{"id":618,"date":"2023-09-30T08:35:00","date_gmt":"2023-09-30T08:35:00","guid":{"rendered":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/?p=618"},"modified":"2026-04-01T10:22:55","modified_gmt":"2026-04-01T08:22:55","slug":"celebrare-con-per-i-malati","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/article\/celebrare-con-per-i-malati\/","title":{"rendered":"Celebrare con\/per i malati"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"\"><em>Giovanni Maria Rossi<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"\"><em>Come per il precedente proponiamo l\u2019articolo pubblicato nel n. 84 del 1992 di \u201cMusica e Assemblea\u201d edito dalle Edizioni Dehoniane di Bologna a firma di Giovanni Maria Rossi che intervista e dialoga con il suo confratello camilliano Eugenio Sartore sulle problematiche inerenti le celebrazioni liturgiche con i malati.<\/em><br><em>Le cose belle devono essere diffuse e non abbandonate.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>La Redazione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"\">Ho pensato di preparare questo dossier riportando uno scambio di opinioni sull&#8217;argomento, che ho avuto con padre Eugenio Sartore[1] <em>(<strong>ES<\/strong>). <\/em>Fino a pochi mesi fa e per molti anni, egli \u00e8 stato cappellano d&#8217;ospedale ed esperto in pastorale ospedaliera presso i Religiosi Camilliani (n.b.: <em><strong>GMR<\/strong>: <\/em>l&#8217;autore di questo articolo).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Celebrare &#8220;con&#8221;<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>GMR<\/strong><\/em><em>: <\/em>Come reagisci di fronte a questo &#8220;titolo&#8221;? Cosi, genericamente e immediatamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>ES<\/strong><\/em><em>: <\/em>Mi balza subito all&#8217;occhio il &#8220;con&#8221;, ai quale io darei l&#8217;accezione di &#8220;per&#8221;, nel senso di servizio al malato, Vale a dire: celebro &#8220;con&#8221;, se celebro &#8220;per&#8221; il <em>malato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>GMR<\/strong><\/em><em>: <\/em>Mi pare di capire:prima viene il malato e poi la celebrazione. Sono qui &#8220;per&#8221; il malato, &#8220;con&#8221; il quale celebro il Mistero di Cristo, Nato-Morto-Risorto.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Celebrare &#8220;bene&#8221;<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"428\" height=\"640\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art04b.jpg?resize=428%2C640&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-540\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art04b.jpg?w=428&amp;ssl=1 428w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art04b.jpg?resize=201%2C300&amp;ssl=1 201w\" sizes=\"auto, (max-width: 428px) 100vw, 428px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"\">\u00c8 giusto collegarsi con il &#8220;celebrare bene&#8221;, perch\u00e9 quel &#8220;per&#8221;, da te sottolineato e rapportato al &#8220;servizio&#8221;, mi fa venire in mente il verbo &#8220;<em>terap\u00e9uein<\/em>&#8220;, che significa anche servire. Celebrare &#8220;per&#8221; deve quindi diventare una &#8220;celebrazione terapeutica con&#8221;, deve diventare un celebrare bene, che <em>fa <\/em>bene, sotto tutti gli aspetti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>GMR<\/strong><\/em><em>: <\/em>&#8220;Celebrare bene&#8221; a te dice anche qualcos&#8217;altro?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>ES<\/strong><\/em><em>: <\/em>Mi pare di poter dire che il pastore accorto dovrebbe avere l&#8217;umilt\u00e0, ma soprattutto l&#8217;intelligenza, di leggersi i frutti di un certo lavoro fatto dalla sociologia religiosa. Cosi pure dovrebbe cogliere la lunghezza d&#8217;onda e la sensibilit\u00e0 religiosa delle persone che incontra. Non si possono immettere nelle persone forme di culto o celebrazioni che non corrispondano alla loro sensibilit\u00e0 e alle loro aspettative, pur tenendo presente le giuste esigenze dell&#8217;osservanza delle fondamentali leggi liturgiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>GMR<\/strong><\/em><em>: <\/em>A quello che tu dici io aggiungo che vanno tenute presenti le questioni riguardanti le varie relazioni uomo-suono, questioni che andrebbero seriamente valutate e non sorvolate. Quanto alle leggi liturgiche fondamentali, di cui parli, bisognerebbe veramente che i pastori se ne rendessero conto, ricordandosi sempre che per &#8220;celebrare bene&#8221; la liturgia va vissuta &#8220;con tutta la fedelt\u00e0 possibile, &#8216;di generazione in generazione&#8217;, senza fughe nel mito, ma anche senza cadute di memoria, come se il passato fosse diventato muto&#8221; (cfr. E. Costa, <em>Apprendere a celebrare da ogni parte, <\/em>in &#8220;Rivista di Pastorale Liturgica&#8221;, 1989\/2, p. 56-57, Queriniana, Brescia),<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>ES<\/strong><\/em><em>: <\/em>Chi fa pastorale sacramentaria con i malati deve avere pi\u00f9 che mai le idee chiare. Nessuno \u00e8 pi\u00f9 sensibile del malato. Perci\u00f2 per celebrare bene &#8220;con-per&#8221; lui bisogner\u00e0 studiare attentamente quali gesti, quali testi, quali canti, quali musiche, quali vestiti e, perch\u00e9 no, quali odori (in ospedale c&#8217;\u00e8 un po&#8217; di tutto!) sono di reale aiuto perch\u00e9 l&#8217;avvenimento sacramentale si compia in modo proficuo. In fin dei conti anche cos\u00ec si realizza il &#8220;sabato per l&#8217;uomo&#8221;, di cui parla Ges\u00f9 stesso.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">In quale luogo di malattia<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"427\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art04c.jpg?resize=640%2C427&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-541\" style=\"width:468px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art04c.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art04c.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>GMR<\/strong><\/em><em>: <\/em>Io penso che quanto detto sopra sia anche molto condizionato dai vari luoghi di degenza, o pi\u00f9 semplicemente di malattia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>ES<\/strong><\/em><em>: <\/em>Certamente, e vanno fatte parecchie distinzioni. La primissima \u00e8 quella riguardante la struttura ospedaliera, completamente diversa da tutte le altre. Gi\u00e0 il celebrare in una cappella dell&#8217;ospedale staccata dai reparti crea differenza. Infatti l\u00e0, solitamente, vanno soltanto i malati che hanno possibilit\u00e0 di autonomia. L&#8217;intera struttura ospedaliera comunque riduce spazio e tempo per le celebrazioni liturgiche. Si pensi invece alleenormi differenze che ci sono in una casa di riposo o in un cronicario. Queste strutture permettono di settorializzare, quindi di pensare a un tipo di celebrazione molto pi\u00f9 specifica, con modalit\u00e0 pi\u00f9 appropriate.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Animazione e presidenza<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"427\" height=\"640\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art04d.jpg?resize=427%2C640&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-542\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art04d.jpg?w=427&amp;ssl=1 427w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art04d.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 427px) 100vw, 427px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>GMR<\/strong><\/em><em>: <\/em>Pur tenendo presenti queste distinzioni, si pu\u00f2 generalizzare su alcuni punti? Ad esempio quanto all&#8217;animazione della celebrazione, che cosa puoi dire?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>ES<\/strong><\/em><em>: <\/em>Senz&#8217;altro bisogna svestirsi di ogni modalit\u00e0 pomposa, sussiegosa, vistosa, rumorosa. Bisogna &#8220;contenere&#8221; il tutto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>GMR<\/strong><\/em><em>: <\/em>Mi viene subito da chiederti: che senso ha, allora, chiamare i grandi cori, o i complessi strumentali, o i gruppi giovanili, ad animare le liturgie celebrate con-per i malati? E giusto? Se si, in che termini? Perch\u00e9? Quando?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>ES<\/strong><\/em><em>: La <\/em>mia esperienza mi dice che in reparto (o nei pressi) il grande coro, e tutto ci\u00f2 che tu hai citato sopra, disturbano. A meno che la scelta del repertorio e le modalit\u00e0 di canto permettano ai circo\u00adstanti di entrare sempre meglio nella celebrazione. E questo avviene quando si scelgono canti in grado di coinvolgere sia per il tipo di testo che per la melodia. Al contrario di quanto si pu\u00f2 pensare, non coinvolgono per nulla nella celebrazione dei Santi Misteri i canti che &#8220;commuovono&#8221; o che riportino all&#8217;esperienza di quando si era sani, o ragazzi, o facenti parte di un coro. E un &#8220;fare un qualcosa&#8221; (la frase detta purtroppo ancora da parecchi preti ai loro coristi: &#8220;Dai, cominciate a cantare qualcosa&#8221;; verrebbe voglia, se non fosse per la seriet\u00e0 della Liturgia, di suggerire ai cantori di attaccare magari con un bel &#8220;Va&#8217; pensiero&#8221;&#8230;) che resta fine a se stesso. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>GMR<\/strong><\/em><em>: <\/em>Mi sembra molto importante che sia tu a dire questo! E dovrebbero tenerlo ben presente tutti i nostri confratelli cappellani ospedalieri! Sono comunque contento, perch\u00e9 ci\u00f2 che tu hai detto dimostra che chi ci ha creduto ha fatto fruttificare anche presso il mondo della sanit\u00e0 il terreno dissodato dalla riforma liturgica. Ma ora ti chiederei qualcosa sulla presidenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>ES<\/strong><\/em><em>: <\/em>In realt\u00e0 questa \u00e8 l&#8217;animazione pi\u00f9 importante ed ha anche molta relazione con il mondo dei suoni. Chi presiede deve farsi udire, e nello stesso tempo non gridare (a questo proposito basterebbe ricordarsi che ciascuno di noi, quando non sta bene, non ama sentir gridare: cosa a cui si pensa molto in ospedale, anche da parte degli stessi operatori sanitari); deve essere coinvolgente, ma nello stesso tempo non prorompere; deve usare qualche didascalia semplice, ma anche lasciare spazio al silenzio, molte volte pi\u00f9 eloquente delle parole, specialmente se accompagnato dauna appropriata postura; deve tenere un&#8217;omelia contenuta e chiara, ma prima deve curare la proclamazione della Parola (non sia dato in mano il testo, magari contenuto nei soliti foglietti, all&#8217;ultimo improvvisato lettore, che non ha nemmeno dato un&#8217;occhiata alla lettura un po&#8217; prima della celebrazione). E la Parola venga &#8220;proclamata&#8221;! Come posso fare l&#8217;omelia se la Parola non \u00e8 stata &#8220;proclamata&#8221;, ossia se non \u00e8 veramente arrivata agli orecchi e al cuore dei partecipanti? Che riferimenti posso fare io, presidente, a una Parola di Dio &#8220;detta&#8221;, magari anche mal-detta, quindi non recepita in tutta la sua importante pregnanza?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>GMR<\/strong><\/em><em>: <\/em>Gi\u00e0: tu ti puoi anche essere preparato, ma prima dell&#8217;omelia viene sicuramente la Parola, la quale \u00e8 indiscutibilmente pi\u00f9 importante delle mie parole, sia pure di attualizzazione sacramentale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>ES<\/strong>: <\/em>A proposito di attualizzazione bisogna stare molto attenti ai contenuti. Questi dovrebbero sempre tener presente la tipicit\u00e0 dei malati a cui mi rivolgo.<br>A fare esempi mi dilungherei troppo. Dir\u00f2 semplicemente: attenti alle grosse differenze tra malato e malato e a non batter l&#8217;aria con cose generiche. Certo per far questo bisogna conoscere i malati; e per conoscerei malati bisogna &#8220;visitarli&#8221;; e via di seguito.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quali Sacramenti<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"960\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art04h.jpg?resize=640%2C960&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-548\" style=\"width:441px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art04h.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art04h.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"\">Mi accorgo che fin qui sono stato generico. Sento il desiderio di fare una sicura affermazione: l&#8217;Eucarestia rimane il punto privilegiato della celebrazione liturgica con i malati. Tutt&#8217;ora, anche in un clima di secolarizzazione, e per qualcuno oserei dire di indifferenza religiosa, il malato trova nella celebrazione dell&#8217;Eucarestia il momento pi\u00f9 significativo della sua preghiera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>GMR<\/strong><\/em><em>: <\/em>Si avvertiva comunque che tutto ci\u00f2 che andavamo dicendo era praticamente riferito all&#8217;Eucarestia domenicale\/festiva. Passiamo ora ai tre classici Sacramenti dei malati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>ES<\/strong><\/em><em>: <\/em>Se permetti, vorrei come prima cosa aggiungere subito, alla celebrazione dell&#8217;Eucarestia, la distribuzione della S. Comunione, ancora molto praticata nei nostri ospedali. Brevemente: tener presente lo stato d&#8217;animo del paziente; non presentarsi, magari con voce semi-imperiosa, a chi dorme o durante visite e medicazioni. Occorrer\u00e0 creativit\u00e0, basandosi molto sul preavviso, preparando cosi un clima accettabile: di silenzio, di predisposizione. Seguire il rituale, ma con grande attenzione agli opportuni adattamenti, legati ai singoli casi. Dopo aver somministrato il Pane Consacrato, rimanere sempre in silenzio per qualche istante, in profondo atteggiamento di fede: molte volte \u00e8 questa la musica migliore e la pi\u00f9 incisiva ritualmente. Ci pu\u00f2 comunque essere, durante l&#8217;insieme della celebrazione, qualche momento in cui sta bene un lieve sottofondo musicale adatto, ad esempio un canto salmodico pre-registrato, che aiuti il malato a ricorrere mentalmente alla Parola di Dio, per incontrarsi nel modo migliore con il Corpo e Sangue di Cristo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>GMR<\/strong><\/em><em>: <\/em>Mi viene naturale reagire dicendoti che, stando ai documenti ufficiali della Chiesa, in linea di massima le musiche pre-registrate dovrebbero essere abolite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>ES<\/strong><\/em><em>: <\/em>Lo so:<em> e <\/em>questo mi ha un po&#8217; meravigliato. Penso che una giusta interpretazione, basata sulla regola generale degli &#8220;adattamenti&#8221; contenuta nella Costituzione conciliare <em>Sacrosanctum Concilium <\/em>(nn. 37-40), valga pi\u00f9 che mai in ambiente di malati!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>GMR<\/strong><\/em><em>: <\/em>Veniamo allora ai tre classici Sacramenti dei malati. Dico cos\u00ec perch\u00e9 non mi sembra giusto occuparsi in questa sede di casi particolari come Battesimi, Cresime, esequie casuali in ospedale. In realt\u00e0 questi Sacramenti dovrebbero essere celebrati in Parrocchia.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Riconciliazione<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"428\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art04f.jpg?resize=640%2C428&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-545\" style=\"width:443px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art04f.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art04f.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>ES<\/strong>: <\/em>Per molti cristiani la Riconciliazione \u00e8 un Sacramento un po&#8217; in estinzione.<br>Ma nel momento della malattia ridiventa per molti un momento im\u00adportante, anzi un punto di arrivo. Per altri segna una tappa di cre\u00adscita nella Fede, per altri ancora un ritorno alla Fede. Molte volte costituisce una rielaborazione dell&#8217;esperienza della sofferenza, attra\u00adverso la quale l&#8217;individuo, tiepido nella fede, ritorna a Dio e risco\u00adpre il ruolo della Fede. Qui si dovrebbe fare una lunga digressione sulle incidenze psicologiche: ossia distinguere quando \u00e8 senso di colpa e quando \u00e8 percezione del peccato. Non \u00e8 per\u00f2 il nostro compito. In questa sede mi limito a dire che il cappellano sensibile dovr\u00e0 fare in modo che la confessione, non solo sia effettivamente un momen\u00adto importante, ma avvenga anche attraverso modalit\u00e0 adatte. E que\u00adste cominciano con un atto celebrativo personale. \u00c8 ancora la mo\u00addalit\u00e0 classica, ma deve essere connotata da una giusta e adattata ritualit\u00e0. Dal lato sonoro mi sembra molto importante far notare che la qualit\u00e0 d\u00ec voce e ogni movimento del confessore possono ave\u00adre influenza nel dialogo con il penitente malato, solitamente iper\u00adsensibile. Anche la voce e l&#8217;atteggiamento devono mostrare chiara\u00admente la misericordiosa presenza del Signore in un momento cosi carico di bisogno, di tensione, di trepidazione: una presenza &#8220;ricca di misericordia&#8221;, affettuosa, che dia forza e sostegno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>GMR<\/strong>: <\/em>Hai anche esperienza di celebrazioni comunitarie della Penitenza in ospedale?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>ES<\/strong><\/em><em>: <\/em>Non ho esperienza, ma penso che sia una proposta impossibile in simili ambienti (se vuole essere una proposta celebrativamente seria).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;Unzione dei malati<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"\">Totalmente diverso invece \u00e8 il caso dell&#8217;Unzione dei malati. La forma migliore sarebbe proprio data dalla celebrazione comunitaria. Anche qui tralasciamo le teorizzazioni e veniamo ai fatti pratici. E certo che si pu\u00f2 celebrare comunitariamente anche in reparto, a patto che vi siano le giuste premesse: malati di un certo tipo, che si accordino con la tipologia del Sacramento in rapporto alle loro condizioni, attenta catechesi preliminare, personale consenziente e possibilmente impegnato dal lato religioso.<br>Per quanto mi riguarda, ho notato che questa celebrazione riesce al meglio nel contesto dell&#8217;Eucarestia. In tal caso \u00e8 anche pi\u00f9 facile organizzare una buona animazione. \u00c8 comunque certo che non maturer\u00e0 la sensibilit\u00e0 per questo Sacramento se non vien gi\u00e0 fatta una buona catechesi nelle parrocchie. E ormai, per fortuna, ci si sta muovendo al riguardo. Ne ho un&#8217;esperienza diretta.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">ll Viatico<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"\">Quanto al Viatico, anzitutto una premessa: noi siamo molto condizionati dalla cultura attuale, che ha ridotto la morte a tab\u00f9 e molto volentieri porta lontano il suo sguardo dalla sofferenza, non accorgendosi che vive male proprio perch\u00e9 non ci pensa. Anche molti cristiani e credenti non hanno una preparazione psicologica e nemmeno un&#8217;elaborazione religiosa della sofferenza, per cui vivono male soprattutto in prossimit\u00e0 della morte. Questo, il pastore lo deve ben meditare se vuole veramente aiutare il malato a celebrare anche nella sua sofferenza e nella sua morte. Il pastore deve saper coinvolgere in questo anche il personale sanitario, aiutarlo a celebrare in senso lato la liturgia della vita, non nel solo modo organicistico, macchinoso, riduttivo del mondo medico. In questo modo tutta l&#8217;<em>\u00e9qui<\/em><em>pe<\/em> terapeutica viene coinvolta, pur con modalit\u00e0 differenziate, nella responsabilit\u00e0 di una vera &#8220;buona morte&#8221;. Altro che eutanasia! Detto questo, devo soltanto aggiungere che la celebrazione liturgica del Viatico penso possa seguire la falsariga di quanto gi\u00e0 detto a proposito dell&#8217;amministrazione della Santa Comunione, badando, qui pi\u00f9 che mai, alla situazione reale della persona; un morente.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Repertori di canti<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>GMR<\/strong><\/em><em>: <\/em>Anche su questo argomento vorrei sentire il tuo parere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>ES<\/strong><\/em><em>: <\/em>Non sono certo io che devo dare a te titoli di canti e musiche adatte: sei tu l&#8217;esperto! Io posso esprimerti alcuni concetti che ritengo fondamentali e cio\u00e8:<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"640\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art04e.jpg?resize=640%2C640&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-543\" style=\"width:423px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art04e.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art04e.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art04e.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">si faccia una scelta di testi significativi, non troppo altamente poetici, possibilmente comprensivi dello stato d&#8217;animo del malato, dei suoi bisogni, armonicamente aderenti alla sua situazione nel presente; testi di speranza, di abbandono in Dio, alla sua Misericordia, alla sua Volont\u00e0;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">dal lato musicale, evitare &#8220;pomposit\u00e0&#8221;, cose eccessivamente &#8220;solenni&#8221; nel senso della &#8220;magniloquenza&#8221;: il &#8220;clangore&#8221; non serve all&#8217;ospedale (e molte volte si ha la netta impressione che tutto questo miri soltanto ad &#8220;auto-servirsi&#8221;, cio\u00e8 a quello che tu hai sempre chiamato &#8220;cantarsi addosso&#8221; o &#8220;suonarsi addosso&#8221; o, prima ancora, &#8220;comporsi addosso&#8221; (certe polemiche a proposito di musica di chiesa fanno ridere, se lette con l&#8217;occhio di chi vive in ospedale! meglio ancora (o peggio) fanno piangere!); un canto armonioso, compassato nella forma, sia nel suono della voce che nel tipo di accompagnamento, \u00e8 senz&#8217;altro pi\u00f9 &#8220;funzionale&#8221;;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">possibilmente fare sempre riferimento a qualche canto conosciuto anche dai malati: pur nell&#8217;impossibilit\u00e0 di cantare, magari tentano di farlo e in ogni modo si sentono coinvolti maggiormente; nella messa, ad es., bastano uno o due canti su sei, sette (in particolare l&#8217;acclamazione al Vangelo, il Santo, l&#8217;acclamazione di anamnesi);<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">ricuperare come &#8220;preghiera&#8221; quei testi di canti molto belli che avessero per\u00f2 una musica di difficile esecuzione per quel tipo di malati, magari usando la modalit\u00e0 della proclamazione del testo sul sottofondo strumentale;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">fare molta attenzione anche per quanto riguarda i &#8220;linguaggi musicali&#8221; e i modi di esecuzione; specialmente quei gruppi (ma purtroppo, talvolta, anche qualche cappellano e qualche suora poco avveduti!) composti da giovani disordinatamente schitarranti e semi-agitati che vanno ad &#8220;offrirsi&#8221; per la cosiddetta &#8220;animazione delle Messe di reparto&#8221; (ma anche cori magari blasonati, che si presentano con tanto di divisa e poi cantano cose orribili&#8230;) sono tutt&#8217;altro che adatti per una adeguata &#8220;celebrazione con i malati&#8221;, soprattutto perch\u00e9, torno a dirlo, finiscono per non essere &#8220;a servizio del malato&#8221; (&#8220;per&#8221; &#8211; &#8220;<em>terap\u00e9uein<\/em>&#8220;), non lo aiutano a &#8220;celebrare&#8221;. In genere questi gruppi pensano soltanto di fare &#8220;qualcosa che tenga su, qualcosa che diverta&#8221;; non \u00e8 questo n\u00e9 il luogo n\u00e9 il momento;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">si pu\u00f2 concedere qualcosa di pi\u00f9, sia come &#8220;solennit\u00e0 di gesti&#8221; che come qualit\u00e0 vocale\/strumentale, alle celebrazioni fatte nel\u00adla cappella dell&#8217;ospedale; qui possono stare anche gli interventi dei vari gruppi di animazione. E comunque da raccomandarsi, da parte dei pastori\/cappellani responsabili, il reale coinvolgimento dell&#8217;assemblea nel canto, almeno per le acclamazioni di cui sopra e, soprattutto, l&#8217;estrema cura nella scelta dei testi. Per voler essere ancora pi\u00f9 preciso, dir\u00f2 che ci sono ad esempio cori che vanno in ospedale a cantare i pezzi migliori del loro repertorio, sen\u00adza nemmeno badare alla festa liturgica in calendario o senza nessu\u00adno previo accordo con i responsabili.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il reale problema \u00e8 il cuore<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"427\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art04g.jpg?resize=640%2C427&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-546\" style=\"width:427px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art04g.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art04g.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>GMR<\/strong>: <\/em>Permetti che ti interrompa, perch\u00e9 qui mi viene alla mente quanto mi diceva una signora che si interessava delle cosiddette &#8220;Messe in musica&#8221;: &#8220;Ai malati nella cappella dell&#8217;ospedale si dovrebbero cantare tutte e solo cose di alta qualit\u00e0 artistica. Loro, e in genere la gente, non sanno cantare. Tu sei un illuso&#8221;. Alle mie rimostranze sapeva opporre soltanto argomenti basati sull&#8217;artisticit\u00e0.<br>\u00c8 un grosso equivoco, stigmatizzato addirittura dal Card. Biffi nel\u00adla sua relazione al Convegno Nazionale AISC &#8217;92 (Bologna, 16-20 settembre): &#8220;C&#8217;\u00e8 il rischio che l&#8217;arte, invece di condurre gli spiriti a Dio, li impigli nelle sue seduzioni; che le bravure non servano al raccogli\u00admento delle forze interiori, ma al loro distrarsi; che qualcuno con\u00adfonda l&#8217;emozione estetica, tutta chiusa in se stessa, con la percezio\u00adne sconvolgente della trascendenza e col fiorire nell&#8217;animo dell&#8217;a\u00admore salvifico&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>ES<\/strong><\/em><em>: <\/em>Ottima puntualizzazione. Ora, se vuoi, terminiamo proprio con un esempio che chiamerei &#8220;classico&#8221;: la Messa di Natale nella cap\u00adpella dell&#8217;ospedale. Viene un coro molto bravo, canta le sue sopraffine laudi natalizie medievali, praticamente facendo un concertino a un&#8217;assemblea di anziani, ammutolita, che si aspettava almeno il &#8220;Tu scendi dalle stelle&#8221; (di S. Alfonso, ancora oggi funzionale per chi accetta di sentirsi povero con il Bambinello, e celebrare cantan\u00addo &#8220;questa povert\u00e0&#8221;!). Alla fine ci scappa addirittura l&#8217;applauso&#8230; Bravi coristi o bisogno di sfogarsi da parte dei partecipanti fino ad allora zittiti? Forse entrambe le cose, ma entrambe in quasi nessuna relazione con la celebrazione. Viene creata un&#8217;atmosfera dolciastra, escludendo s\u00e9 stessi e tutta l&#8217;assemblea dalla vera &#8220;celebrazione del Ministero dell&#8217;Incarnazione\/Nascita di Cristo Ges\u00f9&#8221;, una celebrazione che \u00e8 sempre pasquale!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em><strong>GMR<\/strong>: <\/em>Ti ringrazio molto e mi permetto di aggiungere ancora due osservazioni.<br>La prima riguarda un aggancio alla tua ultima. Accanto ai cori &#8220;sba\u00adgliati&#8221; metterei quelli che io chiamo &#8220;i gruppi giovanili d&#8217;animazio\u00adne sbagliati&#8221;. Tu sai quanto ho fatto e faccio per i cosiddetti &#8220;gusti giovanili&#8221;, ma conosci anche la mia preoccupazione perch\u00e9 le scelte vengano fatte con oculatezza. Qualcuno vorrebbe che non si com\u00adponessero nemmeno certe cose, usando un certo linguaggio musica\u00adle. Io sono dell&#8217;avviso che il reale problema \u00e8 il cuore, perch\u00e9 dal cuore (o se vuoi, biblicamente, dalle viscere) viene tutto: non lo invento io. E da qui viene e la Fede e la vita data alla Parola e il trasformare la Parola in musica e il celebrare con l&#8217;Assemblea, popolo santo di Dio e&#8230; potrei continuare. II &#8220;saperci farci&#8221; (mi pare di poterlo dire da compositore-pastore-esecutore-musicoterapista) funziona soltanto se c&#8217;\u00e8 il Cuore: con la maiuscola, perch\u00e9 non \u00e8 mai disgiunto dal Cuore Creatore, &#8220;Padre di tutti, che sta al di sopra di tutti&#8221;. Se i &#8220;gruppi giovani&#8221; sono seguiti da pastori che &#8220;<em>hanno Cuore<\/em>&#8220;, trovano la strada giusta: in tutte le componenti della cele\u00adbrazione. E con i malati arriveranno a celebrare &#8220;con-per&#8221; nel mo\u00addo giusto.<br>Un&#8217;ultima osservazione. Quanti canti semplici, che talvolta sembrano addirittura inflazionati, cambiano volto se vengono &#8220;trattati&#8221; in modo diverso: ad esempio se si fa un&#8217;attenta presentazione, quasi una &#8220;ri-animazione&#8221; (per restare&#8230; in argomento) del testo letterario; se si pensa a una intelligente attualizzazione; se si cambia arrangiamento strumentale; se si eseguono con le sole voci; ecc.. Talvolta \u00e8 proprio soltanto la &#8220;modalit\u00e0 di somministrazione&#8221; a ren\u00addere indigesta una medicina. Ma anche qui \u00e8 questione di CUORE! Mi piace dare l&#8217;ultimissima parola al mio fondatore, S.Camillo, il quale, rivolgendosi a un mio confratello, svogliato nei riguardi del malato, diceva: &#8220;<em>Pi\u00f9 cuore in quelle mani, fratello!<\/em>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sussidi<\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">a. <em><strong>per la riflessione<\/strong><\/em>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">AA.VV. <em>Dolentium hominum, <\/em>Rivista del Pontificio Consiglio della Pastorale per gli operatori sanitari, Citt\u00e0 del Vaticano, dal 1986.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">AA.VV. <em>Camillianum, <\/em>Rivista dell&#8217;Istituto Internazionale d\u00ec teologia-pastorale sanitaria &#8220;Camillianum&#8221;, P.zza della Maddalena 53, Ro\u00adma, dal 1990.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">CASERA D., <em>I tre sacramenti dei malati <\/em>in &#8220;L&#8217;assistente religioso nel mon\u00addo della sanit\u00e0&#8221;, Camilliane, Torino, 1991.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">SWIFT K.J.: <em>The chaplain&#8217;s role in care for the dying: toward a new un<\/em><em>derstanding <\/em>in CMA Journal, July 17, 1986, p. 181-185.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">KUBLER-Ross E., <em>La mort, derni\u00e8re \u00e9tape de croissance, <\/em>Ed. Qu\u00e9bec-Am\u00e9rique, Montreal, 1977.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">NOWEN A., <em>Ministero creativo, <\/em>Queriniana, Brescia, 1981,<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">BRUSCO A., <em>Accompagnamento spirituale del malato morente e pastorale clinica in &#8220;Camilliani&#8221;, <\/em>17\/1988, p. 489-194, Camilliani, Piazza della Maddalena 53, Roma.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">SAPORI E., <em>Musica in ospedale &#8211; Esperienze pastorali <\/em>in &#8220;Insieme per servire&#8221;, 2\/agosto 1991, ANCRO, v. Bresciani 2, Verona.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">ROSSI G.M., <em>Scopri il suono per guarire <\/em>in &#8220;L&#8217;Adige&#8221;, Trento, 17.01.1992, p. 51.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">Rossi G.M., <em>Pastorale tramite la musica <\/em>in &#8220;Camilliani&#8221;, 8\/1987, p. 495-508, Camilliani, Piazza della Maddalena 53, Roma.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">AA.VV., <em>Catechesi per il malato con deficit mentale, <\/em>Centro Studi S.Riccardo Pampuri, Ist. S.Giovanni di Dio, Genzano, Roma.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">GUIDOLIN L,, <em>L&#8217;animazione pastorale-liturgica in Comunit\u00e0 Terapeuti\u00ad<\/em><em>ca per psicotici in <\/em>&#8220;Vita Nostra&#8221;, 3\/1989, p. 315ss., Camilliani, V.G. Trezza 15, Verona.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">ANDREATTA D., <em>Rinascere a suon di musica <\/em>in &#8220;Vita Trentina&#8221;, 24.01.1988, p. 5, (via S.Giovanni Bosco 5, Trento).<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">RAINOLDI F. &#8211; ROSSI G.M., <em>Celebrare con i malati <\/em>in &#8220;Musica e Assem\u00adblea&#8221; 20\/1978, p. 24-32, Queriniana, Brescia.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">Rivista di Pastorale Liturgica, 1985\/6, tutto il numero, Queriniana, Brescia.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">b. <em><strong>repertori musicali<\/strong><\/em>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">Niente di meglio che riferirsi ai repertori diocesani in cui si specifica, nel Prontuario, ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 opportuno a tempi, momenti, riti liturgi\u00adci. Sta al buon senso e alla preparazione dei pastori la scelta adatta an\u00adche alle persone.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"\"><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"656\" height=\"833\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art04-esartore.jpg?resize=656%2C833&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-544\" style=\"width:279px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art04-esartore.jpg?w=656&amp;ssl=1 656w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/psallite21-art04-esartore.jpg?resize=236%2C300&amp;ssl=1 236w\" sizes=\"auto, (max-width: 656px) 100vw, 656px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"\"><strong>Padre Eugenio Sartore<\/strong> (1943\u20132019). Nasce a Cittadella (PD) da Antonio e da Erminia Scapin. Residente a Mottinello Nuovo, i camilliani se li ritrova accanto alla casa. Entra in seminario a Villa Visconta di Besana Brianza (MI) il 25 settembre 1954. Dopo il biennio delle Scuole Superiori, entra in Noviziato a Verona S.Giuliano il 25 settembre 1959, concluso con la professione dei voti temporanei il 26 settembre 1960. Conclude gli studi classici e fa quelli filosofici e teologici in quel di Mottinello di Rossano Veneto (VI), dove emette i voti perpetui il 10 gennaio 1965. Il gruppo dei chierici nel frattempo viene trasferito a Verona, per frequentare il nascente Istituto Teologico S.Zeno. Viene ordinato diacono il 29 ottobre 1967 nella chiesa di S.Leonardo da mons.Maffeo Ducoli, quindi ordinato sacerdote il 23 giugno 1968 a Mottinello da mons.Antonio Mistrorigo. \u00c8 inserito nella formazione: dal 22 luglio 1968 come Assistente dei novizi a Mottinello, e dal 1 ottobre 1970 come Vice-Maestro dei chierici teologi a Verona S.Giuliano. L\u20191 luglio 1975 inizia l\u2019esperienza di cappellano ospedaliero nell\u2019Ospedale scaligero di Borgo Trento. Il 16 giugno 1980 rientra nella formazione come Superiore della comunit\u00e0 di Mottinello di Rossano Veneto e Direttore degli aspiranti per due trienni, entrando a far parte anche della Commissione provinciale per la Formazione. Il 17 luglio 1986 torna alla pastorale sanitaria, essendo nominato Superiore per due trienni all\u2019Ospedale Borgogo Trento di Verona. Il 16 giugno 1992 nuovamente passa alla formazione come Maestro dei Professi temporanei di San Giuliano e Superiore della locale comunit\u00e0. Il 19 giugno 1995 \u00e8 nominato Consigliere provinciale per un triennio. Il 27 giungo 1998 \u00e8 Superiore a Verona S.Maria del Paradiso, casa madre della provincia religiosa del Lombardo Veneto, e lo \u00e8 per due trienni. Il 23 giugno 2004 \u00e8 nominato Superiore nella cappellania ospedaliera \u201cLuigi Sacco\u201d (Vialba) nella periferia di Milano, con l\u2019assunzione a cappellano dal 1 settembre 2004 e la nomina a responsabile della Famiglia Camilliana Laica dal 13 settembre; \u00e8 inserito come membro del Segretariato della Pastorale il 30 ottobre 2004. L\u2019avventura milanese dura solo un anno perch\u00e9 &#8211; causa l\u2019inaspettata necessit\u00e0 di un giro di trasferimenti \u2013 dal 15 settembre 2005 \u00e8 Superiore e Cappellano all\u2019Ospedale Civile di Padova, anche per il triennio successivo, confermato anche come Assistente spirituale provinciale della Famiglia Camilliana Laica e come membro del Segretariato per la Pastorale. Il 23 luglio 2010 viene trasferito alla Comunit\u00e0 di Venezia Lido, dove diventa 1\u00b0 consigliere locale (28 settembre 2010) ed Assistente della locale Famiglia Camilliana Laica di MestreVenezia, confermato nel settembre 2013. Nel frattempo dal 2012 si presentano le prime avvisaglie di un declino delle funzioni cognitive &#8211; forse dovuto ad un episodio ictale del 2008 -, aggravato da una successiva un\u2019infezione polmonare di legionella. Diagnosticata l\u2019encefalopatia vascolare, \u00e8 seguito dal Servizio di Neuropsicologia, fino a che per la difficolt\u00e0 linguistica e mnesica s\u2019impone l\u2019esonero da ogni impegno pastorale. Viene trasferito a riposo a Verona S. M. del Paradiso il 12 luglio 2015, e poi, con la chiusura della sede di Veronetta, alla casa di S. Giuliano il 6 luglio 2017, finch\u00e9 il peggioramento impone il ricovero protetto nella RSA Cerruti di Capriate S. Gervasio (BG) l\u20198 giungo 2019. Muore la sera del 30 ottobre 2019, assistito corporalmente e spiritualmente dai confratelli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni Maria Rossi Come per il precedente proponiamo l\u2019articolo pubblicato nel n. 84 del 1992 di \u201cMusica e Assemblea\u201d edito dalle Edizioni Dehoniane di Bologna a firma di Giovanni Maria Rossi che intervista e dialoga con il suo confratello camilliano Eugenio Sartore sulle problematiche inerenti le celebrazioni liturgiche con i malati.Le cose belle devono essere &#8230; <a title=\"Celebrare con\/per i malati\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/psallite.net\/rivista\/article\/celebrare-con-per-i-malati\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Celebrare con\/per i malati\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":539,"menu_order":4,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","format":"standard","meta":{"nf_dc_page":"","footnotes":""},"categories":[10],"tags":[169,155],"issuem_issue":[220],"ppma_author":[43],"class_list":["post-618","article","type-article","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-per-conoscere","tag-celebrare-con-i-malati-e-rito-delle-esequie","tag-psallite-21","issuem_issue-psallite-021"],"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/article\/618","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/article"}],"about":[{"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=618"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/article\/618\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":625,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/article\/618\/revisions\/625"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media\/539"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=618"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=618"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=618"},{"taxonomy":"issuem_issue","embeddable":true,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/issuem_issue?post=618"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=618"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}