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Il contenuto testuale
Aandate in tutto il mondo nasce come responsorio per un momento preciso del rito di ordinazione episcopale: lo scambio della pace, collocato subito dopo la liturgia di ordinazione (Pontificale Romano. Ordinazione dei vescovi, dei presbiteri e dei diaconi, n.62). La partitura stessa indica questa destinazione rituale e ne conserva la memoria originaria.
Il testo dell’antifona riprende il mandato missionario del Signore: «Andate in tutto il mondo… insegnate il Vangelo a tutte le genti». È una parola particolarmente adatta all’ordinazione di un vescovo, perché il ministero episcopale non è mai chiuso in una funzione organizzativa, ma nasce dall’invio apostolico. Il vescovo riceve la pienezza del sacramento dell’Ordine per annunciare il Vangelo, custodire la fede, presiedere la Chiesa nella carità e guidare il popolo di Dio.
Il riferimento allo scambio della pace è importante. Nel rito dell’ordinazione episcopale, dopo i gesti propri della consacrazione e la consegna delle insegne, il nuovo vescovo viene accolto nella comunione del collegio episcopale. Il segno della pace non è quindi un semplice gesto di cortesia: esprime la comunione apostolica e l’inserimento del nuovo ordinato nel ministero dei successori degli Apostoli.
Il salmo utilizzato, e previsto dal rito, è il Salmo 95: «Cantate al Signore un canto nuovo», «In mezzo ai popoli narrate la sua gloria», «Dite tra i popoli: Il Signore regna». È un testo fortemente missionario e liturgico: invita tutta la terra alla lode, chiama i popoli a riconoscere la gloria del Signore e apre lo sguardo alla signoria di Dio sul mondo. In questo contesto, il canto interpreta bene il ministero del vescovo come servizio alla Chiesa e, insieme, come responsabilità verso l’annuncio del Vangelo a tutti.
La presenza dell’antifona per il tempo di Quaresima, indicata in partitura, permette inoltre di adattare il brano a un contesto penitenziale senza perdere il suo carattere di invio. La gioia dell’annuncio non viene meno, ma assume il tono sobrio proprio del cammino verso la Pasqua.
La musica
La composizione ha un carattere solenne e processionale, adeguato al contesto di una celebrazione episcopale. L’organico prevede assemblea, coro a quattro voci, organo e ottoni ad libitum. Questa scelta conferisce al brano una fisionomia celebrativa ampia, senza però sottrarre centralità al canto dell’assemblea.
L’antifona è costruita in modo chiaro e facilmente memorizzabile. La linea dell’assemblea procede con slancio, sostenuta dall’armonia del coro e dall’accompagnamento strumentale. Il testo è ben scandito e la ripetizione dell’acclamazione finale «Alleluia» («Lode a te, Signor!» in tempo di Quaresima) offre una conclusione forte e partecipata.
La parte salmodica è impostata con sobrietà su un semplice modulo salmodico a due voci: il salmo viene cantillato su formule semplici, sostenute dall’organo, così da permettere una buona intelligibilità del testo. L’alternanza tra antifona e salmo crea una forma responsoriale adatta al rito: l’assemblea proclama il mandato missionario, mentre il salmo ne sviluppa il contenuto nella lode universale. La scrittura corale sostiene e amplia il canto senza renderlo eccessivamente complesso. Gli ottoni, se disponibili, possono dare rilievo ai momenti più solenni, soprattutto all’introduzione e alla ripresa dell’antifona.
La registrazione organistica e l’esecuzione
L’organo deve sostenere il carattere festivo e solenne del brano, mantenendo però chiarezza e controllo sonoro. In una celebrazione di ordinazione episcopale è opportuno un accompagnamento pieno, ma non invadente, capace di reggere il canto dell’assemblea e dialogare con gli ottoni.
Per l’antifona si possono utilizzare fondi 8’ e 4’, con un Principale ben presente e, dove lo strumento lo consente, un ripieno moderato. In presenza di tromba e trombone, l’organista dovrà evitare registrazioni troppo aggressive, cercando piuttosto un impasto stabile e luminoso. Il pedale può sostenere con Subbasso 16’ e Principale 8’, rinforzando solo nei punti conclusivi.
Nella salmodia è preferibile alleggerire la registrazione: fondi 8’, eventualmente con un 4’ morbido, sono sufficienti per sostenere il salmista e favorire la comprensione del testo. Il passaggio dall’antifona alla salmodia deve essere netto ma naturale, evitando contrasti eccessivi.
L’esecuzione richiede attenzione alla dizione. Il testo missionario dell’antifona deve essere energico, ma mai gridato. Il salmo, invece, va cantato con andamento più disteso, lasciando emergere le parole. Gli ottoni possono sottolineare la solennità del rito, ma devono rimanere al servizio dell’assemblea e non trasformare il brano in un intervento puramente concertistico.
L’uso rituale
La destinazione propria del canto è lo scambio della pace nel rito di ordinazione episcopale, subito dopo la liturgia di ordinazione, come già indicato sopra. Fuori dal contesto originario, il canto può essere utilizzato anche in celebrazioni di particolare rilievo missionario: mandato agli operatori pastorali, apertura dell’anno pastorale, celebrazioni diocesane, incontri ecclesiali e liturgie in cui si desideri sottolineare l’annuncio del Vangelo. La presenza del Salmo 95 lo rende adatto anche in celebrazioni nelle quali la lode e la missione sono strettamente unite.
Va invece evitato un uso generico o ornamentale. Il brano ha una fisionomia solenne e una chiara impronta ecclesiale: funziona al meglio quando accompagna un gesto di invio, di comunione o di mandato.
Il testo
Antifona:
Andate in tutto il mondo, nella gioia:
insegnate il Vangelo a tutte le genti. Alleluia!(in tempo di Quaresima l’ultima acclazione viene sostituita con Lode a te, Signor!)
Salmo:
Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome,
annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.
Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi.Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i cieli.
Maestà e onore sono davanti a lui,
forza e splendore nel suo santuario.Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.
Prostratevi al Signore nel suo atrio santo.Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: “Il Signore regna!”.
È stabile il mondo, non potrà vacillare!
Egli giudica i popoli con rettitudine.Gioiscano i cieli, esulti la terra,
risuoni il mare e quanto racchiude;
sia in festa la campagna e quanto contiene,
acclamino tutti gli alberi della forestaDavanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli.