Liturgia&Musica

XVIII Domenica del Tempo Ordinario/A

di Massimo Palombella

Raffaello Carli detto Raffaellino Del Garbo (1466 ca.- 1524), Miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci (Chiesa di Sant’Antonino, Firenze)

Il Vangelo di questa domenica si apre con un movimento di Gesù che merita attenzione. Dopo aver appreso la morte di Giovanni Battista, «si ritirò in un luogo deserto, in disparte».

L’evangelista Matteo utilizza il verbo ἀνεχώρησεν (anechṓrēsen). Non indica una fuga dettata dalla paura, ma un ritirarsi per entrare più profondamente nel tempo del Padre. Dopo la morte del Battista, infatti, si apre una nuova fase della missione di Gesù. Il ritiro non è evasione: è discernimento. È il modo in cui Gesù rimane dentro il progetto del Padre.

Anche il luogo è significativo. Matteo lo definisce ἔρημος (érēmos): il deserto. Nella Scrittura il deserto non è anzitutto uno spazio geografico, ma il luogo della prova, del silenzio, dell’essenziale, del vero incontro con Dio. È il luogo nel quale cadono le illusioni e rimane ciò che conta davvero.

Forse il tempo estivo ci offre proprio questa possibilità: uscire, almeno per qualche giorno, dai ritmi ordinari e abitare un tempo diverso. Non semplicemente per interrompere il lavoro, ma per ritrovare uno spazio interiore nel quale il Signore possa davvero incontrarci. Un tempo e un luogo non “comodi”, nei quali possiamo finalmente lasciare spazio alle domande che normalmente teniamo lontane, alle ferite non ancora guarite, alle attese, ai desideri e ai bisogni più profondi del nostro cuore.

Fermarsi non è facile. Siamo tentati di riempire ogni istante, di occupare ogni spazio, quasi avessimo paura del silenzio. Eppure, il vero riposo non coincide con il fare meno, ma con il ritrovare noi stessi e la presenza di Dio.

Non il Dio che ci inventiamo nell’illusione di stare bene, ma il Dio vivo, che ci precede e ci attende perché la nostra vita ritrovi consistenza, unità e verità. Solo da questo incontro nasce una vita davvero degna di essere vissuta.

Il Graduale della celebrazione odierna è tratto dal Salmo 144 (Sal 144, 15. 16) con il seguente testo:
Oculi omnium in te sperant, Domine: et tu das illis escam in tempore opportuno.
Aperis tu manum tuam: et imples omne animal benedictione.

(Gli occhi di tutti sono rivolti a te con speranza, o Signore; e tu dai loro il cibo al momento opportuno.
Tu apri la tua mano e sazi ogni vivente con la tua benedizione).

La musica allegata è tratta dal Graduale Triplex pubblicato a Solesmes nel 1979. L’interpretazione è del Coro De Monjes Del Monasterio De Silos diretti da Ismael Fernandez De La Cuesta. La traccia musicale è reperibile nel CD “Coro De Monjes Del Monasterio De Silos” pubblicato nel 1999 da Parlophone Music Spain SA.

Buona domenica e un caro saluto.