{"id":626,"date":"2023-09-30T08:59:00","date_gmt":"2023-09-30T08:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/?p=626"},"modified":"2026-04-01T10:28:03","modified_gmt":"2026-04-01T08:28:03","slug":"celebrare-la-vita-nellora-della-morte-oggi","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/article\/celebrare-la-vita-nellora-della-morte-oggi\/","title":{"rendered":"Celebrare la Vita nell\u2019ora della morte oggi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"\"><em>Loris Della Pietra<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le ragioni di un adattamento<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art05d.jpg?w=1200&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-553\" style=\"width:417px;height:auto\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"\">Ormai da dodici anni nelle chiese italiane \u00e8 in uso la seconda edizione italiana del <em>Rito delle Esequie<\/em>, che fa seguito alla prima edizione apparsa nel 1974 sulla base di quella<em> typica <\/em>del 1969.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">In realt\u00e0, si tratta di un adattamento del testo tipico, resosi necessario \u2013 come si evince dalla presentazione della Conferenza Episcopale Italiana \u2013 in seguito all\u2019esperienza maturata in questi quarant\u2019anni e alle mutate situazioni di vita[1]. Se intatto rimane l\u2019obiettivo di annunciare il vangelo della risurrezione di Cristo, certamente il contesto umano e sociale \u00e8 marcato da trasformazioni vistose. L\u2019espressione perentoria che apre le <em>Premesse<\/em> <em>generali <\/em>al <em>Rito delle Ese<\/em>quie, \u00abLa celebrazione cristiana dei funerali \u00e8 celebrazione del mistero pasquale di Cristo Signore\u00bb (RP 1), sintetizza la visione cristiana del morire e la speranza che permea ogni atto del credente nel distacco da un proprio caro. Superato il predominio di quell\u2019immaginario tetro e tragico che doveva suscitare una certa inquietudine sulla sorte dei defunti \u2013 immaginario originatosi in et\u00e0 medievale, rimasto indiscusso fino al Vaticano II e che dominava la forma rituale del 1614 \u2013, la liturgia esequiale, rinnovata attingendo in buona parte al ricco patrimonio dei primi secoli, \u00e8 pervasa dalla visione pasquale del morire: nella fede del Cristo risorto, la comunit\u00e0 dei credenti, soprattutto nella celebrazione eucaristica, prega affinch\u00e9 i suoi figli passino con il Signore dalla morte alla vita nella compagnia di tutti i santi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Questa serena professione di fede e di speranza, tuttavia, non pu\u00f2 non tener conto dei mutati riferimenti sociali e culturali, che vedono l\u2019esperienza del morire sempre pi\u00f9 emarginata: non soltanto l\u2019uomo di oggi non muore pi\u00f9 in casa bens\u00ec in ospedale o nelle case di riposo, ma la morte stessa appare sovente oggetto di derisione o di occultamento. Il venir meno di un rapporto quotidiano e diretto con il morire a causa dell\u2019affidamento del morente a strutture mediche e a un personale specializzato, la perdita di un vocabolario gestuale e verbale per reagire al sopravvenire della morte, l\u2019allontanamento del corpo del defunto dalla vista e dal contatto dei vivi, soprattutto se bambini, ha portato alla rimozione della morte e del suo impatto simbolico. Inoltre l\u2019evento stesso del morire, con ci\u00f2 che lo precede e lo segue appare sovente circondato da una cortina di reticenza e di ipocrisia; da un lato la morte \u00e8 studiata e conosciuta medicalmente, addirittura prevista nei tempi, e dall\u2019altro viene a mancare quell\u2019<em>ars moriendi<\/em>, in altri contesti praticata con cura e intensit\u00e0 di gesti, parole e relazioni, che offre le premesse credibili del \u201csenso\u201d per chi muore e per chi vive[2]. Non va sottaciuta neppure la diffusa presa di distanza dalla dimensione rituale, per cui spesso i pastori vengono contattati per celebrazioni frettolose affinch\u00e9 i morti in qualche modo vengano \u201callontanati\u201d rapidamente, senza la presenza della comunit\u00e0 dei fratelli e senza i gesti e le parole consegnati dalla tradizione. Le anonime cappelle degli obitori sembrano essere preferite alle chiese parrocchiali. Tale diffuso comportamento appare ancora pi\u00f9 evidente nei contesti urbani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">La Chiesa italiana colloca proprio in questo complesso di elementi culturali l\u2019edizione italiana del <em>Rito delle Esequie<\/em> del 2011, allo scopo dichiarato di \u00abproporre un cammino di fede, scandito a tappe mediante celebrazioni comunitarie, per aiutare ad affrontare nella fede e nella speranza l\u2019ora del distacco e a riscoprire il senso cristiano del vivere e del morire\u00bb (<em>Presentazione <\/em>2). Mantenendo fisso l\u2019obiettivo di sempre e considerando la molteplicit\u00e0 delle situazioni entro le quali l\u2019uomo di oggi vive e muore, la Chiesa che \u00e8 in Italia, proponendo un adattamento al <em>Rito<\/em>, non intende rinunciare al tesoro della prassi liturgica e invita piuttosto a custodire e rilanciare la celebrazione esequiale nella sua ricca articolazione. In quest\u2019ottica la dimensione itinerante e a tappe, dove \u00e8 possibile, nell\u2019alternanza continua tra stasi e movimento, dice ritualmente la dimensione pasquale della morte dell\u2019uomo. Nel <em>passare<\/em> orante di luogo in luogo, e anzi, attraverso i luoghi emblematici del vivere (casa), del celebrare (chiesa) e del riposo (cimitero), la liturgia proclama la vittoria del Vivente e dei viventi sulla morte. L\u2019<em>indugio rituale <\/em>di un\u2019assemblea che procede in cammino, sosta, canta la sua fede e la sua speranza, attingendo soprattutto al venerabile patrimonio dei salmi e della tradizione antica, e saluta con parole accurate un fratello, non \u00e8 altro che un saper \u201cperdere tempo\u201d con parole, gesti e canti in una situazione temporale particolarmente delicata e complessa dal versante umano, come \u00e8 quella del morire, per ridire ancora la speranza cristiana che si radica nella Pasqua del Signore. Alcune innovazioni, contenute nell\u2019attuale edizione, intendono, piuttosto, arricchire questa prassi affinch\u00e9 la speranza cristiana sia annunciata con maggiore franchezza in un mondo che vive con angoscia il morire e, al contempo, bisognoso di prossimit\u00e0 e di vicinanza.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il sopravvenire della morte e l\u2019approssimarsi della Chiesa<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"600\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art05b.jpg?resize=800%2C600&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-551\" style=\"width:421px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art05b.jpg?w=800&amp;ssl=1 800w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art05b.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art05b.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art05b.jpg?resize=400%2C300&amp;ssl=1 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"\">Per tale ragione, la ritualit\u00e0 esequiale \u00e8 inaugurata dalla <em>visita<\/em> <em>del parroco <\/em>(o di un altro sacerdote o diacono o di laici preparati) <em>alla famiglia nella casa del defunto alla notizia della morte<\/em>: durante la visita, dal tenore squisitamente pastorale, ha luogo un momento di preghiera e di primo ascolto della Parola di Dio. Non dunque un semplice incontro a carattere conoscitivo o organizzativo, ma un\u2019invocazione che fiorisce nell\u2019ora in cui l\u2019emozione \u00e8 forte e il dolore particolarmente vivo[3]. Il tema della consolazione di Dio affiora sensibilmente dai testi biblici ed eucologici che vengono proposti. Alcune indicazioni vengono fornite circa la celebrazione della <em>veglia funebre<\/em>, che pu\u00f2 essere guidata anche da un laico. Emblematica \u00e8 la <em>preghiera al momento di chiusura della bara<\/em>, frangente che dal punto di vista umano costituisce una circostanza particolarmente delicata. Dopo l\u2019inizio costituito dai salmi 129, 22 o 113 (all\u2019insegna della speranza o dal contenuto tipicamente pasquale), colui che guida la preghiera tiene una sobria monizione e un\u2019orazione che pu\u00f2 essere introdotta dal gesto della <em>velazione<\/em>: il volto del fratello che ora viene sottratto alla vista dei superstiti viene coperto nella speranza di rivederlo per la contemplazione eterna del Volto luminoso di Dio. Le dinamiche del <em>vedere-non vedere-rivedere<\/em> costituiscono l\u2019ossatura di un gesto particolarmente efficace che segna una benefica cesura nel rapporto terreno tra i congiunti e il defunto e apre all\u2019attesa della comunione eterna[4].<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una traduzione migliorata<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"\">Per quanto riguarda la celebrazione esequiale vera e propria, accanto ad alcune indicazioni chiarificatrici (come a riguardo della benedizione a conclusione del rito dell\u2019ultima raccomandazione e del commiato) e integrative (come la possibilit\u00e0 di accendere, alla sepoltura, un cero quale richiamo alla luce pasquale), si riscontrano nell\u2019apparato testuale le novit\u00e0 pi\u00f9 considerevoli[5]. I testi di preghiera presenti nella prima edizione sono stati rivisti quanto alla traduzione, mentre nuove proposte sono state inserite per quanto attiene alle monizioni e alle preghiere per peculiari circostanze (significative le esortazioni per introdurre il rito dell\u2019ultima raccomandazione: per una persona anziana, per un giovane, per un sacerdote, per un diacono, per i religiosi e per una persona deceduta improvvisamente): parole per dire la speranza modellate secondo la variet\u00e0 delle esperienze umane, poich\u00e9, se \u00e8 vero che \u00abla morte \u00e8 comune eredit\u00e0 di tutti gli uomini\u00bb (prefazio dei defunti V), \u00e8 altrettanto vero che i \u201cmodi\u201d del morire sono tanti e vari[6].<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La cremazione e il \u201cnon rito\u201d dell\u2019accoglienza delle ceneri<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art05e.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-554\" style=\"width:434px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art05e.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art05e.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art05e.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art05e.jpg?resize=800%2C600&amp;ssl=1 800w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art05e.jpg?resize=400%2C300&amp;ssl=1 400w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art05e.jpg?w=1200&amp;ssl=1 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"\">La parte che maggiormente attira l\u2019attenzione \u00e8 l\u2019appendice dedicata alla cremazione, problematica tutta contemporanea. Dopo alcune precisazioni teologiche circa la cremazione, il rispetto per il corpo, il simbolismo della sepoltura e alcune indicazioni pastorali, il rituale prevede uno schema per le esequie nella liturgia della Parola prima della cremazione (caso eccezionale), un momento di preghiera nel luogo della cremazione ad esequie avvenute, un <em>corpus<\/em> di monizioni e preghiere per le esequie dopo la cremazione in presenza dell\u2019urna e, infine, le preghiere per la deposizione dell\u2019urna. In considerazione del fatto che i riti dell\u2019aspersione con l\u2019acqua e dell\u2019incensazione sono strettamente pertinenti al corpo, vale la pena ricordare l\u2019insistente avvertimento a omettere questi gesti in presenza delle ceneri: \u00e8 il corpo, infatti, ad essere stato reso tempio dello Spirito nel Battesimo, e in quanto tale \u00e8 chiamato a risorgere. A fronte di un certo indifferentismo nei confronti del corpo, di ci\u00f2 che \u00e8 stato, di ci\u00f2 che \u00e8 e di ci\u00f2 che sar\u00e0 nella prospettiva di fede, la liturgia distingue ancora con vigore il corpo da ci\u00f2 che non lo \u00e8 pi\u00f9[7]. \u00c8 il corpo rinato nelle acque battesimali, unto nello Spirito, nutrito nell\u2019Eucaristia e che ha vissuto la carit\u00e0 nella testimonianza quotidiana ad essere nuovamente \u201ctoccato\u201d dal gesto rituale a memoria della sua identit\u00e0 e a profezia del suo destino di gloria, come efficacemente ricordano le formule alternative dell\u2019esortazione al rito dell\u2019ultima raccomandazione e del commiato. Gli schemi previsti per la deposizione delle ceneri, sempre corredati di una breve proclamazione della Parola di Dio, ricorrono, soprattutto dal versante eucologico, ai temi della caducit\u00e0 umana che prelude alla vittoria sulla morte nella santa Gerusalemme (orazione, secondo schema) e della purificazione significata dall\u2019azione del fuoco (monizione e orazione, terzo schema); cos\u00ec anche una prassi nuova, non scevra da condizionamenti socio-culturali, viene assunta sobriamente dal rito per rafforzare la fede e la speranza nel Risorto che \u00abci dona una vita che rifiorir\u00e0 oltre la cenere\u00bb (introduzione alla professione di fede per la preghiera nel luogo della cremazione).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il canto della speranza<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"512\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art05c.jpg?resize=900%2C512&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-552\" style=\"width:419px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art05c.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art05c.jpg?resize=300%2C171&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art05c.jpg?resize=768%2C437&amp;ssl=1 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"\">Il libro liturgico, infine, riporta una raccolta di salmi e preghiere utili per i vari momenti, e alcune melodie (salmi e responsori) che indicano l\u2019importanza che il canto ha da sempre nell\u2019esprimere il valore \u201caltro\u201d del morire nel Signore. Cantare e piangere sembrano esperienze contradditorie. Eppure l\u2019esperienza del morire e del con-morire, vale a dire i sentimenti di lacerazione e di sofferenza che la morte altrui suscita, ha sempre trovato nel canto un\u2019espressione efficace al fine di \u00aballeviare \u2013 umanamente \u2013 anche il lutto, sia nel momento dirompente dell\u2019immediatezza della perdita, sia nei momenti successivi della sua elaborazione, fungendo insensibilmente da medicina carezzevole dell\u2019anima, da discreta e non invasiva ministra del conforto\u00bb[8]. Su questa base antropologica si innesta il valore teologico del canto esequiale quale annuncio della vittoria di Cristo sulla morte e parola viva di consolazione nell\u2019ora del dolore. \u00c8 chiaro che il ruolo dell\u2019assemblea \u00e8 centrale, tanto pi\u00f9 in un contesto di particolare coinvolgimento affettivo e di fede qual \u00e8 quello di un\u2019assemblea convocata per il saluto cristiano di un fratello: nessuna delega \u00e8 consentita a \u201cprofessionisti\u201d che compiano la loro prestazione, ma piuttosto \u00e8 auspicabile il ricorso a figure ministeriali che sappiano <em>favorire<\/em> la professione di fede cantata da tutta l\u2019assemblea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">I canti in latino e in melodia gregoriana e i canti in italiano, con relative indicazioni per l\u2019esecuzione, ripropongono la centralit\u00e0 dell\u2019ispirazione biblica che fin dall\u2019antichit\u00e0 accompagna l\u2019esodo pasquale dei credenti e il valore del canto per esprimere le varie sfumature delle esequie cristiane: il dolore dell\u2019uomo, la speranza del credente, la consolazione della fede, la gioia della risurrezione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><a><\/a> La proposta esplicita di melodie utili per le varie sequenze rituali della celebrazione \u00e8 un invito a non scadere nel banale ed emergenziale ricorso a canti <em>passe-partout<\/em>, ma ad attingere all\u2019ampio repertorio in lingua latina e in lingua italiana per dare voce ai molteplici sentimenti spirituali dell\u2019uomo credere che piange e non cessa di credere nella promessa di Dio che si \u00e8 realizzata in Cristo. In particolare, il canto di commiato, da eseguire e percepire come \u00abmomento culminante del rito\u00bb (RE n. 10), attende nella prassi celebrativa media un\u2019esecuzione davvero all\u2019altezza della sua funzione e in grado di accompagnare il defunto nel passaggio dall\u2019assemblea terrena a quella celeste. Forse, a giustificazione di una mancata recezione del repertorio proposto dal <em>Rito delle esequie<\/em> va considerata sia la difficolt\u00e0 di esecuzione di alcuni brani per assemblee composite e occasionali quali sono quelle che si formano mediamente in occasione dei funerali, sia la diversit\u00e0 di esperienze liturgico-musicali del territorio italiano[9].<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione. La liturgia del morire cristiano come profezia<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"770\" height=\"578\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art05f.jpg?resize=770%2C578&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-555\" style=\"width:397px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art05f.jpg?w=770&amp;ssl=1 770w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art05f.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art05f.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art05f.jpg?resize=400%2C300&amp;ssl=1 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 770px) 100vw, 770px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"\">Al di l\u00e0 delle \u201cnovit\u00e0\u201d, la nuova edizione del <em>Rito delle Esequie<\/em> approntata per le Chiese che vivono in Italia ripropone con forza le risorse simboliche di cui l\u2019intreccio rituale dispone al termine del cammino della vita umana. Quando le parole si fanno rare e l\u2019enigma, la ribellione e il pianto sembrano offuscare la serenit\u00e0, la liturgia si accosta con delicatezza, ma anche con tutta la gamma dei suoi gesti, parole, silenzi, canti, movimenti. L\u2019indicibile si fa dicibile nel simbolo rituale. I mezzi di comunicazione offrono sempre pi\u00f9 immagini e riprese di riti funebri, soprattutto in circostanze particolari, come nel caso di funerali di stato o delle esequie di personaggi famosi del mondo della politica o dello spettacolo. Ci\u00f2 che accade in quei contesti non di rado si estende anche in contesti minori: spesso la liturgia \u00e8 trasformata in <em>show<\/em>, si sprecano gli applausi, i <em>flash<\/em> delle macchine fotografiche e gli immancabili discorsi di circostanza. L\u2019afasia di fronte alla morte sembra trovare una via d\u2019uscita nel suo contrario, o nella spettacolarizzazione o nell\u2019esibizione delle emozioni: in realt\u00e0 la morte e il suo mistero rimangono sempre al di l\u00e0 del palcoscenico. La liturgia pu\u00f2 rivelarsi alternativa affidabile alla morte-spettacolo nella misura in cui, attraverso il ricco e molteplice tesoro di cui \u00e8 portatrice, celebra la Vita attraversando il morire dell\u2019uomo e non semplicemente e freddamente \u201cguardandolo\u201d dal di fuori. L\u2019annuncio pasquale, allora, non \u00e8 pi\u00f9 soltanto creduto o detto, ma \u00e8 celebrato dentro l\u2019esperienza della morte dell\u2019uomo attraverso le straordinarie potenzialit\u00e0 del rito cristiano. Per questo motivo il libro intende risvegliare la <em>competenza rituale<\/em> delle nostre assemblee, la differenziazione ministeriale e una pratica celebrativa raffinata che sappia utilizzare testi di preghiera e gesti con sapienza e maestria, per far gustare, anche \u00abin hora mortis nostrae\u00bb, i cieli nuovi e la terra nuova che ci attendono (2 Pt 3, 13) in comunione con l\u2019evento pasquale di Cristo che risplende nella carne dell\u2019uomo che muore.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"\"><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">[1] Cfr. A. Lameri, <em>La nuova edizione italiana del <\/em>Rito delle esequie<em>. Motivazioni e caratteristiche<\/em>, \u00abRivista liturgica\u00bb 99\/1 (2012), pp. 18-43.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">[2] Cfr. A. Grillo, <em>Esperienza della morte e simboli rituali cristiani: l\u2019iniziazione e l\u2019<\/em>euthanas\u00eca<em> sono ancora possibili?<\/em>, ivi, pp. 65-77.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">[3] Cfr. G. Cavagnoli, <em>Richieste della famiglia e proposte della Chiesa. Punti fermi per una pastorale dei funerali<\/em>, \u00abRivista liturgica\u00bb 99\/1 (2012), pp. 86-105.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">[4] Il gesto della velazione ha ricevuto un\u2019eco particolare nelle esequie degli ultimi Pontefici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">[5] Cfr. P. Sorci, <em>Il <\/em>Rito delle esequie<em>. La rinnovata traduzione dei testi eucologici<\/em>, \u00abRivista liturgica\u00bb 99\/1 (2012), pp. 71-85.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">[6] Cfr. M. Barba, <em>L\u2019eucologia del rito delle esequie<\/em>, \u00abRivista Liturgica\u00bb 93\/6 (2006), pp. 881-894; P. Sartor, <em>La presa di parola nelle esequie. Situazione, opportunit\u00e0, indicazioni<\/em>, ivi, pp. 895-903.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">[7] Opportunamente, a questo proposito, l\u2019organo della Congregazione per il Culto Divino \u00abNotitiae\u00bb 13 (1977), p. 45, esprime questa connessione tra corpo e rito facendo leva sulla <em>verit\u00e0 del segno<\/em>: \u00abNon sembra opportuno celebrare sulle ceneri i riti il cui scopo \u00e8 di venerare il corpo del defunto. Non si tratta di condannare la cremazione, ma piuttosto di conservare la verit\u00e0 del segno dell\u2019azione liturgica\u00bb. Sul tema della non ritualizzazione della cremazione cfr. G. Boselli, <em>Il <\/em>Rito delle esequie<em>: confessione della fede e umanizzazione della morte<\/em>, Rivista liturgica\u00bb 99\/1 (2012), pp. 44-70.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">[8] Cfr. D. Sabaino, <em>Celebrazione della Pasqua, ministero del conforto. Canto e musica nei riti delle esequie cristiane<\/em>, ivi, pp. 164-161, qui p. 166.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">[9] Cfr. E. Massimi, <em>Cantare nelle esequie<\/em>, \u00abRivista di pastorale liturgica\u00bb 342\/5 (2020) pp. 36-40.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Loris Della Pietra Le ragioni di un adattamento Ormai da dodici anni nelle chiese italiane \u00e8 in uso la seconda edizione italiana del Rito delle Esequie, che fa seguito alla prima edizione apparsa nel 1974 sulla base di quella typica del 1969. 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