{"id":1863,"date":"2026-08-04T13:24:11","date_gmt":"2026-08-04T11:24:11","guid":{"rendered":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/?post_type=article&#038;p=1863"},"modified":"2026-08-06T10:51:46","modified_gmt":"2026-08-06T08:51:46","slug":"ce-un-futuro-per-il-canto-gregoriano","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/article\/ce-un-futuro-per-il-canto-gregoriano\/","title":{"rendered":"C\u2019\u00e8 un futuro per il canto gregoriano?"},"content":{"rendered":"<div style=\"margin: 24px 0; padding: 18px 22px; border: 1px solid #8b6f32; border-radius: 8px; box-sizing: border-box;\"><em>Testo originale in \u201cBollettino Ceciliano\u201d 2016\/1, 5-9.<\/em><\/div>\n<p>La situazione del canto gregoriano oggi in Italia, e anche in altri Paesi, \u00e8 molto confusa. A causa di differenti motivi. Ricordo i principali:<\/p>\n<ol>\n<li>la postura barcollante del magistero pontificio ed episcopale. Si oscilla tra proposizioni verbali elogiative &#8211; rese pressoch\u00e9 inutili da ripetizioni meccaniche &#8211; e assenza di interventi concreti a favore del gregoriano. L\u2019atteggiamento di gran parte del clero \u00e8 indifferente, spesso contrario, anche in modo deciso e con rabbia iconoclasta;<\/li>\n<li>la diffusa incertezza circa la sua identit\u00e0 e la sua collocazione nella Chiesa e nella societ\u00e0. Non si pongono interrogativi oppure non si danno risposte a domande fondamentali, come: che cos\u2019\u00e8 il canto gregoriano, quale il suo valore, quale spazio pu\u00f2 o dovrebbe forse occupare;<\/li>\n<li>la confusione a livello interpretativo acuita dalla rivalit\u00e0 tra modalit\u00e0 assai diverse di cantare le melodie liturgiche. Spesso manca una formazione musicale e liturgica adeguata. Si applicano stili del tutto estranei al canto liturgico tradizionale (ad esempio, nell\u2019esecuzione del <em>climacus<\/em>); ci si arena in un vicolo cieco, quando non si presentano alla ribalta ideologie e dubbi profili caratteriali nascosti da fragili nonch\u00e9 fuorvianti posizioni teoriche.<\/li>\n<\/ol>\n<p>In questo panorama, piuttosto desolante, ci si chiede periodicamente se ci sia un futuro per il canto gregoriano. Sono fermamente convinto che ci sar\u00e0. Penso che occorra affrontare il problema in modo corretto, altrimenti non si potr\u00e0 giungere a una soluzione soddisfacente.<\/p>\n<p>Il momento presente precede sempre nel tempo, ma non genera quasi mai il futuro. Il presente si pu\u00f2 prolungare nel tempo, dare qualche segnale di apparente vitalit\u00e0 ma, nell\u2019arco di una generazione o di pochi decenni, pu\u00f2 inaridire e sfociare in uno stato di stagnazione. Certo, persistono strutture solide. Molte, tuttavia, lo sono soltanto in apparenza. In realt\u00e0 si trascinano vuote di contenuti e sono sorrette solo dalla rigidit\u00e0 di una disciplina esteriore e dalla forza d\u2019inerzia dell\u2019abitudine. In questa fase \u00e8 forte il rischio che si moltiplichino inutili iniziative autoreferenziali.<\/p>\n<p>A ottant\u2019anni da quando ho iniziato a occuparmi di canto liturgico cantando in parrocchia l\u2019ufficio e la messa da morto, le condizioni sono migliorate assai sotto vari aspetti. Si pensi alle innumerevoli edizioni di musica in pubblicazioni cartacee e ora in gran parte accessibili in rete, alla possibilit\u00e0 di leggere e ingrandire antichi manoscritti in splendide fotografie digitali, alla gioia di ascoltare innumerevoli esecuzioni attraverso radio, CD, DVD, YouTube e altri mezzi di comunicazione. Sono tante le occasioni che permettono di conoscere repertori ignoti, di confrontarsi con differenti e anche provocanti interpretazioni. \u00c8 un arricchimento inimmaginabile a met\u00e0 del secolo scorso. Tutto ci\u00f2 &#8211; nonostante il numero infinito di duplicazioni &#8211; non ha la forza di superare o sfondare la barriera di un certo immobilismo di fondo. Il ponte verso il futuro, nonostante tante promesse e premesse affascinanti, sembra sospeso sul vuoto, come tante strade incompiute in Italia.<\/p>\n<p>Il futuro, in realt\u00e0, \u00e8 generato dal passato rivissuto nel presente. Affinch\u00e9 il presente si apra al futuro \u00e8 necessario, infatti, che si ritorni alle origini, alla forza propulsiva creatrice e fantasiosa, all\u2019entusiasmo umile capace di impegnarsi nella preghiera e nello studio, pronto ad affrontare il quotidiano e reggere il confronto con i propri fallimenti e altri ostacoli esterni. Si pensi a una realt\u00e0 nota a tutti. Per evitare che le case religiose si riducano a pensionati per tristi brontosauri e zitelle inacidite, \u00e8 necessario ritornare alle sorgenti, a vivere l\u2019impulso originario dei fondatori. Chiunque essi siano, Benedetto o Francesco o Teresa d\u2019Avila. Cos\u00ec anche nell\u2019ambito del canto gregoriano \u00e8 urgente fare un\u2019analoga operazione di <em>ressourcement<\/em>, direbbero i francesi.<\/p>\n<p>Il futuro si crea andando alle sorgenti, non con un movimento retrospettivo, all\u2019indietro, di stampo archeologico e narcisistico. Ci\u00f2 che conta \u00e8 uno slancio in avanti, attingendo alla fonte originaria forza e suggestioni di rinnovamento, dinamiche innovatrici.<\/p>\n<p>Questa, ora delineata a grandi tratti, \u00e8 per\u00f2 soltanto una tappa. Si raggiungono le origini nel passato e si rileggono con gli occhi del presente per scoprire le vie del futuro. Quello che siamo soliti chiamare \u201ccanto gregoriano, canto romano-franco, canto liturgico tradizionale\u201d, &#8211; sempre \u2018<em>canto<\/em>\u2019 diciamo per convenzione e abitudine &#8211; in realt\u00e0 canto non \u00e8.<\/p>\n<p>Il gregoriano nella sua radice profonda \u00e8 la Parola di D-i-o alla quale il cantore ha spalancato le porte del cuore. \u00c8 la Parola che egli profeticamente annuncia alla Chiesa. \u00c8, inoltre, la stessa Parola che il cantore innalza a D-i-o quale preghiera della Chiesa. Il canto aderisce alla parola con cui la Chiesa proclama i <em>mirabilia Dei<\/em> e invita i credenti a condividere la sua preghiera di lode e di supplica. \u00c8 quanto accade, ad esempio, in tanti responsori e canti delle Ore. In altre parole, nell\u2019universo del canto gregoriano si realizza il duplice movimento che contrassegna la liturgia cristiana: discesa e ascesa, santificazione della creatura e glorificazione di Di-o.<\/p>\n<p>Se non si parte da questa realt\u00e0 accolta, conquistata e vissuta ogni giorno, \u00e8 inutile pensare al futuro del canto gregoriano. Usciranno nuovi articoli e libri che scandaglieranno fatti storici, tecnici, estetici, paleografici&#8230; senza futuro, finendo per impantanarsi in discussioni inutili, in risultati deludenti. Si faranno anche tanti \u2018concerti\u2019 davanti a platee affollate. Qui precipitiamo in una situazione che oscilla tra il ridicolo e il tragico. Pretendiamo di proporre una musica di oltre 1000 anni fa, senza neppure sapere come si cantasse allora. \u00c8 un giardino grottesco abitato da tante pietre inanimate tenute in equilibrio da numerose congetture spacciate per dati incontrovertibili. D\u2019altra parte, in prospettiva storica, \u00e8 bene ricordare che la situazione del canto gregoriano \u00e8 simile a quella di una zattera di ipotesi sballottata dai marosi di un oceano tempestoso d\u2019ignoranza.<\/p>\n<p>Dopo queste affermazioni sembrerebbe che tutto sia perduto e inutile. Al contrario. \u00c8 ora di destarsi dal torpore spirituale e culturale, e cercare di raggiungere le fonti dell\u2019acqua viva che alimenta il canto, nutre i cantori, rinnova la Chiesa. L\u2019acqua viva \u00e8 la Parola di D-i-o. Di fronte ad essa \u00e8 d\u2019obbligo assumere l\u2019atteggiamento di curiosit\u00e0 \/ amore \/ attaccamento, che hanno i piccini nei confronti della voce della mamma e del babbo. \u201c<em>Lectiones sanctas libenter audire<\/em>\u201d ricorda san Benedetto.<\/p>\n<p>Non \u00e8 questione di imporsi una rigorosa ed estenuante disciplina, di affrontare un lavoro impervio. Nessuno ci obbliga a leggere la Bibbia in ebraico, anche se non sarebbe male condividere almeno questo desiderio con Teresa di Lisieux. Ci chiamiamo e siamo figli di D-i-o. La nostra gioia nasce dall\u2019ascolto della sua voce, del timbro sonoro che ci raggiunge attraverso la mediazione del canto. Si tratta pur sempre di un cammino che ha una dimensione didattica ed esige una serie di impegni: trovare il tempo per leggere la Bibbia; avere la forza di spazzare via i pensieri, anche quelli buoni e positivi, che intasano mente e cuore; disporre di uno spazio di silenzio dove far risuonare la Parola con tutte le sfumature che essa pu\u00f2 suscitare.<\/p>\n<p>Un\u2019indicazione pratica. Se non siamo abituati a fare della Bibbia il nostro libro di preghiera, imitiamo le sorelle e i fratelli che in Germania ogni giorno dell\u2019anno ruminano una \u2018<em>Losung\u2019<\/em>, una <em>parola d\u2019ordine<\/em> che apre e dilata il cammino quotidiano. Oltralpe \u00e8 diffuso un libretto con una frase biblica per ogni giorno dell\u2019anno in corso. Nei Paesi latini potremmo utilizzare facilmente come parola d\u2019ordine il ritornello del salmo responsoriale oppure il verso dell\u2019alleluia o il testo di un antifona (introito e comunione).<\/p>\n<p>Un\u2019altra via per entrare in sintonia con la Parola di D-i-o \u00e8 quella di leggere tutta la Bibbia di seguito, un capitolo ogni sera, da <em>Genesi<\/em> ad <em>Apocalisse<\/em>, fermandosi a ruminare il testo lungo tutta la giornata. Oppure per un certo periodo ci si potrebbe concentrare su un versetto oppure un gruppo di versi o strofe di salmo. Sempre attenti a \u201crecitare\u201d un salmo con semplicit\u00e0, nel cercare se stesso dentro ogni singolo salmo.<\/p>\n<p>Quando raggiungeremo un minimo di familiarit\u00e0 con la Parola e avvertiremo la necessit\u00e0 di ruminarla quotidianamente, allora sentiremo anche il bisogno di rivestire la Parola con il suo manto regale: una melodia che permette alla voce di D-i-o di essere pi\u00f9 penetrante, inconfondibile. Una melodia che scopre con delicatezza i tesori della Parola e ce li porge con trepidazione. Cos\u00ec li possiamo gustare, li lasciamo scendere nel profondo di noi stessi affinch\u00e9 dall\u2019intimo plasmino e forse modifichino radicalmente la nostra vita.<\/p>\n<p>La Parola ci rende allora profeti. Nel canto possiamo annunciare la speranza nel futuro che D-i-o solo pu\u00f2 aprire e costruire. Per il bene di ciascuno e di tutti, nella Chiesa e nella societ\u00e0 civile. Il canto gregoriano avr\u00e0 un futuro a condizione che si faccia una precisa esperienza esistenziale. Mi permetto di raccontare un episodio di circa 40 anni or sono. Poi tireremo le conseguenze per il ricupero del gregoriano.<\/p>\n<p>Alla fine di un lontano luglio, a Genova ho preso un treno per Roma. Il viaggio sarebbe durato circa sei ore. In uno scompartimento gremito, di fronte a me era seduta una giovane donna. Teneva sulle ginocchia un bimbo che stava dormendo, Nonostante i finestrini e la porta spalancati, si stava male. Tutti sudavamo ed eravamo oppressi dal caldo. Tutti, tranne il bimbo. Era sereno sotto il movimento regolare di un ventaglio che la mamma muoveva con delicatezza da destra a sinistra, da sinistra a destra, per tutta la durata del viaggio.<\/p>\n<p>Il piccino tre volte scosse le braccine e cerc\u00f2 di aprire gli occhi mentre la mamma premurosa con una mano cercava di fare ombra, affinch\u00e9 la luce non abbagliasse il figlioletto. Dopo qualche tentativo, ecco che apr\u00ec un occhio, poi entrambi. Occhi che affrontarono la luce abbagliante, riuscirono a illuminarsi sempre pi\u00f9 in un sorriso che si rifletteva in un altro sorriso, quello che trasfigurava il volto materno. Mamma e figlio passarono cos\u00ec alcuni secondi. Sembrava un frammento d\u2019eternit\u00e0. Poi il piccolo sbadigli\u00f2, si stiracchi\u00f2 e riprese a dormire.<\/p>\n<p>Il giorno seguente a Roma andai in un ufficio pubblico per una pratica. Ero in coda in una lunga fila. Quando cominciai a essere vicino allo sportello, fui in grado di sentire le parole dell\u2019impiegato. Prima di consegnare un documento verificava di essere di fronte alla persona giusta. Nome, cognome, altezza, colore degli occhi e tanti altri particolari che permettevano di identificare ogni persona. Tutte notizie esatte, fino nei minimi particolari.<\/p>\n<p>Mentre lasciavo l\u2019ufficio con le mie carte, accanto all\u2019impiegato rividi la scena del giorno precedente. Il piccino, che cosa sapeva di sua mamma? Nulla, e tutto. L\u2019impiegato che cosa sapeva di noi, di me? Tutto, e nulla.<\/p>\n<p>Il bimbo non sapeva ancora parlare, chiss\u00e0 che cosa era in grado di comprendere delle parole che ronzavano nelle sue orecchie. Certamente non conosceva il nome della mamma, ma era in grado di cogliere l\u2019essenziale. Conosceva il cuore di sua mamma come nessun libro di medicina o diritto privato o diritto canonico \u00e8 in grado di delineare.<\/p>\n<p>Distanza abissale tra le due conoscenze. Nozioni esatte che non sfiorano la natura reale della persona. Solo l\u2019amore ha accesso al mistero di D-i-o e dell\u2019uomo. Certo, l\u2019ideale sarebbe avere la gioiosa conoscenza di un bimbo e confermarla con una conoscenza tecnica razionale. Ma quest\u2019ultima, da sola, rischia in realt\u00e0 di essere vuota, nonostante la lunga serie di dati personali che si accumulano all\u2019anagrafe.<\/p>\n<p>La conoscenza tecnica si pu\u00f2 ridurre a una comprensione sterile anche quando si concentra sul canto gregoriano e raggiunge alcuni dati storici, strutturali, estetici, senza essere in grado di aprirsi a una comprensione che si pone su una diversa lunghezza d\u2019onda<\/p>\n<p>Quella della fede che si alimenta e vive nella preghiera.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il futuro del canto gregoriano. Questo \u00e8 il futuro dei cantori che accolgono il dono della profezia e &#8211; nella potenza dello Spirito &#8211; trasformano la propria vita in preghiera.<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo originale in \u201cBollettino Ceciliano\u201d 2016\/1, 5-9. La situazione del canto gregoriano oggi in Italia, e anche in altri Paesi, \u00e8 molto confusa. A causa di differenti motivi. Ricordo i principali: la postura barcollante del magistero pontificio ed episcopale. Si oscilla tra proposizioni verbali elogiative &#8211; rese pressoch\u00e9 inutili da ripetizioni meccaniche &#8211; e assenza &#8230; <a title=\"C\u2019\u00e8 un futuro per il canto gregoriano?\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/psallite.net\/rivista\/article\/ce-un-futuro-per-il-canto-gregoriano\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su C\u2019\u00e8 un futuro per il canto gregoriano?\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1810,"menu_order":8,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","format":"standard","meta":{"nf_dc_page":"","footnotes":""},"categories":[257],"tags":[266,265],"issuem_issue":[228],"ppma_author":[245],"class_list":["post-1863","article","type-article","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-gregoriano","tag-musica-per-i-riti-di-ordinazione","tag-psallite-29","issuem_issue-psallite-029"],"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/article\/1863","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/article"}],"about":[{"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1863"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/article\/1863\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1929,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/article\/1863\/revisions\/1929"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1810"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1863"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1863"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1863"},{"taxonomy":"issuem_issue","embeddable":true,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/issuem_issue?post=1863"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=1863"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}