{"id":791,"date":"2023-05-31T08:30:00","date_gmt":"2023-05-31T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/?p=791"},"modified":"2026-04-01T10:23:37","modified_gmt":"2026-04-01T08:23:37","slug":"salmi-e-salmodie","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/article\/salmi-e-salmodie\/","title":{"rendered":"Salmi e salmodie"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"\"><em>Eugenio Costa<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"\"><em>Le problematiche su come utilizzare nella preghiera cantata i Salmi, come salmodiare, come cantillare \u00e8 stata affrontata in modo chiaro ed efficace da padre Eugenio Costa (sj). In un ampio contributo per la rivista \u201cMusica e Assemblea\u201d pubblicato a stralci in pi\u00f9 fascicoli dal 1980 al 1981, prende in considerazione tutte le complessit\u00e0 afferenti. Vista la chiarezza e completezza dell\u2019esposizione, abbiamo ritenuto di riproporre questo studio anche per aiutare i salmisti e chi \u00e8 solito pregare con i salmi, magari suscitando la curiosit\u00e0 e la volont\u00e0 di iniziare a farlo per chi non ne ha la consuetudine.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em>All\u2019epoca \u201cMusica e Assemblea\u201d era edito dall\u2019Editrice Queriniana di Brescia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em>Per chi ha la fortuna di essere in possesso dei primi numeri della rivista di liturgia e musica, potr\u00e0 ritrovare il contributo che ripresentiamo nei fascicoli n.35\/1980 (da pagina 23 a pagina 27), n.36\/1980 (da pagina 23 a pagina 28), n.37\/1981 (da pagina 25 a pagina 28), n.38\/1981 (da pagina 24 a pagina 26).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em>La prima parte del contributo pubblicata nel fascicolo n.35\/1980 \u00e8 a firma di Giuseppe Sobrero e Eugenio Costa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em>Le cose belle non possono rimanere nascoste &#8211; spesso dimenticate &#8211; nelle biblioteche, nelle librerie di casa o nelle soffitte.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em>La Redazione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"\">Pregare con i salmi \u00e8 davvero un problema tecnico? La domanda nasce spontanea, quando ci accade di trovare questo argomento in una rubrica di <em>Musica e Assemblea<\/em> (MeA) che &#8211; come dice il suo titolo e come finora \u00e8 sempre avvenuto &#8211; \u00e8 destinata a chiarire e far superare le difficolta di ordine prettamente tecnico, che l\u2019animatore musicale incontra nel suo servizio liturgico. Non \u00e8 forse, al contrario, una questione di spirito, di fede, di familiarit\u00e0 con la preghiera biblica?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Nessuno dubita che lo spirito di fede e l\u2019assimilazione del modo di pregare dell\u2019Antico Testamento siano premesse fondamentali per usare bene i salmi (vedi, a questo proposito <em>MeA<\/em> 22-23, pp. 8-9 dell\u2019inserto speciale). Ma l\u2019esperienza di chi pratica questo tipo di preghiera fa toccare con mano che la <em>forma<\/em> dei salmi \u00e8 tutta particolare e che la loro realizzazione in preghiera passa per vie non a tutti conosciute.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Intendiamo parlare del <em>testo<\/em> dei salmi propriamente detto. Non ci riferiamo, perci\u00f2, agli innumerevoli casi di adattamento, che vanno da ritocchi a certa terminologia un po\u2019 ostica, fino al rimaneggiamento completo della loro struttura e di altre loro caratteristiche. Trasporre i salmi in un linguaggio pi\u00f9 moderno, metterli in strofe di tipo letterario, eventualmente in versi regolari o addirittura rimati: tutte queste operazioni sono (a certe condizioni) legittime e pastoralmente efficaci.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">La tradizione di molte Chiese, orientali e occidentali, antiche e moderne, lo dimostra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Ma non riusciamo a entrare veramente a fondo nel mondo dei salmi, se non passiamo attraverso la loro caratteristica struttura e le loro peculiari espressioni, cosi come ce le propongono le traduzioni accurate. Nella odierna Liturgia delle Ore troviamo questo tipo di testo. Altre traduzioni (ad esempio il ben noto \u00abSalterio Corale\u00bb della LDC[1]) hanno seguito questa stessa fedelt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Ci troviamo allora di fronte a <em>poemi<\/em> di tipo del tutto particolare, che descriviamo riproducendo un testo gi\u00e0 riportato in <em>MeA<\/em> 22-23, p. 16 dell\u2019Inserto speciale:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">\u201cI salmi sono poesie. Hanno un movimento, un ritmo, delle assonanze, delle ripetizioni di parole. Il parallelismo dei membri del versetto \u00e8 una struttura prosodica, ma insieme una struttura di pensiero &#8211; e l\u2019una rafforza l\u2019altra. La successione e il ritorno periodico degli accenti nel verso producono nello stesso tempo un effetto ritmico di senso, che valorizzano le parole essenziali\u201d.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">\u201cIl <em>versetto<\/em> \u00e8 l\u2019unit\u00e0 di base della poesia dei salmi. \u00c8 composto di due &#8211; talora tre membri paralleli, \u201cstichi\u00bb. Se sono due, avremo un d\u00ecstico; se tre, un tr\u00ecstico\u201d.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">\u201cIn certi salmi si possono individuare delle <em>strofe<\/em> partendo da vari aspetti del testo: acr\u00f2stico alfabetico, ritornelli, parole ricorrenti, simmetrie di struttura e di senso, ecc. Ma, in un numero relativamente alto di casi, la loro esigenza e la loro suddivisione rimane frutto di congetture\u201d.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"\">Come far proprio un salmo? Come trattarlo in modo che diventi veramente la nostra preghiera, di uno e di tutti? Come entrare nel salmo in modo da lasciarsi prendere da lui, fino a \u00abdiventare (noi) salmo\u00bb, ossia<br>lode, meraviglia, memoria, ringraziamento, supplica, lamento, profezia&#8230;? Citiamo ancora una volta da <em>MeA<\/em> 22-23, p. 16:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">\u201c<em>Salmodiare<\/em> \u00e8 dire il salmo seguendo il modello di una formula melodica (il \u00abtono\u00bb salmodico) che aderisca alla struttura del salmo (diviso in stichi, versetti e strofe)\u201d.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">\u201cLa preghiera dei salmi \u00e8 un\u2019<em>azione orale<\/em>. La parola \u00e8 una manducazione.<br>Le parole bibliche devono nascere da un respiro profondo, lasciarsi plasmare dai muscoli della bocca, fiorire in suoni, consonanti e vocali\u201d (citazioni da <em>Le Psautier<\/em>, version oecum\u00e9nique &#8211; texte liturgique, ed. du Cerf, Paris 1977, pp. 355 e 361).<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"\">Per entrare in questo modo di vivere i salmi, oggi, allo stato attuale della nostra cultura, disponiamo fondamentalmente di tre <em>tecniche<\/em> orali:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">la recitazione,<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">la cantillazione (o recitativo),<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">il canto.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"\"><strong>Salmodia Recitata<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>1. <\/strong><\/em><em><strong>(Recitare un salmo)<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"667\" height=\"1000\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/psallite20-art03c.jpg?resize=667%2C1000&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-742\" style=\"width:309px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/psallite20-art03c.jpg?w=667&amp;ssl=1 667w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/psallite20-art03c.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 667px) 100vw, 667px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"\">Recitare un salmo sembra, a prima vista, la scelta pi\u00f9 ovvia. La pi\u00f9 facile, perch\u00e9 tutti sanno leggere. La pi\u00f9 semplice, perch\u00e9 non richiede, apparentemente, alcuna preparazione n\u00e9 alcun impegno musicale (canto e strumenti). Per questo, nella massima parte dei casi, la recitazione \u00e8 la soluzione preferita: \u00e8 normale leggere il salmo; \u00e8 invece difficile, complicato, accessibile solo ai musicisti, cantare il salmo, in un modo o in un altro &#8211; almeno, cos\u00ec si ritiene.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Due osservazioni. La prima: recitare insieme, collettivamente, un testo, \u00e8 tutt\u2019altro che naturale. Tutt\u2019altro che semplice. Nell\u2019ipotesi, evidentemente, che questa recitazione cerchi di essere un vero atto di preghiera in comune, e non il semplice assolvimento di un dovere o il compimento di un rituale accademico. <em>MeA<\/em> ha dedicato tutto un dossier a \u00abla parola collettiva dell\u2019assemblea\u00bb (n. 33, pp. 8-15). Ne riprenderemo alcuni contributi pi\u00f9 sotto. Per ora, ribadiamo semplicemente che il recitare insieme \u00e8 troppo spesso un accavallarsi confuso di voci, che vanno ciascuna per la propria strada, senza un andamento comune significativo. L\u2019inconveniente non \u00e8 tanto estetico (un\u2019indecorosa cacofonia), quanto spirituale e celebrativo: l\u2019assemblea riceve di s\u00e9 un\u2019immagine disarticolata, trascurata e dispersiva; il singolo compie un atto, certo sincero, ma ridotto a gesto informe, per di pi\u00f9 con il fastidio di altre voci che non si accordano con la sua. La parola collettiva \u00e8 anche una tecnica da apprendere alle nostre assemblee.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Seconda osservazione: il parlare insieme un salmo, quando \u00e8 ben fatto, costituisce un certo tipo di azione, di gesto, di preghiera, che normalmente acquista un certo significato. Quale? L\u2019assenza di suono e di canto significa, in genere, un atteggiamento sobrio, feriale, dimesso, scarso di emozioni, ma interiore. Recitare insieme un testo di preghiera \u00e8 segno inoltre di una comunanza di intenti: il testo viene condiviso. Ascoltare insieme un salmo recitato da uno solo manifesta un atteggiamento di accoglienza meditativa. Questi sensi e significati (e altri eventuali) si distinguono nettamente da quelli che l\u2019uso di note, suoni e intervalli (cantillazione, canto) provocano, in genere, in chi li usa: si vedr\u00e0 nelle prossime puntate quali siano pi\u00f9 precisamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Da queste due osservazioni concludiamo che la scelta del recitato, piuttosto che di altri modi di pregare i salmi, dovrebbe non limitarsi pi\u00f9 a una pura questione pratica: nessuno dei presenti sa cantare, dunque recitiamo! Dovrebbe invece &#8211; almeno quando \u00e8 possibile &#8211; diventare una <em>scelta di senso<\/em>, di significato. Nella Liturgia delle Ore, ad esempio, possono esservi diversi motivi per recitare un salmo:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">&#8211; il tipo di celebrazione: durante la settimana, di giorno feriale, nel tempo \u00abordinario\u00bb; o, all\u2019interno di una celebrazione, pu\u00f2 darsi la convenienza di alternare salmi recitati e altri cantati;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">&#8211; il tipo di assemblea; ristretta, o formata da persone poco abituate al canto, o stanche (alla fine di una giornata di lavoro);<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">&#8211; il genere del salmo: meditativo, sapienziale; oppure costruito secondo strutture troppo irregolari per poter essere cantillato senza una cura particolare; al limite, anche un salmo innico o acclamatorio, se ci sono buone ragioni per recitarlo;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">&#8211; altre circostanze: ad esempio veglia attorno a un defunto, o preghiera con un malato, o semplicemente l\u2019esigenza di rispettare la quiete altrui (vicini di casa o di appartamento&#8230;).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>2. <\/strong><\/em><em><strong>(Due esempi)<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Due esempi, che riguardano il <em>sal<\/em> 109 (Vespri delle 4 domeniche ordinarie) e il <em>sal<\/em> 113 B (Vespri delle domeniche ordinarie II e IV). La scelta di questi due salmi non significa tuttavia che essi vadano sempre recitati. Li si pu\u00f2 anche cantillare o cantare. Cos\u00ec pure, vi sono altri salmi che possono essere, come questi due, recitati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>sal 109<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Oltre ai motivi di altro genere, sopra elencati, \u00e8 chiaro che questo salmo, presente ai Vespri di tutte le domeniche ordinarie e di altre feste, offre una struttura irregolare: strofe a 2, 3, 4 versetti. Anche se il suo carattere di oracolo profetico richiederebbe forse il recitativo cantillato, conviene spesso recitarlo. Lo si pu\u00f2 fare secondo modi diversi di attribuzione dei ruoli:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\"><em>in modo diretto<\/em><br>solistico: una voce sola, mentre tutti ascoltano. Leggere, mettendo bene in rilievo i blocchi delle singole strofe. Ascolto meditativo;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\"><em>in modo responsoriale<br><\/em>una voce dice il testo, tutti dicono l\u2019antifona del giorno: all\u2019inizio e alla fine; oppure all\u2019inizio, dopo la terza strofa, dopo la quinta, e dopo il Gloria. Oppure: tutti ripetono l\u2019ultima frase, al termine di strofe a senso compiuto dette da una voce. In pratica: \u00abfinch\u00e9 io ponga i tuoi nemici&#8230;\u00bb, \u00ab\u2026dal seno dell\u2019aurora&#8230;\u00bb, \u00ab\u2026tu sei sacerdote\u2026\u00bb, \u00ab\u2026lungo il cammino&#8230;\u00bb. Partecipazione pi\u00f9 diretta e intensa;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\"><em>in modo alternato<br><\/em>alternare le strofe fra uno solo e tutti, oppure fra due gruppi. Si alterna cos\u00ec l\u2019ascolto con l\u2019appropriazione pi\u00f9 personale del testo. Ascoltarsi reciprocamente. Andamento pi\u00f9 contemplativo; oppure leggera drammatizzazione.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>sal 113B<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">I tre modi ora esposti valgono anche in questo caso. Fare attenzione alla diversa lunghezza delle strofe (a 2, 3, 4 versi). Oltre a questa, ci sembra utile citare la proposta che L. Della Torre ha fatto nell\u2019inserto \u00abSalmi da celebrare\u00bb, legato al n. 100 (1980\/4) di <em>Rivista di Pastorale Liturgica<\/em> (ed.Queriniana). Segnaliamo, a proposito, tutto questo stesso n. 100, dedicato al tema \u00abSenso e pratica dei salmi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">La proposta organizza la recita del <em>sal 113B<\/em> secondo un\u2019alternanza fra guida (della celebrazione), assemblea e lettore (ruolo pi\u00f9 specifico). \u00c8 interessante, perch\u00e9 mette in rilievo non tanto le singole strofe, quanto il susseguirsi di diversi atteggiamenti, stati d\u2019animo, generi letterari: supplica, professione di fede, polemica anti-idolatrica, acclamazioni, benedizione. La preghiera si arricchisce cos\u00ec di nuovi aspetti e penetra pi\u00f9 a fondo nel significato del testo salmico. Data la lunghezza del testo, preghiamo i nostri lettori di riportarsi direttamente a quella pubblicazione (richiederla alla nostra editrice).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>3. <\/strong><\/em><em><strong>(Per una buona tecnica)<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"667\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/psallite20-art03d.jpg?resize=1000%2C667&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-743\" style=\"width:368px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/psallite20-art03d.jpg?w=1000&amp;ssl=1 1000w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/psallite20-art03d.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/psallite20-art03d.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"\">Per una buona tecnica del parlare collettivo, ricordiamo alcuni punti imporranti, gi\u00e0 segnalati in <em>MeA<\/em> 33, pp. 8 ss.<\/p>\n\n\n\n<ol style=\"list-style-type:lower-alpha\" class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">Il testo dev\u2019essere ben conosciuto. Anzi, assimilate nei suoi contenuti (vedi la necessaria catechesi) e nelle sue strutture. \u00c8 praticamente indispensabile fare qualche <em>prova<\/em>: per rompere la <em>routine<\/em>, ridare senso ai diversi tipi di parole, riscoprire le strutture dei salmi anche pi\u00f9 noti, introdurre eventualmente alternanze o altri modi esecutivi. Uscire, cio\u00e8, dagli automatismi acquisiti e in genere deteriori. Apprendere una recitazione in comune che sia significativa.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">Le tecniche base, che un buon lettore o cantore conosce bene, sono fondamentalmente le stesse per chi, in gruppo, si esprime con una recitazione parlata: buona respirazione, attenzione al volume di voce, articolazione chiara, senso della punteggiatura, abitudine al fraseggio, conoscenza delle parole-chiave e dei punti pi\u00f9 espressivi del discorso, dosaggio delle pause, ritmo e tono modellati sui generi letterari e le situazioni celebrative.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">Queste situazioni celebrative possono essere ricondotte a cinque principali: proclamazione &#8211; meditazione &#8211; acclamazione &#8211; inno &#8211; supplica. Per compiere un gesto autentico di preghiera recitata, occorre realizzare questi cinque atteggiamenti fondamentali in maniera corrispondente: una parola calma e solenne &#8211; un\u2019assimilazione ritmata &#8211; un\u2019affermazione compatta e robusta &#8211; un dire chiaro e vigoroso &#8211; un\u2019espressione interiore, lenta e cadenzata. Nei salmi, spesso \u00e8 possibile individuare uno o pi\u00f9 atteggiamenti prevalenti, che si inseriscono nello spirito della celebrazione del giorno: ad esempio il <em>sal<\/em> 62 (meditazione-supplica) e il cantico di Daniele (acclamazione) per la festa domenicale<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">Sostegno interessante per la recitazione del salmo (con accentuazione dei suoi valori ritmici o del suo particolare colore espressivo) possono essere inoltre:<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">varie forme di scansione ritmica (legata alla parola e al senso della frase), ottenute con percussioni leggere (tamburello, legnetti, triangolo, ecc.): sono utili per precisare e sottolineare attacchi e stacchi, in modo analogo alle antiche intonazioni, <em>flexe<\/em> e cadenze;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">vari tipi di fondo sonoro, che d\u00e0nno rilievo e colore al salmodiare: organo, strumenti a lamine (vibrafono, xilofono, ecc.), chitarra, cetra, ecc. Devono ovviamente adottare un impasto armonico e un movimento melodico particolari, del tutto lontani da quelli abituali, troppo attraenti per l\u2019orecchio e perci\u00f2 distraenti.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>4. <\/strong><\/em><em><strong>(Altri salmi)<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Anche altri salmi (delle 4 domeniche ordinarie) possono essere, con aderenza al loro genere spirituale e letterario, utilmente recitati. Citiamo fra questi (ma ricordiamo quanto detto sopra, 2):<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">il <em>sal 62<\/em> (Lodi, I\/III settimana): meditazione-supplica. Forma diretta o alternata;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">il <em>sal 111<\/em> (Vespri, IV settimana): sapienziale. Forma, di preferenza, alternata;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">il <em>sal 113A<\/em> (Vespri, I settimana): inno. Forma diretta o alternata;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">il <em>sal 117<\/em> (Lodi, II\/IV settimana): acclamazione-inno. Forma responsoriale (vari modi di inserzione del ritornello dei primi versetti, oppure di un\u2019antifona).[2]<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"\"><strong>Salmodia cantillata<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Dalla salmodia recitata (cf <em>MeA<\/em> 35, pp. 24-27) alla salmodia cantillata: cambia la tecnica orale, cambia in parte anche il significato. Quale ne sar\u00e0 l\u2019influsso sull\u2019atto di preghiera? \u00c8 quanto intendiamo chiarire in questa seconda puntata su \u00absalmi e salmodie\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Ricordiamo brevemente il progetto di questa nuova serie di \u00abTecniche per la pratica\u00bb. Siamo partiti dalla constatazione del carattere del tutto particolare del testo dei salmi, e perci\u00f2 delle difficolta che si incontrano per realizzarlo adeguatamente nell\u2019atto della preghiera (<em>MeA<\/em> 35, p. 23). I salmi &#8211; dicevamo &#8211; hanno una loro caratteristica struttura poetica, che richiede attenzione, intelligenza, forme espressive consone e gesti orali in grado di farle risaltate. Disponiamo attualmente di tre modi di pregare i salmi: recitarli, cantillarli, cantarli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Gli esempi vengono sempre presi, per maggiore praticit\u00e0, dai salmi di LODI e VESPRI delle quattro domeniche ordinarie, tenendo presenti anche le varie maniere di distribuire i ruoli nell\u2019atto del salmodiare: salmodia diretta, responsoriale, alternata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><strong>Cantillare \u00e8 cantare?<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"667\" height=\"1000\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/psallite20-art03f.jpg?resize=667%2C1000&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-745\" style=\"width:286px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/psallite20-art03f.jpg?w=667&amp;ssl=1 667w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/psallite20-art03f.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 667px) 100vw, 667px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"\">Dopo aver illustrate la recita dei salmi, passiamo questa volta a descrivere il secondo modo di pregarli: la <em>cantillazione<\/em>. \u00c8 una parola che suona strana: in effetti \u00e8 un vocabolo tecnico, poco usato nel linguaggio corrente. Ma \u00e8 interessante utilizzarlo, perch\u00e9 ci permette di identificare meglio questo particolare modo di dire il testo dei salmi. Cantillare non \u00e8 recitare, e non \u00e8 neppure cantare:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">non \u00e8 recitare, perch\u00e9 l\u2019intonazione della voce non \u00e8 pi\u00f9 quella oscillante e personale del parlato, ma si fissa su una o poche note, alle quali tutti si adeguano;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">e non \u00e8 neppure cantare, perch\u00e9 lo svolgersi del testo sulle note fondamentali della salmodia non segue un ritmo regolare e precostituito: si segue invece il ritmo stesso del testo, come nel parlato. E anche per un altro motivo: la stessa semplicissima formula melodica rimane invariata (a versetti o a strofe) per la durata dell\u2019intero salmo, invece di svilupparsi musicalmente.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"\">In conclusione, \u201ccantillare\u201d \u00e8 molto vicino a quello che, nel parlare comune, si chiama appunto \u201csalmodiare\u201d, termine per\u00f2 poco preciso. Vedremo pi\u00f9 sotto qualche avvertenza tecnica per una buona cantillazione. Ma fin d\u2019ora ci preme sottolineare un punto importante; mentre chiunque \u00e8 in grado di afferrare immediatamente la differenza fra il parlato (recitato) e il cantillato, \u00e8 meno facile cogliere la diversit\u00e0 fra il cantillato e il cantato, perch\u00e9 il cantillare \u00e8 un fatto, da noi, poco corrente. Nella pratica dei salmi spesso la salmodia si trasforma in cantata, degradandosi. Gli inconvenienti non sono pochi: primo fra tutti l\u2019appesantimento della locuzione, sicch\u00e9 il testo del salmo non risalta, non rimane pi\u00f9 in primo piano; viene invece coperto da una specie di monodia uniforme e monotona. Mentre si tratterebbe, al contrario, di mantenere una dizione molto scorrevole e un\u2019articolazione che rispetti i versetti o le strofe. Un problema analogo lo si incontra nel recitativo cantato delle preghiere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><strong>Cantillazione: una tecnica da apprendere<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Cantillare (o salmodiare) un salmo: che tipo di gesto \u00e8? Quale pu\u00f2 essere il suo significato?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Il testo rimane in primo piano, <em>vi \u00e8, cio\u00e8, pi\u00f9 parola che musica<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Tuttavia la formula salmodica, con le sue note fisse e ricorrenti, riduce di non poco certi aspetti dell\u2019espressivit\u00e0: le variazioni di tono e di colore, l\u2019appoggio incisivo, l\u2019esclamazione, la sfumatura patetica. Salmodiare un testo, invece di recitarlo, vuol dire, perci\u00f2, far passare la parola su un piano diverso: pi\u00f9 rispettoso o riverente, pi\u00f9 \u201creligioso\u201d se vogliamo. Ma anche, nello stesso tempo, si compie cos\u00ec un primo passo in direzione del canto, del cantato: vuol dire perci\u00f2 maggiore affettivit\u00e0, maggiore eufonia e gradevolezza, maggiore unanimit\u00e0 (quando si salmodia insieme), maggiore coinvolgimento personale (\u00e8 necessario un respiro pi\u00f9 pieno e controllato).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Dunque, la parola cantillata \u00e8 pi\u00f9 sentita, pi\u00f9 profonda, pi\u00f9 assimilata, e insieme pi\u00f9 contemplativa e distesa, senza fretta e senza variazioni di volume sonoro. Questi sembrano, in definitiva, i valori in gioco, e insieme le ragioni di qualche difficolt\u00e0 a praticare bene e agevolmente la salmodia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Per molti, \u00e8 pi\u00f9 \u201cfacile\u201d recitare che cantillare un salmo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Un primo motivo \u00e8 senza dubbio l\u2019uso, ancora frequente, di formule salmodiche inutilmente complicate, specie all\u2019inizio e al termine dei versi. Quando e cos\u00ec, la salmodia crea un\u2019impressione di difficolta, di complicazione, per lo sforzo costante di far collimare le sillabe e gli accenti con gli \u2018<em>incipit<\/em>\u2019 e le cadenze previste. Invece che optare semplicemente per il recitato, \u00e8 meglio eliminare piuttosto questa difficolta con una adeguata scelta di \u201ctoni\u201d pi\u00f9 semplici e lineari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Un secondo motivo, per alcuni che si considerano \u201cstonati\u201d, \u00e8 la difficolta di cogliere esattamente le note del tono salmodico, in modo da rimanere all\u2019unisono con gli altri. \u00c8 possibile attenuarla, anzi superarla del tutto, mediante uno sforzo costante di attenzione, di ascolto degli altri, di emissione vocale controllata e infine di pratica prolungata. Occorrer\u00e0 poi, in concreto, scegliere delle tonalit\u00e0 di salmodia che stiano nel registro vocale medio, e non vadano nell\u2019acuto (il che aumenterebbe la difficolta).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Un altro motivo ancora potrebbe essere una ritrosia a quel tanto di emozionale che si verifica anche in un uso cos\u00ec ridotto delle note cantate, come pure una velata pigrizia (oppure stanchezza) di fronte al fiato, al respiro, alla generosit\u00e0 di soffio che la salmodia (tanto pi\u00f9 poi il canto vero e proprio) esige da chi prega in questo modo. Bisogna riconoscere che il salmodiare mette in atto una partecipazione pi\u00f9 intera, pi\u00f9 corporea, non a fior di labbra. Bisogna anche dire, pero, che si dovrebbe sempre salmodiare a mezza voce, senza forzare il volume, in maniera interiore e composta, senza gridare. Certo, il cantillare i salmi non \u00e8 cosa di tutto riposo; ma \u00e8 anche un modo estremamente efficace di entrare nel salmo, perch\u00e9 il salmo entri dentro di noi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><strong>In quali situazioni?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">A quali situazioni \u00e8 adatta, nella pratica, la cantillazione?<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">Anzitutto ai salmi di struttura assai regolare, sia quando sono articolati per versetti (due, talora tre versi), sia quando \u00e8 possibile individuare, nel testo, delle vere e proprie strofe (4, 5, 6 versi).<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">Inoltre, \u00e8 chiaro che i salmi meditativi, sapienziali, narrativi, quelli di lamentazione e di supplica, sono fra i pi\u00f9 adatti a essere salmodiati. Essi costituiscono d\u2019altronde <em>una gran parte del salterio<\/em>.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">La celebrazione acquista, con la cantillazione, un certo fervore e una certa distensiva bellezza, una contenuta festosit\u00e0: anche questa \u00e8 un motivo per sceglierla, nei momenti opportuni.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">Occorre pure che i partecipanti abbiano un minimo di familiarit\u00e0 con la tecnica necessaria (per ulteriori specificazioni, vedi sotto), in modo da usarla senza particolare sforzo.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">Naturalmente, non \u00e8 detto che, ad esempio nella stessa Ora dell\u2019ufficio, si debba decidere di cantillare tutti i salmi &#8211; o nessuno. Sar\u00e0 bene invece variare opportunamente il recitato e il salmodiato &#8211; eventualmente il cantato. Ci si pu\u00f2 utilmente riportare a quanto gi\u00e0 detto sul recitato.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"\"><strong>Due esempi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Prendiamo due esempi concreti: il <em>salmo 62<\/em> (Lodi della I domenica ordinaria) e il cantico di Maria (<em>Magnificat<\/em>: Vespri). Si prestano bene a essere cantillati, anche se, beninteso, rimane sempre possibile e opportuno recitarli o cantarli, a ragion veduta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><strong>Salmo 62<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">\u00c8 una supplica piena di fiducia, che esprime il desiderio profondo della ricerca di Dio. Fra i molti toni salmodici oggi in circolazione, scegliamo quello proposto da \u201cCantiamo il Signore\u201d (edizione AISC\/LDC), p. 19:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"125\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/psallite20-art03ex1.png?resize=1024%2C125&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-817\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/psallite20-art03ex1.png?resize=1024%2C125&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/psallite20-art03ex1.png?resize=300%2C37&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/psallite20-art03ex1.png?resize=768%2C94&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/psallite20-art03ex1.png?w=1471&amp;ssl=1 1471w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"117\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/psallite20-art03ex2.png?resize=1024%2C117&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-818\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/psallite20-art03ex2.png?resize=1024%2C117&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/psallite20-art03ex2.png?resize=300%2C34&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/psallite20-art03ex2.png?resize=768%2C87&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/psallite20-art03ex2.png?w=1476&amp;ssl=1 1476w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"\"><\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-verse\">O Dio, tu sei il mio Dio, all\u2019aurora ti c<strong>e<\/strong>rco, *\n\ndi te ha sete l\u2019<em>a<\/em>nima m<strong>i<\/strong>a,\n\na te anela la mia c<strong>a<\/strong>rne,*\n\ncome terra deserta, arid<em>a<\/em>, senz\u2019<strong>a<\/strong>cqua.<\/pre>\n\n\n\n<p class=\"\">\u00c8 una salmodia a versetti, ossia con una nota (LA) per ii primo verso, con un\u2019altra (FA) per il secondo. Esse rimangono identiche fino al termine del salmo. <em>Sono esse che \u00abportano\u00bb il salmodiare<\/em>. Su di esse il testo va pronunciato con scorrevolezza, come parlando. Ogni verso si conclude con una facile cadenza. (SOL-FA-SOL e MI-RE-MI), che rende la dizione leggermente pi\u00f9 varia. (Si potrebbe semplificare ancora, limitando la prima cadenza all\u2019ultimo SOL, e la seconda all\u2019ultimo MI). Il modo in cui \u00e8 stampato il testo &#8211; sillaba <em>o<\/em> di \u00abaur<em>o<\/em>ra\u00bb in corsivo, e la sillaba <em>e<\/em> di \u00abc<strong>e<\/strong>rco\u00bb in neretto &#8211; aiuta a far coincidere facilmente il corsivo con il primo SOL e il neretto con l\u2019ultimo SOL, nel primo verso, e cos\u00ec di seguito per il secondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">La salmodia che ne risulta \u00e8 di ambito contenuto e di stile molto interiore: si adatta bene allo spirito di questo salmo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Come si \u00e8 gi\u00e0 detto per il parlato, possiamo cantillare il testo:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">&#8211; <strong>in modo diretto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol style=\"list-style-type:lower-alpha\" class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">solistico: una voce sola, e tutti ascoltano, meditando.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">collettivo: tutti cantano il salmo per intero. Meno adatto, ma talvolta interessante se si fa una giusta pausa tra la fine del secondo verso e l\u2019inizio del successivo.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\"><strong>in modo responsoriale<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">una voce salmodia tutto il gesto, gli altri intercalano pi\u00f9 volte l\u2019antifona del giorno. Modo insieme meditativo e partecipativo.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\"><strong>in modo alternato<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">il testo viene alternato, a versetti, fra uno solo e tutti, oppure fra i due gruppi. Ascolto reciproco.<br><br><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"\"><strong>Cantico di Maria<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">\u00c8 una sorta di salmo del Nuovo Testamento. Costituisce il vertice, la punta pi\u00f9 intensa della celebrazione dei Vespri. Lo proponiamo secondo la formula pubblicata in \u00abNella casa del Padre\u00bb (LDC), n. 205[3] (vedi anche in \u00abPreghiera della settimana\u00bb, ed. LDC, pp. 216-217).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"668\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/psallite20-art03ex3.png?resize=1024%2C668&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-819\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/psallite20-art03ex3.png?resize=1024%2C668&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/psallite20-art03ex3.png?resize=300%2C196&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/psallite20-art03ex3.png?resize=768%2C501&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/psallite20-art03ex3.png?w=1471&amp;ssl=1 1471w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"\">Qui la salmodia \u00e8 a strofe di 4 versi. Le <em>note \u00abportanti\u00bb<\/em> perci\u00f2 sono quattro: SOL, LA, SI, SOL.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Ogni verso ha una finale semplicissima: LA, SI, RE, SI, che non presenta difficolt\u00e0 perch\u00e9 coincide sempre con l\u2019ultimo accento tonico del verso stesso. Il fatto di salmodiare a strofe conferisce senza dubbio maggiore ampiezza, tensione lirica e solennit\u00e0 al cantico. Esige anche maggiore impegno vocale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Non \u00e8 indispensabile cantare a pi\u00f9 voci: un buon unisono \u00e8 largamente sufficiente. Ma pu\u00f2 essere interessante, in certe circostanze, aggiungere questo nuovo elemento vocale, che aumenta lo spessore sonoro, dilata lo spazio musicale, rende \u00abmagnifica\u00bb la proclamazione del testo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">C\u2019\u00e8 per\u00f2 un rischio: la tendenza cio\u00e8 a scadere dalla salmodia al canto, con tutte le conseguenze: rallentamento dell\u2019elocuzione, allungamento delle finali, sottile compiacimento nella corposit\u00e0 dell\u2019armonia. \u00c8 una tendenza che qui viene moltiplicata per tre o per quattro, quante sono le voci (pari o dispari). Occorrer\u00e0 perci\u00f2, se si esegue a pi\u00f9 voci, un notevole esercizio da parte anzitutto di ciascuna voce, e poi di tutti insieme, per mantenere intatti lo spirito e lo stile della salmodia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Un altro vantaggio della salmodia a pi\u00f9 voci e che ciascuno pu\u00f2 scegliere la voce che meglio si adatta alla propria tessitura vocale, senza necessariamente seguire la parte pi\u00f9 acuta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Quanto ai diversi modi di ripartire o suddividere i versetti o le strofe, i pi\u00f9 adatti sembrano essere quello responsoriale e quello alternato (vedi sopra).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><strong>Alcune avvertenze pratiche<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">Dove trovare oggi del <em>materiale utile e interessante<\/em> per la cantillazione?<br>Premesso che questi primi anni di salmodia in lingua italiana hanno visto nascere molti tentativi, ma ancora di troppo breve durata per convalidare appieno una esperienza cos\u00ec giovane, segnaliamo:<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">alcuni repertori regionali o diocesani, come \u00abNella casa del Padre\u00bb (Piemonte), \u00abI canti della fede\u00bb (Lombardia-Lazio), \u00abLibro della preghiera\u00bb (Triveneto), \u00abLodate Dio\u00bb (Lugano), che contengono numerosi toni salmodici sia a versetti che a strofe;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">pubblicazioni espressamente destinate al canto della liturgia delle Ore, come \u00abCanto della liturgia delle Ore\u00bb, \u00abPreghiera della settimana\u00bb, \u00abPreghiera del giorno\u00bb (tutte edizioni LDC); \u00abCantiamo al Signore\u00bb, \u00abCanto della liturgia delle Ore\u00bb (ed. AISC\/LDC). Tutte queste pubblicazioni comportano un abbondante repertorio di salmodie di vario tipo, per le settimane ordinarie e le feste principali;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">altre raccolte che testimoniano la ricerca di singoli autori o gruppi o monasteri, come:<br>D. Machetta, \u00abSalmi e cantici spirituali\u00bb (LDC), \u00abCanti salmodici di Camaldoli\u00bb (Rugginenti ed.), il fascicolo annesso al disco \u00abVitorchiano\u00bb (Jaca Record), il volume contenente Vespri e Compieta del salterio monastico (abbazia S. Giustina, Padova) &#8230; Saremmo grati ai lettori che volessero contribuire ad allungare questa prima lista provvisoria.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ol start=\"2\" class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">Come imparare praticamente &#8211; e come insegnare &#8211; la non facile arte della cantillazione, individuale (specie per il salmo responsoriale nella liturgia della Parola) e collettiva? Non \u00e8 certo possibile esaurire il tema in poche righe. E poi, un\u2019arte si impara soprattutto con la pratica, e non tanto con la grammatica. Tuttavia pu\u00f2 essere utile tener presenti alcuni dati di esperienza:<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<ol style=\"list-style-type:lower-alpha\" class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">il punto di partenza sta nella <em>recitazione ben fatta<\/em> del testo salmico. Per questo rimandiamo a quanto scritto in precedenza. Quando un singolo o un gruppo hanno ben assimilate l\u2019andamento regolare e ritmico del testo, raggiungendo una dizione chiara e un tono interiore, si pu\u00f2 allora passare al cantillato.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">Cominciare con le note \u00abportanti\u00bb, di cui abbiamo parlato sopra a proposito dei due esempi musicali. Invitare perci\u00f2 a recitare il salmo, ma tenendo stavolta la voce all\u2019unisono sulla, o sulle note previste. Badare che questo non alteri la naturalezza della locuzione, non provochi rallentamenti, e compiacenze vocali fuori luogo.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">Non preoccuparsi delle cadenze finali: si pu\u00f2 salmodiare bene anche soltanto con le note portanti. Ma, in un secondo tempo, apprendere anche le finali di verso: sono come una specie di punteggiatura. Alcune volte, se il verso \u00e8 lungo, lo si articola con una leggera inflessione &#8211; chiamata \u00abflexa\u00bb &#8211; in genere indicata nel testo con qualche segno caratteristico.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">Rimane comunque difficile, per chi avesse nell\u2019orecchio la pratica una volta corrente della salmodia latina, \u00abliberarsi dal pesante isosillabismo [= compitare meccanicamente le sillabe delle parole] per acquistare scioltezza e chiarezza\u00bb (L. Migliavacca in \u00abCantiamo al Signore\u00bb, cit., p.49, nota 1). Per questo rimane indispensabile un esercizio paziente di recitazione:<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">che dia rilievo agli accenti, non tanto quelli delle singole parole, quanto quelli forti o principali all\u2019interno della frase, della \u201csequenza parlata\u201d: \u00abL\u2019anima mia magnifica il Signore\u00bb;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">che, in particolare, non renda enfatiche, trascinandole, le finali di verso, quando dal parlato si passa al cantillato; ma che, nello stesso tempo, non elimini la sillaba atona dopo l\u2019accento tonico: \u00abmio salvato &#8211; (?)\u00bb, il che troncherebbe indebitamente la parola;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">che, inoltre, realizzi quelle fusioni di sillabe, simili ai dittonghi, molto caratteristiche della nostra lingua: \u00abmagnifica-il Signore\u00bb, \u00absanto-\u00e8-il suo nome\u00bb, ecc., che rendono la dizione scorrevole e non infantile;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">che, infine, trovi un andamento regolare, una pulsazione tranquilla del versetto, con una pausa fra i due versi (o stichi) che sia naturale e non forzata (praticamente il tempo di riprendere fiato senza fretta).<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ol start=\"3\" class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">Pur senza esclusiva &#8211; ricordiamo ancora una volta che i salmi possono essere anche recitati o cantati &#8211; vi sono <em>parecchi altri salmi e cantici<\/em> delle 4 domeniche ordinarie, oltre ai due citati sopra, come pure degli altri giorni della settimana, che possono venir salmodiati in cantillazione. Citiamo di preferenza, fra quelli di Lodi e Vespri delle sopraddette domeniche:<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">i <em>salmi<\/em> 62, 149, 150<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">i cantici <em>Dan<\/em> 3,52 ss e <em>Dan<\/em> 3,57 ss<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">il <em>Benedictus<\/em> (in modo analogo al <em>Magnificat<\/em>, cf sopra).<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"\"><strong>Cantare i salmi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Supponiamo gi\u00e0 conosciuta la precedente trattazione sulla cantillazione dei salmi. L\u2019espressione \u00abcantare i salmi\u00bb ha un suo <em>significato ristretto e preciso<\/em> se messa in confronto con la cantillazione: non significa semplicemente \u00abpregare i salmi in canto\u00bb, invece &#8211; poniamo &#8211; di recitarli. Significa invece: usare per il testo dei salmi delle vere e proprie melodie, ritmicamente misurate. <em>Non siamo pi\u00f9 nella salmodia propriamente detta. Siamo nel canto vero e proprio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Che cosa cambia, passando dalla cantillazione al canto?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Cambia anzitutto il rapporto fra il testo e la musica. Se nella cantillazione vi \u00e8 \u201cpi\u00f9 parola che musica\u00bb, nel canto la musica acquista un peso molto maggiore. Anche se, in genere, il testo \u00e8 trattato sillabicamente (cio\u00e8, a ogni sillaba una nota), la melodia ha per\u00f2 un suo disegno proprio e, in certo senso, autonomo. Il ritmo poi \u00e8 in genere di tipo misurato, con valori regolari, che di per s\u00e9 sono indipendenti dal ritmo della parola parlata. Il testo del salmo si trova perci\u00f2 \u201ca pari grado\u00bb rispetto ai valori musicali della melodia. Con quali conseguenze?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><br>La prima \u00e8 che il testo <em>non \u00e8 pi\u00f9 in primo piano<\/em>, come nella cantillazione (ben fatta). Interviene un fattore ritmo-melodico. Il canto richiede inoltre, da parte di chi canta, una maggiore capacit\u00e0 musicale (intonazione, senso del ritmo misurato). Implica pure una pi\u00f9 grande partecipazione della persona: respiro pi\u00f9 ampio, durata pi\u00f9 distesa, espressivit\u00e0 pi\u00f9 intensa, richiami e rievocazioni inevitabilmente suscitati dalla forma musicale, e sentiti profondamente anche se spesso inconsciamente. Mentre una cantillazione (ben fatta) lascia emergere tutta la forza del testo, <em>il canto opera sul testo<\/em>: pu\u00f2 rafforzarlo o ridurlo, piegarlo in altro senso, frazionarlo, sommergerlo, deformarlo, amplificarlo&#8230; Di fronte a un salmo \u00abin canto\u00bb dovremo chiederci, perci\u00f2, quale significato viene ad assumere questa nuova composizione: va nel senso del testo o se ne allontana? Lo mette in valore oppure lo trasforma in un mottetto o in una romanza?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Altra conseguenza \u00e8 che la forma dei salmi rimane <em>modificata<\/em>. I salmi hanno, nel testo originale ebraico, una loro struttura caratteristica: in genere a versetti (due versi in parallelismo), spesso anche a strofe, talora a responsorio, Una salmodia cantillata segue da vicino queste strutture. Il canto melodico invece fa intervenire sovente <em>una sua propria struttura<\/em>: nella produzione oggi corrente, \u00e8 una struttura per lo pi\u00f9 a strofe, che apparenta il salmo cantato all\u2019inno. Se vi \u00e8 un ritornello (o responsorio), in genere \u00e8 anch\u2019esso melodico e misurato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">La strofa amplifica e quasi \u201crallenta\u00bb il salmo, lo dipana e lo distende con maggiore ampiezza: perci\u00f2 molti autori scelgono soltanto alcuni versetti, e non prendono il resto salmico per intero. Altri operano sul testo originale e gli danno forme regolari, con versi accentuativi, secondo i nostri modelli letterari. Sono tutti procedimenti legittimi e interessanti. Occorre sapere, per\u00f2, che si introducono cos\u00ec nei salmi degli elementi nuovi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Si tende ad allontanarsi, anche sotto questo aspetto, dall\u2019andamento e dal clima del testo salmico propriamente detto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Queste osservazioni non sono una condanna del canto dei salmi! Ma \u00e8 necessario avervi riflettuto quanto basta prima di adottare questo modo di pregarli. Riservandoci ulteriori chiarimenti, conviene ora descrivere le principali pubblicazioni odierne di questo genere.<br><br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><strong>I repertori odierni<br><\/strong>NB. Consideriamo salmi cantati anche quelli di tipo responsoriale, quando il ritornello \u00e8 di ritmo-melodico, bench\u00e9 i versetti siano cantillati. Il ritornello introduce infatti un disegno melodico e una quadratura ritmica, che danno all\u2019insieme i caratteri di un canto vero e proprio.<\/p>\n\n\n\n<ol style=\"list-style-type:lower-alpha\" class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\"><em>Alcuni repertori regionali<br><\/em>\u00abLodate Dio\u00bb (Lugano), \u201cNella casa del Padre\u00bb (Piemonte\/Emilia-Romagna), \u00abI canti della fede\u00bb (Lombardia\/Lazio), pubblicano un certo numero di salmi in canto. Alcuni sono responsoriali (ad esempio il <em>sal<\/em> 135: CP 14; oppure il <em>sal<\/em> 28: LD 209), altri di tipo corale con testo ritmato (ad esempio il <em>sal<\/em> 5 o il <em>sal<\/em> 6: CP 155 e 156), altri ancora con un recitativo melodico (tutta la serie \u00abGelineau\u00bb). Il cantico di Daniele e il Magnificat sono pi\u00f9 volte pubblicati in forma ritmo-melodica.<br><br><\/li>\n\n\n\n<li class=\"\"><em>Alcuni autori recenti<br><\/em>Citiamo particolarmente tre autori che hanno recentemente lavorato in modo originale con moduli melodici per i salmi:\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">D. Machetta, <em>Salmi e cantici spirituali<\/em> (LDC, 1977): alterna forme inniche e responsoriali con notevole inventiva. Raramente pubblica il testo del salmo o del Cantico per intero; spesso propone anche dei \u201ccentoni\u00bb o mosaici di versetti da vari salmi.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">P. Comi, nelle sue varie raccolte (da <em>Il mio Dio sei tu<\/em> a <em>Preghiera di un povero<\/em>, EP, 1977-1980), mette in musica anche qualche salmo utilizzando un recitativo assai vicino alla canzone corrente, con cadenze armoniche molto semplici, e spesso con possibilit\u00e0 di intervento per l\u2019assemblea (incisi o ritornelli).<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">D.Turoldo &#8211; I Passoni &#8211; B.De Marzi, <em>Salmi e cantici<\/em>, 2 voll. (Carrara, 1973\/1976): l\u2019autore dei testi ha riscritto i salmi seguendo un modulo strofico e ritmico regolare e imprimendovi uno stile personale. La melodia tiene conto dello stile del testo: ariosa e con cadenze facilmente intuibili. L\u2019armonizzazione ricalca i modi del canto popolare alpino. Si tratta, in sostanza, di inni di ispirazione salmica.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">Fra le raccolte meno recenti possiamo ancora citare i canti di L. Deiss (<em>Un solo Signore<\/em>, EP; <em>Viva il Signor<\/em>, EP; <em>Tu amerai<\/em>, EP) e quelli dei Martiri Canadesi (<em>La gioia di cantarti<\/em>, EP): contengono un certo numero di salmi in canto. Occorrerebbe infine citare una buona parte delle altre produzioni recenti (partiture, dischi, cassette): i salmi continuano a ispirare i testi; sovente sono solo parti di salmi (in genere, una scelta di versetti) che vengono messi in musica.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"\"><strong>In pratica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Scegliendo fra i salmi e i cantici delle quattro domeniche ordinarie, a Lodi e a Vespri, proponiamo tre esempi concreti:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">il salmo 148<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">il cantico di <em>Dan<\/em> 3, 57-88.56<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">il cantico di Maria (<em>Lc<\/em> 1,46-55)<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"\">(questi tre canti si trovano in \u201cNella casa del Padre\u201d ai nn. 202,114 e 113[4]; di ciascuno riproduciamo soltanto il primo rigo, sufficiente a dare una prima idea).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>Il salmo 148 <\/strong><\/em>(Lodi III domenica)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Il testo \u00e8 in realt\u00e0 una scelta di alcuni versetti (1, 3, 7, 9, 11-13) di questo bel salmo laudativo. L\u2019autore lo ha trasformato in salmo <em>alleluiatico<\/em>, inserendo, alla fine del primo e poi del secondo verso, l\u2019acclamazione <em>Alleluia<\/em>. Si possono certamente aggiungere anche i versetti tralasciati, a condizione di riuscire ad adattare il testo alla quadratura della melodia. La forza di questo canto sta tutta nell\u2019alternanza fra il solista e tutti. Il solo deve mantenere un ritmo impeccabile, pur declamando in modo spiccato i versi. L\u2019assemblea deve agganciare il suo <em>Alleluia<\/em> con la massima prontezza, quasi mordendo l\u2019ultima sillaba (sempre \u00e0tona) del solista. L\u2019accompagnamento, specie se si \u00e8 in gruppo ristretto, \u00e8 reso bene da una o pi\u00f9 chitarre.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"125\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/psallite20-art03ex1.png?resize=1024%2C125&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-817\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/psallite20-art03ex1.png?resize=1024%2C125&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/psallite20-art03ex1.png?resize=300%2C37&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/psallite20-art03ex1.png?resize=768%2C94&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/psallite20-art03ex1.png?w=1471&amp;ssl=1 1471w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>Il canto di Dan 3, 57-88.56<\/strong><\/em>(Lodi, I e III domenica)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">\u00c8 una melodia ormai molto nota, che permette al solista, in tre tappe, di disegnare una linea di ricca semplicit\u00e0, a tutto vantaggio del testo. Questi, se lo si confronta con l\u2019originale, ha subito qualche taglio e qualche spostamento di versetti, per non allungare eccessivamente il canto e per rendere pi\u00f9 agevole l\u2019uso di una melodia misurata. La risposta dell\u2019assemblea, anche qui, <em>\u00e8 costitutiva<\/em>, fa parte cio\u00e8 dell\u2019intelaiatura del canto. Il \u201cbotta-e-risposta\u201d diventa cos\u00ec un elemento di grande dinamismo, crea un clima di lode gioiosa. Mantenere un andamento deciso, senza il minimo rallentando.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"110\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/psallite20-art03ex4.png?resize=1024%2C110&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-820\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/psallite20-art03ex4.png?resize=1024%2C110&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/psallite20-art03ex4.png?resize=300%2C32&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/psallite20-art03ex4.png?resize=768%2C82&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/psallite20-art03ex4.png?w=1471&amp;ssl=1 1471w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>Il cantico di Maria Lc 1,46-55<\/strong><\/em> (Vespri)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Riproduciamo, questa volta, l\u2019inizio del primo versetto e tutto il secondo, perch\u00e9 appaia chiaramente l\u2019intreccio dei due modi: il cantato e il salmodiato. L\u2019interesse di questa formula sta tutto in questa alternanza: i versetti cantati sono ampi e robusti, quelli cantillati pi\u00f9 raccolti, di stile tradizionale. L\u2019armonizzazione a tre voci pari conferisce maggior colore: ma \u00e8 possibile cantare anche solo la prima voce. Cos\u00ec pure (cd volume degli accompagnamenti di \u201cNella casa del Padre\u201d) si pu\u00f2 cantare la stessa salmodia a quattro voci dispari. Tutto il cantico, come del resto \u00e8 tradizione secolare, pu\u00f2 diventare un <em>vertice<\/em>, una punta lirica e musicale della celebrazione dei Vespri, pur senza presentare difficolt\u00e0 speciali, dando anzi ampio spazio al canto dell\u2019assemblea alternata con il coro (con possibilit\u00e0 di affidare al coro le parti a pi\u00f9 voci: a scelta il cantato o il salmodiato).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"214\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/psallite20-art03ex5.png?resize=1024%2C214&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-816\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/psallite20-art03ex5.png?resize=1024%2C214&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/psallite20-art03ex5.png?resize=300%2C63&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/psallite20-art03ex5.png?resize=768%2C160&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/psallite20-art03ex5.png?w=1471&amp;ssl=1 1471w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"\"><strong>Per celebrare<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Che dire, indefinitiva, dei salmi e cantici <em>cantati<\/em>, in questi o in altri modi, nella celebrazione delle Lodi e dei Vespri (o anche in altri tipi di preghiera)? Occorre valutare in concreto alcuni punti:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">la prima condizione evidente, per poterli utilizzare con frutto, \u00e8 che siano, non dico conosciuti, ma veramente assimilati dal gruppo o dall\u2019assemblea. Cantare non \u00e8 n\u00e9 pi\u00f9 facile n\u00e9 pi\u00f9 difficile che salmodiare: \u00e8 un\u2019altra cosa. Vi siamo per\u00f2 pi\u00f9 abituati. Si tratter\u00e0 di <em>curare molto<\/em> la scioltezza dell\u2019andamento, la precisione nelle alternanze, per non trasformare i salmi o i cantici in un pesante mottetto.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">Quello che, in certune delle realizzazioni oggi reperibili, si perde in completezza di testo, <em>lo si ricupera<\/em> in ampiezza di espressione e in intensit\u00e0 di partecipazione.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">Mentre la salmodia propriamente detta pu\u00f2 anche fare a meno di un sostegno strumentale, il canto dei salmi ha normalmente bisogno di un buon <em>accompagnamento<\/em>, come ogni altro tipo di canto.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">Nella celebrazione delle Ore, il canto vero e proprio crea, rispetto alla salmodia usuale, un effetto di contrasto. Bisogner\u00e0 perci\u00f2 usare questo modo in <em>circostanze caratterizzate<\/em>: ad esempio nelle domeniche (altri giorni) segnate da una festa, o da altro di particolare. Notiamo infine che non appare nessun inconveniente ad alternare, <em>nello stesso ufficio<\/em>, salmi recitati, cantillati e cantati. Ma su questo ritorneremo.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"\"><strong>Le antifone<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Come dice una non mai abbastanza letta e meditata <em>introduzione<\/em> al libro della liturgia delle Ore (\u201cPrincipi e<br>norme\u00bb, che abbrevieremo: PN), al n. 110, \u201ctre elementi, nella tradizione latina, hanno contribuito molto a<br><em>far comprendere i salmi<\/em> e a <em>trasformarli in preghiera cristiana<\/em>: i titoli, le orazioni dopo i salmi e soprattutto le antifone\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">La tradizione della nostra Chiesa latina reca dunque le tracce di una duplice difficolt\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<ol style=\"list-style-type:lower-alpha\" class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">come comprendere i salmi, non tanto nel loro senso letterale, quanto nella loro portata spirituale per il giorno d\u2019oggi?<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">Come far s\u00ec che testi cos\u00ec lontani da noi, e soprattutto anteriori alla rivelazione portata da Cristo, diventino assimilabili nella preghiera di un cristiano?<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"\">Nello stesso tempo, la tradizione ci offre alcuni elementi di soluzione. I due primi sono molto interessanti: il <em>titolo<\/em> dato a ogni salmo, allo scopo di offrire a chi prega uno spunto \u201csul suo significato e la sua importanza per la vita umana del credente\u00bb (P N, 111). Li troviamo, nell\u2019attuale edizione della liturgia delle Ore, alla sezione intitolata \u201cSalterio\u00bb, dove sono raggruppati i salmi delle quattro settimane. Ad es., ai primi Vespri della I domenica leggiamo:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">per il <em>salmo 140<\/em>: \u201cPreghiera nel pericolo\u00bb<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">per il <em>salmo 141<\/em>: \u201cSei tu il mio rifugio\u00bb<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">per il <em>cantico (Fil 1)<\/em>: \u201cCristo, servo di Dio\u00bb.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"\">Dopo il titolo, troviamo nel testo anche una breve <em>sentenza<\/em>, tratta dal Nuovo Testamento o dai Padri della Chiesa, \u201cper alimentare la preghiera alla luce della rivelazione nuova\u00bb (PN, 111). Ritorneremo su queste sentenze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Quanto alle <em>orazioni dopo i salmi<\/em>, dobbiamo aspettare un promesso (P N, 112) Supplemento al libro della liturgia delle Ore. Alcune edizioni private (Salterio corale, LDC; Salterio monastico, Marietti) ne danno per\u00f2 una buona scelta. Ma sono soprattutto le antifone che cercano di rispondere alle nostre esigenze. La citata introduzione (P N, 113) indica le varie funzioni delle antifone salmiche cosi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">\u00abaiutano a illustrare il genere letterario del salmo\u00bb. Ad esempio il <em>sal 20<\/em> (Vespri, marted\u00ec I settimana), che \u00e8 un inno di vittoria per il Messia, ha come antifona: \u00abCantiamo e inneggiamo \/ alla tua potenza, Signore\u00bb. Ne ricaviamo subito che anche la melodia dell\u2019antifona, come pure il tipo di preghiera salmodica (recitata, salmodiata, cantata), dovranno tener conto di questo preciso genere letterario.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">\u00abtrasformano il salmo in preghiera personale\u00bb, col mettere in luce \u00abuna frase degna di attenzione, che altrimenti potrebbe sfuggire\u00bb. Prendiamo il <em>sal 52<\/em> (Ora media, marted\u00ec II settimana): un salmo drammatico e apparentemente pessimista. L\u2019antifona dice: \u00abIl Signore far\u00e0 tornare il suo popolo \/ e vivremo nella gioia\u00bb. Essa riprende sostanzialmente la finale del salmo, ne illumina e ne orienta fin dall\u2019inizio la preghiera, permette di vivere dall\u2019interno il dramma dell\u2019ateismo con una prospettiva di speranza.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">\u00abdanno un certo tono particolare a qualche salmo, a seconda delle circostanze\u00bb. \u00c8 il caso particolarmente delle antifone proprie, caratteristiche della celebrazione dei misteri del Signore e di altre feste. Cos\u00ec i salmi dell\u2019Antico Testamento vengono cantati per Natale, Pasqua, Pentecoste, ecc.: basta scorrere le antifone di queste grandi solennit\u00e0, e vedremo come esse aiutino a interpretare i salmi in maniera \u00abtipologica\u00bb, ossia come preannuncio di Cristo. Questo \u00e8 il modo ecclesiale di pregare con i salmi.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">Infine, \u00abpossono rendere piacevole e varia la recita dei salmi\u00bb. Sar\u00e0 vero soprattutto se le antifone vengono cantate! Esse diventano come la cornice che mette in valore il quadro, non solo come contenuto, ma anche come gesto di preghiera comunitaria.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"\"><strong>In pratica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Per chi non ha molta pratica del binomio antifona + salmo, l\u2019antifona rischia di sembrare qualcosa di posticcio e di poco interessante. Per chi invece pratica la liturgia delle Ore da tempo, c\u2019\u00e8 il rischio opposto, di adottare cio\u00e8 uno e un solo modo di usare le antifone: dirle prima e dopo il salmo, come si \u00e8 \u00absempre\u00bb fatto, punto e basta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Con le osservazioni precedenti confidiamo di aver dato elementi sufficienti a invogliare chi prega con i salmi all\u2019uso di queste \u201cchiavi\u201d per salmodiare bene. A chi invece fosse bloccato in un unico modo di fare, considerato tradizionale, un po\u2019 stanco e standardizzato, vorremmo ricordare che vi \u00e8 modo e modo di collocare le antifone, specie nella liturgia delle Ore. Come dice ancora la citata introduzione (PN 279), \u00abquel che conta pi\u00f9 di tutto \u00e8 che la celebrazione non si leghi a schemi rigidi e artificiosi, non obbedisca solo a norme puramente formali, ma risponda allo spirito autentico dell\u2019azione che si compie\u00bb. In questo spirito, vediamo vari modi di pregare con le antifone, per una migliore preghiera salmica.<br><br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><strong>A. Recita dell\u2019antifona<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">La forma letteraria dell\u2019antifona, concisa e svelta, \u00e8 di per s\u00e9 stessa orientata pi\u00f9 al canto che alla recita (cf PN. 277). Ma non \u00e8 escluso che essa venga anche recitata:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">da tutti, come spesso avviene, ma con difficolt\u00e0 il testo \u00e8 sovente cos\u00ec breve, che non si riesce a darne una recitazione unanime; quando il testo \u00e8 pi\u00f9 lungo, certamente \u00e8 bene dirlo insieme, sottolineando cosi l\u2019aspetto della preghiera personale;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">meglio da uno solo che potrebbe poi &#8211; dopo una pausa &#8211; dare l\u2019avvio alle recite del salmo, qualunque sia la forma scelta. \u00c8 un valorizzare la funzione introduttiva, iniziatoria, dell\u2019antifona. In questo senso \u00e8 bene utilizzare anche il suggerimento di PN, 111, che propone di leggere, <em>invece<\/em> dell\u2019antifona, la \u201csentenza\u00bb biblica o patristica di cui si \u00e8 detto sopra. \u00c8 ovvio che tale sentenza <em>non<\/em> va letta da tutti, ma da uno solo che tutti ascoltano. <strong>B. Canto dell\u2019antifona<\/strong> Cantare l\u2019antifona \u00e8 pi\u00f9 che semplicemente introdurre al salmo: \u00e8 cominciare a pregare il salmo. Questo<br>sar\u00e0 vero se:<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">melodia dell\u2019antifona e tono salmodico sono musicalmente in perfetta corrispondenza;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">l\u2019esecuzione non stacca l\u2019antifona dal salmo, ma invece lo \u201caggancia\u00bb con prontezza e con continuit\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"\"><em>Chi<\/em> canta l\u2019antifona? Distinguiamo due casi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">se l\u2019antifona non \u00e8 troppo breve, un solista pu\u00f2 cantare un primo inciso melodico, e tutti continuano insieme;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">se l\u2019antifona \u00e8 molto corta, \u00e8 preferibile che il solo la canti per intero una volta, e tutti la ripetano per intero.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"\">Quando cantare l\u2019antifona?<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">sempre all\u2019inizio del salmo (PN 113);<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">se \u00e8 il caso (ossia: se non appesantisce troppo, se non appare come una ripetizione superflua), anche alla fine (PN 123).<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"\">Vi sono per\u00f2 altre soluzioni interessanti:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">quando il salmo \u00e8 disposto a <em>strofe<\/em>, e non a versetti, si pu\u00f2 ripetere pi\u00f9 volte l\u2019antifona (PN 115), rendendo cos\u00ec pi\u00f9 vivi l\u2019alternanza dei cantori e il gioco dei significati. Si potrebbe riprenderla, ad es.:\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">dopo ogni strofa, a condizione che il salmo non sia troppo lungo, e che le strofe siano consistenti (almeno di 4 versi);<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">a met\u00e0 salmo, e gi\u00e0 prima del <em>Gloria<\/em> finale, a condizione che l\u2019antifona non sia troppo breve, quindi sproporzionata.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">Quanto detto vale sia quando il salmo viene salmodiato, sia quando \u00e8 recitato. Ma in quest\u2019ultimo caso, occorrer\u00e0 badare alla precisione dell\u2019attacco cantato (vedi qui sopra). Nel caso di salmi propriamente cantati, il problema \u00e8 diverso: in genere essi hanno gi\u00e0 una consistenza, una dimensione notevole, che sconsiglia di aggiungervi un\u2019antifona cantata.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">Tenuto conto delle alternanze possibili, gi\u00e0 presentate negli articoli precedenti, fra solo-tutti e fra cori alterni, come pure dell\u2019ascolto di uno solo che proclama (recitando o cantillando) tutto il salmo, si pu\u00f2 facilmente immaginare <em>quante interessanti e incisive strutture<\/em> si possano trovare, in modo da rendere il salmo veramente vivo. Alcuni esempi:<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">antifona recitata da un solo+ salmo salmodiato a cori alterni<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">antifona cantata da tutti + salmo detto \/ cantillato da un solo, con antifona eventualmente ripresa pi\u00f9 volte<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">salmo recitato alternatamente fra solo e tutti, con antifona ripetutamente cantata<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">salmo salmodiato da tutti, con antifona prima e dopo<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">ecc.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"\">\u00c8 naturale che non si tratta di sbizzarrirsi in soluzioni funamboliche, ma di far lavorare una fantasia imbevuta di seria conoscenza di tutti gli elementi che devono entrare in gioco: genere del salmo, tipo di antifona, materiali musicali a disposizione, carattere della celebrazione, composizione e capacit\u00e0 dell\u2019assemblea\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><strong>Alcune attenzioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Per quanto riguarda le <em>raccolte<\/em> oggi pi\u00f9 facilmente reperibili, alla data odierna, segnaliamo:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">Centro Catechistico Salesiano, <em>Preghiera del giorno<\/em>, LDC, Leumann (TO), 1977<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">Associazione Italiana S. Cecilia, <em>Canto della liturgia delle ore<\/em>, id. 1980<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"\">Allo stato attuale della ricerca e delle esperienze di celebrazione, il materiale per le antifone da un lato non \u00e8 completo (in particolare per quanto riguarda il ciclo festivo), dall\u2019altro lato \u00e8 tutto allo stadio della proposta mancando ancora &#8211; ed \u00e8 inevitabile &#8211; il vaglio di una pratica abbastanza prolungata. Ma vi \u00e8 gi\u00e0 di che operare correttamente. Sarebbe bene, in particolare, tentare di mantenere come caratteristiche delle maggiori solennit\u00e0 delle antifone \u201cproprie\u00bb, quasi un incisivo segnale di festa. Per i due cantici del Nuovo Testamento (<em>Benedetto<\/em> e canto di Maria), sarebbe augurabile che si scegliessero antifone ampie e sviluppate, tali da rendere, per loro parte, tali cantici un vertice dell\u2019Ufficio cantato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Quanto all\u2019<em>accompagnamento<\/em> strumentale, in genere, quando esiste, si usa indiscriminatamente l\u2019organo. \u00c8 utile, ma non indispensabile, se lo si usa, badare a non adottare un\u2019armonia estranea all\u2019impianto armonico, spesso modale, delle antifone. Lo strumento \u00e8 indispensabile per \u2018prendere la nota\u2019, ma il vigore del canto puro, specie se seguito dalla salmodia pu\u00f2 essere di maggiore efficacia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Pu\u00f2 riuscire utile anche l\u2019uso di <em>strumenti pi\u00f9 leggeri<\/em>, discreti e che \u2018impastano\u2019 di meno, come la chitarra, la cetra, il metallofono, il flauto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">E infine, un particolare: se si ritiene opportune ricordare all\u2019assemblea le note della salmodia, \u00e8 bene che lo strumento le dia <em>prima<\/em> del canto dell\u2019antifona, e non dopo, evitando cio\u00e8 di spezzare la continuit\u00e0 di senso e di avvio musicale fra antifona e salmo.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"\"><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">[1] NdR: Centro catechistico salesiano, <em>Salterio corale: traduzione ritmica dall\u2019ebraico per il canto e la preghiera<\/em>, ElleDiCi, Torino-Leumann 1962<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">[2] NdR: termina qui la parte di contributo scritto da Eugenio Costa insieme a Giuseppe Sobrero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">[3] NdR: oggi \u00e8 rinvenibile al n.61 della V edizione del 1997 (6a ristampa settembre 2010)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">[4] Ndr: oggi sono rinvenibili ai nn.145, 155 della V edizione del 1997 (6a ristampa settembre 2010)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eugenio Costa Le problematiche su come utilizzare nella preghiera cantata i Salmi, come salmodiare, come cantillare \u00e8 stata affrontata in modo chiaro ed efficace da padre Eugenio Costa (sj). In un ampio contributo per la rivista \u201cMusica e Assemblea\u201d pubblicato a stralci in pi\u00f9 fascicoli dal 1980 al 1981, prende in considerazione tutte le complessit\u00e0 &#8230; <a title=\"Salmi e salmodie\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/psallite.net\/rivista\/article\/salmi-e-salmodie\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Salmi e salmodie\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":740,"menu_order":3,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","format":"standard","meta":{"nf_dc_page":"","footnotes":""},"categories":[14],"tags":[179,180],"issuem_issue":[199],"ppma_author":[193],"class_list":["post-791","article","type-article","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-per-formarsi","tag-il-salmista","tag-psallite-20","issuem_issue-psallite-020"],"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/article\/791","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/article"}],"about":[{"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=791"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/article\/791\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":823,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/article\/791\/revisions\/823"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media\/740"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=791"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=791"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=791"},{"taxonomy":"issuem_issue","embeddable":true,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/issuem_issue?post=791"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=791"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}