Liturgia&Musica

V Domenica di Quaresima/C

di Massimo Palombella

Tiziano Vecellio (1490–1576), Cristo e l’adultera, 1511ca (Kelvingrove Art Gallery and Museum. Glasgow, Gran Bretagna)

Nel Vangelo di oggi (Gv 8,1-11) viene narrato l’incontro tra gli scribi, i farisei, la donna sorpresa in adulterio e Gesù. Ognuno di noi può identificarsi contemporaneamente in coloro che accusano e vogliono lapidare, e anche nella donna peccatrice. Infatti, spesso ci troviamo sopraffatti dalla nostra debolezza con il profondo bisogno di sentire le parole di Gesù: “Neanch’io ti condanno”, parole capaci di andare oltre ogni nostro malsano senso di colpa. Ma, insieme, possiamo riconoscerci in coloro che accusano e vogliono eliminare tutto ciò che, fondamentalmente, non accettano di sé, tutto ciò che li riconduce alla loro debolezza. Quando non accettiamo qualcosa di noi, nelle relazioni rischiamo di divenire violenti usando la nostra intelligenza per trovare motivazioni esogene che giustifichino le nostre azioni.

Il Signore con dolcezza, senza violenza, ci conduce alla nostra debolezza, al nostro limite, al nostro “non riuscire” dicendoci “neanch’io ti condanno”, e portandoci lentamente oltre quei radicati schemi culturali e educativi che spesso ci imprigionano in piccole e distorte comprensioni della realtà e di noi stessi.

Il Tratto della Celebrazione odierna è evinto dal Salmo 128 (Sal 128, 1-4) con il seguente testo:
Saepe expugnaverunt me a iuventute mea.
Dicat nunc Israel: saepe expugnaverunt me a iuventute mea.
Etenim non potuerunt mihi: supra dorsum meum fabricaverunt peccatores.
Prolongaverunt iniquitatem sibi: Dominus iustus concidet cervices peccatorum.

(Molte volte mi hanno combattuto dalla mia giovinezza.
Dica Israele: molte volte mi hanno combattuto dalla mia giovinezza.
Eppure non hanno potuto nulla contro di me: sul mio dorso hanno fabbricato i peccatori.
Hanno prolungato contro di sé l’iniquità; il Signore taglierà la cervice dei peccatori).

La musica allegata, in Canto Gregoriano, è tratta dal Graduale Triplex pubblicato a Solesmes nel 1979. L’interpretazione è della “Choralschola der Wiener Hofburgkapelle” diretta da Hubert Dopf. La traccia musicale è reperibile nel CD “Gregorian Chant for the Church Year” pubblicato da Universal International Music B.V. nel 1997.

Buona domenica e un caro saluto.

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