canto per assemblea

In manus tuas

Graziano Ghisolfi

La Domenica delle Palme è caratterizzata dal ricordo dell’ingresso solenne di Gesù in Gerusalemme. Ma dalla prima lettura della Liturgia della Parola si è catapultati nella narrazione della passione. L’Antifona alla Comunione conferma questa scelta e ci fa cantare: “Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà.” (Mt 26,42)

Il testo di questo canto, dunque, riprende l’antifona del Messale arricchendola con citazioni del Salmo 22 (21), salmo che lo stesso Gesù prega dalla croce.

Questo brano ha una struttura molto semplice: si tratta di un “Ostinato” che viene continuamente ripetuto dal coro. Sopra di esso è possibile cantare le diverse strofe, con assoluta libertà. Questa formula è molto usata nel repertorio di Taizé.

La tonalità minore e le caratteristiche testuali consigliano l’uso di questo canto non solo per la Domenica delle Palme, ma anche il Venerdì Santo, nel pio esercizio della Via Crucis e tutte le occasioni dove si fa una preghiera davanti alla Croce.

Il testo

ostinato:

In manus tuas, Domine,
commendo spiritum meum.

versetti:

Padre, se questo calice non può passare senza ch’io lo beva,
sia fatta la tua volontà. (Mt 26,42)

Dio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Tu sei lontano dalla mia salvezza. (Sal 22[21],2)

In te hanno sperato i nostri padri,
hanno sperato e tu li hai liberati. (Sal 22[21],3)

 

Autore

  • Don Graziano Ghisolfi, nato nel 1963, è sacerdote della Diocesi di Cremona. Ha studiato Pianoforte e Musica Corale e Direzione di Coro. Ha conseguito i diplomi al COPERLIM (CEI) e in “Formazione e direzione di coro ad indirizzo liturgico” (ULN CEI). È insegnante presso la Scuola Diocesana di Musica Sacra di Cremona, responsabile della sezione “Musica per la Liturgia” dell’Ufficio Diocesano per il Culto Divino e Direttore del Coro della Cattedrale di Cremona. È impegnato nella Pastorale Famigliare ed è Cappellano della locale Casa Circondariale.

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