VI Domenica di Pasqua/A
di Massimo Palombella

Nel Vangelo di oggi (Gv 14, 15-21) Gesù dice ai suoi discepoli: “Voi mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete”.
Vedere Dio, abilitare lentamente i nostri occhi interiori a cogliere la presenza di Dio nelle trame della nostra vita personale, nelle vicende che accadono, è ciò che ci permette di “vivere davvero”.
Dio ci attende “oltre”. Oltre la nostra rabbia e violenza che sempre genera dai nostri dolori non riconosciuti; oltre il nostro reagire; oltre gli schemi che ci tranquillizzano ma, sostanzialmente, non ci permettono di vivere; oltre i limiti che ci imponiamo per la paura della realtà.
Solo “oltre” possiamo vedere Dio, il vero Dio che ci attende per volerci bene come davvero abbiamo bisogno, per farci gustare la “vita in abbondanza”.
Il testo del primo alleluia in Canto Gregoriano (nel tempo pasquale il graduale non è contemplato, un altro canto dell’alleluia viene eseguito al suo posto, ad eccezione dell’ottava di Pasqua) della celebrazione odierna ha origine liturgica (richiamando 2 Timoteo 1,10 e Apocalisse 1,5) e recita così:
Alleluia. Surrexit Christus et illuxit nobis, quos redemit sanguine suo.
(Alleluia. Cristo è risorto e ha fatto risplendere la sua luce su di noi, lui che ci ha redenti con il suo sangue).
La musica allegata, in Canto Gregoriano, è tratta dal Graduale Triplex pubblicato a Solesmes nel 1979.
L’interpretazione, risalente al 1959, è del Coro monastico dell’Abbazia di Saint-Pierre di Solesmes diretto da Joseph Gajard. La traccia musicale è reperibile nel CD “History Records – French Edition 3 – Gregorian Chant – Masses of the Easter season (Original recordings – remastered)” pubblicato da History-Records nel 2013.
Buona domenica e un caro saluto.