,
sia fatta la tua volontà. (Mt 26,42)Dio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Tu sei lontano dalla mia salvezza. (Sal 22[21],2)In te hanno sperato i nostri padri,
hanno sperato e tu li hai liberati. (Sal 22[21],3)