{"id":181,"date":"2024-01-31T17:23:04","date_gmt":"2024-01-31T17:23:04","guid":{"rendered":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/?p=181"},"modified":"2026-04-01T10:07:38","modified_gmt":"2026-04-01T08:07:38","slug":"gli-strumenti-musicali-nella-liturgia-il-ruolo-del-violoncello-nella-pratica-e-cultura-partenopea","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/article\/gli-strumenti-musicali-nella-liturgia-il-ruolo-del-violoncello-nella-pratica-e-cultura-partenopea\/","title":{"rendered":"Gli strumenti musicali nella Liturgia: il ruolo del violoncello nella pratica e cultura partenopea"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"\"><em>Matteo Malagoli<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"\">Parlare di violoncello nell\u2019attuale pratica liturgica \u00e8, indubbiamente, un lusso che ben pochi o quasi nessuno si pu\u00f2 permettere. Oggi quale ruolo avrebbe questo strumento a fianco di un coro liturgico quando lo stesso \u00e8, magari, ben sostenuto dall\u2019organo a canne?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Per rispondere, anche solo in parte, al quesito posto sopra occorre soffermarci innanzitutto sul ruolo che ha avuto il violoncello nel Meridione Italiano nel corso dei secoli, un autentico protagonista a fianco delle voci. Qualche cenno storico-analitico di come questo strumento abbia preso piede in modo cos\u00ec considerevole ci aiuta ad analizzare la letteratura esistente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Nella Napoli barocca la musica rivestiva un ruolo di prim\u2019ordine, sia a livello culturale che sociale. Le centinaia di chiese e confraternite che davano lavoro a musicisti, cantanti e costruttori di strumenti erano in competizione fra loro al fine di potersi fregiare, almeno alcune volte all\u2019anno, della presenza delle eccellenze cittadine, sia come compositori che come interpreti. In questo frangente nascono delle vere e proprie pietre miliari della storia della musica come, ad es., lo <em>Stabat Mater<\/em> di Giovan Battista Pergolesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Tra la fine del XVII e gli inizi del XVIII secolo le principali Cappelle Musicali cittadine (Cappella Reale e Tesoro di San Gennaro) dispongono una sorta di \u201cmodernizzazione\u201d degli strumenti; nella Cappella del Tesoro di San Gennaro alcuni strumenti in auge fino ad allora, arpa barocca, cornetto e viola da gamba sono sostituiti da altri pi\u00f9 perfezionati; la viola da gamba, arrivata a Napoli nel corso del XVI secolo per opera dello spagnolo Diego Ortiz, sar\u00e0 praticata fino al 1717 da Rocco Greco, ultimo violista delle due maggiori Cappelle Musicali citate sopra. Negli ultimi anni di vita vide affiancarsi un violoncello in organico, strumento che, potendo esprimersi in modo diverso, prese il sopravvento tanto da decretare la fine dell\u2019antico strumento tastato. Parallelamente, arrivando a Napoli il violinista romano Giovanni Carlo Cail\u00f2 (1659ca-1722), viene impiantata una moderna scuola di violoncello che, in breve, dar\u00e0 eccellenti risultati riscontrabili in Francesco Paolo Supriani (1678-1753) e Francesco Alborea chiamato Francischiello (1691-1739).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"427\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/art10b.jpg?resize=640%2C427&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-64\" style=\"width:440px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/art10b.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/art10b.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"\">Musicisti della Cappella del Tesoro di San Gennaro come Rocco Greco (1650ca-1717) ed il violinista Gaetano Francone (1650ca-1717) sono chiamati a scrivere pagine per il nuovo strumento; nasce cos\u00ec una prima letteratura unica nel suo genere ma esemplificativa dell\u2019interesse che il violoncello aveva suscitato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Rocco Greco si cimenta in una raccolta oltremodo unica nella storia della musica: redige ben undici virtuosistiche diminuzioni sul basso continuo di Mottetti vocali su testo di Antifone dei II Vespri. L\u2019autore dei Mottetti, precedenti al lavoro del Greco, \u00e8 identificabile in Erasmo Di Bartolo, illustre musicista napoletano dell\u2019ordine dei Filippini chiamato \u201cPadre Raimo\u201d (1606-1656) attivo nell\u2019Istituto dei \u201cGirolamini\u201d, ubicato tra la Cattedrale ed il Conservatorio dei Poveri di Ges\u00f9 Cristo su via dei Tribunali (di fronte alla facciata della chiesa dei Filippini) dove il Greco insegnava e gli allievi prestavano servizio presso l\u2019istituto stesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">A noi \u00e8 pervenuta solo una copia della parte di violoncello e basso continuo datata 1699 ed inserita in un elegante volume contenente la prima letteratura per violoncello a Napoli depositato nell\u2019Archivio dell\u2019Abbazia di Montecassino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">La pratica della diminuzione strumentale ebbe breve durata; il Trattato didattico di Francesco Supriani applica la diminuzione al violoncello che, insieme alle 11 diminuzioni su basso di Mottetto del Greco, rappresenta l\u2019unica testimonianza per violoncello di questa antica pratica particolarmente cara alla viola da gamba.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Di tutt\u2019altro orientamento \u00e8 il violinista Gaetano Francone il quale dedica al violoncello Dieci brevi pezzi di carattere profano chiamati <em>Passagagli<\/em> ovvero dieci piccole passacaglie o ciaccone in stile vagamente iberico che offrono un virtuosismo tecnico di vaga derivazione violinistica. Strutturati armonicamente in modo uniforme, propongono uno stile accattivante e sempre diverso anche se fondati tutti sul medesimo basso continuo in diverse tonalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">La maggior parte dei brani di Greco e Francone sono eseguibili con un violoncello a 4 corde ma tre diminuzioni ed un <em>Passagaglio<\/em> necessitano di una quinta corda grave, dimostrazione del difficile passaggio dalla viola da gamba al violoncello che stava avvenendo a Napoli in quegli anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Violoncello e viola da gamba compaiono ancora insieme in alcune composizioni liturgiche di Gaetano Veneziano (1656-1716), il Salmo 110 <em>Confitebor tibi Domine<\/em> e alcune Lezioni per la Settimana Santa dove la viola da gamba \u00e8 \u201crelegata\u201d al basso continuo mentre il violoncello (due, nel Salmo) \u00e8 uno strumento concertante.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"427\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/art10b.jpg?resize=640%2C427&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-64\" style=\"width:491px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/art10b.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/art10b.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"\">Uno dei compositori che ha dato maggior spazio al violoncello \u00e8 stato indubbiamente Nicola Antonio Zingarelli (1752-1837) il quale ha favorito in modo protagonistico lo strumento in oltre dieci composizioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Anche se positivamente affascinante, citare ogni autore e le sue opere diventerebbe pedissequo per l\u2019elevato numero. Possiamo solo riassumere che da qui in poi il violoncello diventa un autentico protagonista della liturgia partenopea avendo ricevuto il favore da innumerevoli compositori, per lo pi\u00f9 dimenticati, i quali fino a tutto il XIX secolo hanno incrementato la letteratura sacra di questo strumento con pagine di ragguardevole importanza, sia a livello estetico che tecnico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Dal Secondo Dopoguerra in poi la riscoperta della musica barocca napoletana ci ha offerto il violoncello esclusivamente nella letteratura profana (Sonate e Concerti) escludendo a priori la pratica liturgica delle Cappelle Musicali e dei suoi musicisti, dimenticata a far tempo dal <em>Motu Proprio<\/em> del 1903 il quale, riformando la Musica Sacra in modo radicale, escludeva il prosieguo di una pratica strumentale di ampio raggio, magari trascinata anch\u2019essa verso stili musicali non troppo afferenti al culto ma fornitrice di una considerevole letteratura vocale strumentale degna della pi\u00f9 ampia rivalutazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">A fronte di quanto esposto sopra \u00e8 utile ora poter capire se vi sia ancora spazio per il suono del violoncello all\u2019interno della moderna liturgia, suono che ha letteralmente ammaliato i compositori di due secoli a partire dalla Scuola Napoletana; anche il resto della Penisola ha avuto diversi musicisti dediti a questa esperienza anche se pi\u00f9 sporadicamente che nel Meridione. La letteratura esistente \u00e8 al 99% in lingua latina ma un interessante 1% propone testi in italiano per cui adatti anche oggigiorno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Il timbro suadente, talvolta malinconico di questo strumento, ben si presta a sottolineare momenti di riflessione particolarmente nel Tempo di Quaresima come fu, del resto, anche in passato. In diverse occasioni liturgiche ho avuto modo di proporre lo strumento in vari modi: sostegno di un coro polifonico senza organo (in Quaresima); proposta di letteratura originale di ambientazione ecclesiastica con organo o solo violoncello; trio violino-violoncello-organo in riti nuziali, esequiali o per il Sacramento della Confermazione; proposte originali in paraliturgie o meditazioni comunitarie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Particolarmente affascinanti e vissute sono state le grandi occasioni organizzate dall\u2019Ufficio Liturgico Nazionale della CEI ad Assisi e Verona in occasione di un Congresso Eucaristico e di Assemblee Episcopali dove il timbro del violoncello ha potuto manifestare la sua duttile ricchezza al servizio della preghiera autentica.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"427\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/art10d.jpg?resize=640%2C427&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-66\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/art10d.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/art10d.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<div data-wp-interactive=\"core\/file\" class=\"wp-block-file\"><object data-wp-bind--hidden=\"!state.hasPdfPreview\" hidden class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/psallite22-10-strumenti-musicali-nella-liturgia-malagoli.pdf\" type=\"application\/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"Incorporamento di psallite22-10-strumenti-musicali-nella-liturgia-malagoli.\"><\/object><a id=\"wp-block-file--media-aa024cdf-b043-4738-b775-6ff2a7962e1d\" href=\"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/psallite22-10-strumenti-musicali-nella-liturgia-malagoli.pdf\">psallite22-10-strumenti-musicali-nella-liturgia-malagoli<\/a><a href=\"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/psallite22-10-strumenti-musicali-nella-liturgia-malagoli.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-aa024cdf-b043-4738-b775-6ff2a7962e1d\">Download<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Matteo Malagoli Parlare di violoncello nell\u2019attuale pratica liturgica \u00e8, indubbiamente, un lusso che ben pochi o quasi nessuno si pu\u00f2 permettere. 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