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Ammissione tra i candidati all’ordine e musica

Francesca Pillon

Necessità di un repertorio liturgico-musicale specifico?

Cos’è e perché il rito di ammissione

Nel percorso vocazionale di un aspirante diacono o presbitero è previsto un momento specifico in cui, come candidato, è ammesso al sacramento dell’Ordine. Tale momento, indicativamente fissato tra il biennio di discernimento e il triennio del percorso di studi in teologia e prima dei ministeri del lettorato e accolitato, è reso pubblico attraverso un rito liturgico presieduto dal vescovo. Lo stesso vale anche per i candidati al diaconato permanente.

Il rito è descritto in diversi documenti:

  • Pontificale romano – Istituzione dei ministeri, Consacrazione delle vergini, Benedizione abbaziale (IM): è il Capitolo terzo nell’edizione tipica del 1980;
  • Pontificale romano – Ordinazione del vescovo, dei presbiteri e dei diaconi (OVPD, De ordinatione episcopi, presbyterorum et diaconorum), aggiunto come appendice nella seconda edizione tipica del 1989 e successivamente in quella italiana del 1992 (cfr. nn. 385-408);
  • Cerimoniale dei vescovi del 1984 (CE, Caerimoniale episcoporum), che illustra nel dettaglio le procedure compiute dal vescovo (cfr. nn. 581-597).

Il rito è stato ufficialmente presentato dal Motu proprio Ad pascendum di Paolo VI nel 1972, con il quale si stabiliscono alcune norme relative all’ordine sacro del diaconato. Si legge: «Viene introdotto un nuovo rito, con il quale, colui che aspira al diaconato o al presbiterato manifesta pubblicamente la sua volontà di offrirsi a Dio e alla Chiesa per esercitare l’Ordine sacro; la Chiesa, da parte sua, ricevendo quest’offerta, lo sceglie e lo chiama perché si prepari a ricevere l’Ordine sacro e sia in tal modo regolarmente ammesso tra i candidati al diaconato e al presbiterato».

L’ammissione dunque viene presentata come prima manifestazione del proposito di ricevere l’Ordine sacro in forma pubblica. Il vescovo, con il rito di ammissione, «notificherà loro la decisione della Chiesa di sceglierli e di chiamarli quali candidati all’Ordine sacro» (disposizioni CEI 11 in IM).

Secondo le disposizioni CEI il rito dovrà celebrarsi normalmente nella cattedrale o nell’oratorio del seminario e possibilmente con la partecipazione del presbiterio diocesano, a significare l’importanza del momento vocazionale che interessa tutta la Chiesa particolare (13). Essendo pubblico, nell’animazione musicale si terrà conto della presenza di un’assemblea occasionale aggiunta a quella abituale della chiesa scelta.

Data l’indole particolare, questo rito non può mai essere unito con il conferimento degli Ordini sacri o con l’istituzione dei lettori o degli accoliti (OVPD 387).

La struttura

L’Ammissione può essere inserita durante la celebrazione eucaristica – scelta consigliata dal n. 14 delle disposizioni CEI per significare meglio la relazione con l’Eucaristia –, oppure in una celebrazione della Parola di Dio o infine nella Liturgia delle ore.

In tutti e tre i casi, dopo l’omelia o dopo la lettura della Liturgia delle ore, il rito prevede:

  • l’esortazione da parte del vescovo, rivolta ai fedeli e poi ai candidati, in cui introduce il significato del momento;
  • la presentazione degli aspiranti con la risposta “Eccomi”;
  • le interrogazioni in cui si chiede ai candidati se vogliono portare a termine la preparazione e impegnarsi nella formazione spirituale;
  • la preghiera dei fedeli e la breve benedizione dei candidati.

Non sono presenti antifone o acclamazioni specifiche.

La musica

La presenza del vescovo, in quanto «dottore, santificatore e pastore della sua Chiesa, brilla soprattutto nella celebrazione della sacra liturgia da lui compiuta con il popolo» (CE 11) e ciò chiede cura celebrativa e musicale.

È opportuno che le celebrazioni presiedute dal vescovo «siano di esempio per tutta la diocesi e brillino per la partecipazione attiva del popolo. Perciò in esse la comunità riunita partecipi con il canto, il dialogo, il sacro silenzio, l’attenzione interiore e la partecipazione sacramentale» (CE 12). Dunque è richiesta un’attenzione maggiore, senza trascurare la nobile semplicità raccomandata da Sacrosanctum Concilium.

Premesso questo, nei due libri liturgici citati nella sezione musicale, tuttavia, non è prevista alcuna melodia propria né alcuna indicazione musicale, non essendo di fatto un momento solenne paragonabile alle fasi successive del cammino vocazionale.

Di seguito si suggeriscono delle proposte utili per l’animazione.

Se inserito nella celebrazione eucaristica e nella Liturgia della Parola

L’ammissione si può celebrare in qualsiasi giorno, ad eccezione della Settimana Santa e del Triduo, del Mercoledì delle Ceneri e della Commemorazione di tutti i fedeli defunti. Si utilizza la Messa del giorno oppure, se si celebra in giorni feriali, il formulario della Messa per le vocazioni agli Ordini sacri con letture proprie (cfr. nel dettaglio OVPD 388).

Già i testi della Messa del giorno, legati al tempo liturgico, o quelli della Messa per le vocazioni danno molti spunti per la scelta del repertorio. Da un’attenta lettura dei testi propri dell’ammissione, inoltre, si possono individuare delle parole chiave significative per la scelta dei canti processionali: vocazione, eccomi, accoglienza, scelta, chiamata, missione, impegno, servizio, Chiesa.

Si consiglia di evitare canti allo Spirito Santo, perché il gesto dell’imposizione delle mani e l’invocazione dello Spirito sono specificità dei riti di ordinazione: «la centralità al gesto dell’imposizione delle mani vuole meglio significare che la grazia che costituisce l’eletto nel ministero è il dono dello Spirito di Cristo risorto» (M. Augé, Liturgia).

Certamente è importante curare il salmo responsoriale, cantato dal salmista dotato dell’arte del salmeggiare. Il ritornello avrà una melodia propria con le strofe cantillate.

Se si punta sul repertorio gregoriano, si segnalano i canti indicati per la messa “Pro vocationibus sacerdotalibus vel religiosis” (cfr. pag. 651 Graduale Triplex), che possono essere altra fonte di testi utili:

  • Dominus secus mare Galilaeae per l’Introito;
  • Unam pétii a Domino per il Graduale;
  • Bonum est confitéri per l’Offertorio;
  • Amen dico vobis quod vos o Dicit Adréas Simoni o Venite post me, faciam vos per la Comunione.

Se inserito nella Liturgia delle ore

Essendoci un legame stretto tra la celebrazione eucaristica e l’istituzione del lettorato e accolitato e soprattutto l’ordinazione diaconale e presbiterale, si consiglia la valorizzazione della Liturgia delle ore quale momento comunitario fortemente orante.

Ciò che si richiede ai presenti, infatti, è accompagnare i candidati nel loro cammino con la preghiera: «Con l’aiuto di Dio e la nostra unanime preghiera essi confidano di essere fedeli alla loro vocazione» (esortazione della Liturgia di ammissione).

Lodi o Vespri, aggiungendo opportunamente anche Ufficio delle Letture, possono diventare occasione di curata animazione musicale, oltre che di formazione per l’assemblea presente, forse non abituata alla particolarità di tale liturgia.

Conclusioni

Essendo il primo momento pubblico del cammino di un candidato, non si ritiene necessario un repertorio specifico creato ad hoc per il rito di ammissione.

Nonostante i libri liturgici ne diano un certo peso, non si ritiene che tale celebrazione sia da solennizzare eccessivamente tale celebrazione, per non dare troppo rilievo alla prima tappa di un percorso ricco di altri riti più significativi. Rendere pubblica la volontà degli aspiranti è il modo per coinvolgere la comunità della Chiesa locale a sostenere e rendersi vicina al loro cammino, e, per loro, manifestare davanti a tutti l’impegno di portare a termine la preparazione.

Ricordiamo, infine, che in tutte le celebrazioni liturgiche si celebra qui e ora il mistero pasquale di Gesù Cristo Signore, non si celebrano le persone presenti: la liturgia è innanzitutto l’agire di Cristo che continua nella sua Chiesa per la nostra redenzione (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica 1069).

Autore

  • Francesca Pillon, bibliotecaria, fin dall’infanzia ha studiato pianoforte e vissuto molteplici esperienze corali, corsi di canto gregoriano, di canto moderno, di direzione corale e di formazione liturgica. Dopo la laurea Triennale in Scienze Ambientali, ha ottenuto il compimento inferiore di Composizione e direzione di coro presso il conservatorio di Udine e nel 2017 ha ottenuto il diploma al CoPerLiM (CEI). Ha svolto il servizio di responsabile liturgico-musicale per diversi anni presso il monastero delle Clarisse di Camposampiero (PD). Nel 2019 ha pubblicato insieme a Gianmartino Durighello il libro “Cantare”, edito da Cittadella Editrice. Dal 2022 è docente di “Lettura della musica” del corso di Musica Liturgia Online (CEI). È attualmente organista presso la parrocchia di Casale sul Sile (TV). Collabora con Psallite! dal 2018.

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