L'editoriale

Il lucernario

Antonio Parisi, Carlo Paniccià

L’ultimo numero del 2025 della rivista Psallite! concentra la sua attenzione su un rito particolare e suggestivo: il lucernario, una celebrazione che polarizza l’attenzione sulla luce come simbolo di Gesù Cristo. Almeno una volta tutti abbiamo vissuto questo rito: il giorno del nostro battesimo o durante la grande Veglia Pasquale. Un gesto semplice, come tutti quelli previsti dalla Liturgia, accendere una luce nell’oscurità per infrangere le tenebre. La notte non è mai soltanto assenza di luce, ma grembo di attesa, soglia di mistero, spazio in cui il cuore si lascia sorprendere da un chiarore improvviso.  Un gesto che trova spazio nel rito ambrosiano e molto meno nel rito romano.

L’articolo di presentazione sul lucernario scritto da mons. Antonio Parisi aiuta, con la sua pratica schematicità, a comprenderne i contenuti essenziali, argomenti che sono sviluppati in modo ampio dal ricco contributo di don Daniele Piazzi che riflette sul significato simbolico e liturgico della luce, elemento primordiale che attraversa culture e religioni come segno di rinascita e speranza. La tradizione cristiana eredita questo simbolismo: la luce diventa memoria pasquale, segno della vittoria sulla notte, sul male e sulla morte. Dal cero pasquale alle candele dei neofiti, dai vespri ambrosiani al rito del 2 febbraio, ogni gesto rituale di accensione illumina non solo lo spazio, ma il mistero della fede. Piazzi evidenzia come il lucernario, momento che celebra il passaggio dal giorno alla notte, sia rito introduttivo sobrio e denso di significato, segno dell’attesa dell’aurora escatologica e della luce che non tramonta mai. Il contributo non si limita all’ambito liturgico offrendo stimoli per ascoltare esempi di inni, responsori, antifone disponibili in rete.

Il lucernario è presente anche nella vita monastica come illustrato dalla monaca carmelitana Suor Maria Laura della Trinità che riflette sul simbolo della luce nella Bibbia, nella liturgia e nella vita consacrata, in particolare nel Carmelo teresiano. La luce, segno della presenza di Cristo, viene celebrata nei riti e nelle feste liturgiche, dal lucernario pasquale alla professione religiosa. La comunità carmelitana arricchisce la preghiera con il rito della luce, segno di fede e speranza. Anche Maria, “aurora di salvezza”, è cantata come grembo della luce che illumina il cammino

Il contributo del teologo e musicista Agostino Maria Greco volge lo sguardo sui contenuti del Repertorio Nazionale di canti per la liturgia della (CEI, 2008) indicando quali e quanti canti sono disponibili per il rito in esame.

L’articolo di Alejandro De Marzo riflette sul valore della luce nella fede cristiana: simbolo di gioia, speranza e trasparenza, ma anche elemento concreto delle celebrazioni liturgiche. Dalle prime comunità ai giorni nostri, la luce non è solo metafora ma linguaggio vivo che accompagna la Parola, i sacramenti e i tempi liturgici, invitando la Chiesa a riscoprirne la forza comunicativa e spirituale.

Interessante l’articolo di Valerio Manca che invita a sostare nella penombra feconda, dove il silenzio si fa voce e l’ombra diventa promessa attraverso i versi di Pessoa e i segni della liturgia, scoprendo che ogni lume acceso non serve a vincere il buio, ma a trasformarlo in linguaggio di speranza.

Particolarmente corposo l’articolo di Giacomo Baroffio che analizza il lucernario, centrale nella tradizione cristiana e particolarmente viva, come già detto, nel rito ambrosiano. Dopo averne illustrato le radici bibliche e patristiche, l’autore mostra come questo rito, attraverso inni, antifone e responsori, celebri Cristo “luce del mondo” e inviti i fedeli a una partecipazione comunitaria e simbolica, proponendone un rinnovato recupero anche nella liturgia contemporanea facendo ricorso al canto per eccellenza della Chiesa Cattolica: il gregoriano.

Stimolante il contributo di Rocco Carella che propone l’idea del lucernario attraverso la fusione di tradizione e linguaggi multimediali. Antichi inni come il Lumen Hilare diventano paesaggi sonori, mentre immagini e video evocativi accompagnano la liturgia, sull’esempio del Rotolo dell’Exultet. Progetti contemporanei, come quello con Erika Fossati, mostrano come fede e arte possano unirsi in un’esperienza viva.

Come sempre ricca la sezione musicale di questo numero della rivista che raccolgono proposte di canti liturgici sulla luce. Insieme, queste otto partiture offrono una vera catechesi musicale: dalla sete del Dio
che viene, alla luce dell’incarnazione, alla vigilanza e alla gioia del Natale, fino alla manifestazione universale dell’Epifania e al presagio pasquale. Un mosaico che mostra come la musica per la liturgia sappia
essere preghiera, meditazione e annuncio.

Se tu non vieni composto da mons. Antonio Parisi su testo di Anna Maria Galliano, è una supplica intensa che invoca la presenza del Signore. Luce, che illumini le genti di Mariano Fornasari canta Cristo come luce che salva e guida, adatto all’Avvento. Pasquale Impagliatelli con Vegliate! traduce in musica l’antifona evangelica della I domenica del Tempo di Avvento dell’anno A, richiamando vigilanza e carità.

La composizione di don Pierangelo Ruaro Tutti i popoli hanno veduto è una ricca proposta repertoriale per il Natale: un tropario natalizio festoso sulla salvezza universale. Ecce, advenit dominator Dominus composto da mons. Massimo Palombella su testo di padre Eugenio Costa, celebra l’Epifania con scrittura solenne e antifonale. Insieme formano un mosaico musicale di attesa, luce e incarnazione.

Completano il corpus musicale altre due partiture di mons. Antonio Parisi: A Te, piccola luce, una litania meditativa che esalta la luce divina nella vita quotidiana e L’attesa è compiuta per il rito di comunione con immagini di pane, luce e popolo in cammino. Con questo numero termina la pubblicazione del Piccolo Passio composto da Mauro Zuccante con l’ultimo frammento Mulieres sedentes, breve pagina corale a cappella sul pianto delle donne al sepolcro. L’intero lavoro è disponibile a tutti fin dal numero 23 di Psallite! (maggio 2025).

Ringraziamo coloro che hanno collaborato per le registrazioni audio – sempre disponibili e fruibili al link https://psallite.bandcamp.com/album/psallite-rivista-online-27-2025 – delle partiture proposte: la Cappella Musicale della Cattedrale di Macerata diretta da Carlo Paniccià, il coro Cantoria Veneta diretto da Luca Cabianca, la Corale S.Michele Vetere di Cremona diretta da Mariano Fornasari e l’ensemble del Coro della Diocesi di Bari-Bitonto diretto da mons. Antonio Parisi.

Non dimentichiamo mai il ringraziamento sentito agli ingegneri della Composing Studio che ci aiutano a mantenere in rete la rivista Psallite!.

Annunciamo i prossimi temi per l’anno 2026 di Psallite!:

  • La forma canzone
  • Musica per i riti di ordinazione 
  • La processione nella vita della comunità che prega

Chi volesse sottoporre il proprio contributo con materiali originali, può inviarli a psallite.net@gmail.it: come sempre li valuteremo con attenzione.

In ultimo. Chi volesse aiutare Psallite! da oggi ne ha la possibilità devolvendo il proprio 5×1000. Farlo è semplice e senza costi. È sufficiente firmare nella sezione dedicata della dichiarazione dei redditi e inserire il codice fiscale 93079500430 dell’associazione di promozione sociale Officina delle Eliconie che gestisce questa iniziativa. Vi ringraziamo anticipatamente.


 

Autori

  • Mons. Antonio Parisi, nato nel 1947 è sacerdote dal 1971. Studi teologici al Seminario Regionale di Molfetta, diplomato in Organo nel 1976. Consulente per la musica sacra per oltre vent’anni presso l’Ufficio Liturgico Nazionale, attualmente membro della Consulta Nazionale dello stesso Ufficio della CEI. Direttore da oltre 25 anni dell’Ufficio Diocesano di Musica sacra della Diocesi di Bari-Bitonto e dell’Istituto di musica per la liturgia. Autore di circa 200 canti liturgici, tutti pubblicati presso le edizioni Paoline e diffusi in tutta Italia. Dal 2017 ha fondato insieme a Carlo Paniccià la rivista gratuita on line di musica e liturgia Psallite!.

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  • Carlo Paniccià è nato e vive a Macerata. Oltre agli studi musicali presso il Conservatorio Statale di Musica “G.Rossini” di Pesaro e alla laurea in ingegneria conseguita presso l’Università Politecnica delle Marche, ha conseguito i diplomi al CoPerLiM. e al corso biennale “Giovanni Maria Rossi” per direttore di coro liturgico della Conferenza Episcopale Italiana presso la Pontificia Università Lateranense. Collabora con l’Ufficio Liturgico Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana. E’ docente dei corsi di Musica Liturgica On Line e CoPerLiM. Ha composto drammi teatrali e musiche di scena per il teatro. Sue composizioni di musica liturgica sono state pubblicate da diverse case editrici e riviste specializzate. Dal 1993 dirige la Cappella Musicale della Cattedrale di Macerata e dal 2013 il coro Vox Phoenicis di Loreto. Dal 2017 ha fondato insieme a Mons. Antonio Parisi la rivista gratuita on line di musica e liturgia Psallite!.

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