{"id":153,"date":"2024-01-31T08:05:02","date_gmt":"2024-01-31T08:05:02","guid":{"rendered":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/?p=153"},"modified":"2026-04-01T10:03:29","modified_gmt":"2026-04-01T08:03:29","slug":"canto-o-labirinto","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/article\/canto-o-labirinto\/","title":{"rendered":"Canto o labirinto?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"\"><em><strong>Riflessioni sul canto nella liturgia<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em>Gino Stefani<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"\"><em>Proponiamo un articolo di Gino Stefani pubblicato a puntate nel 1984 nei numeri 50, 51, 52, 53 di \u201cMusica e Assemblea\u201d all\u2019epoca edito dall\u2019Editrice Queriniana di Brescia. Non solo una riflessione, anche provocazione sulla voce e il canto, nella liturgia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"\">Cantare: tra il dire e il fare. Provate un po\u2019 a pensare in quanti modi lo si dice.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Canto perch\u00e9 ho l\u2019anima in pena (\u00ab<em>canta che ti passa<\/em>\u00bb); perch\u00e9 ho la rabbia in corpo (\u00ab<em>I can\u2019t get no satisfaction<\/em>\u00bb, Rolling Stones); perch\u00e9 amo (\u00ab<em>Amore, amor&#8230;<\/em>\u00bb).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Cantare per stare svegli; per farsi compagnia, e magari anche coraggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">\u00ab<em>Ogni uccello e ogni stagione hanno la loro canzone<\/em>\u00bb (proverbio olandese).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Dirlo in musica, resta pi\u00f9 impresso; dirlo in musica, \u00e8 meno impegnativo. \u00ab<em>Chi bene canta, prega due volte<\/em>\u00bb (antico detto ecclesiastico); \u00ab<em>Sono solo canzonette<\/em>\u00bb (E. Bennato). Inni rivoluzionari, lotta cantata; \u00ab<em>Non ho mai detto che a canzoni \/ si fan rivoluzioni<\/em>\u00bb (Guccini).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Canto, canzone, canzonare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Canto, incanto, incantamento, incantesimo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">\u00ab<em>Canto \/ quel motivetto che mi piace tanto<\/em>\u00bb. \u00ab<em>Tasto pe\u2019 ccant\u00e0<\/em>\u00bb. Eccetera. Continuate voi la raccolta. Intanto facciamo il punto: cantare \u00e8 un dire, che \u00e8 un fare. Ma anche un non fare. Ed \u00e8 un fare, che \u00e8 un dire. Ma anche un non dire. Giochi di parole? Niente affatto: \u00e8 l\u2019ambiguit\u00e0 del cantare, la polivalenza dei canti, il labirinto della canzone. Mettiamolo in schema:<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"443\" height=\"197\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/art06bb-1.png?resize=443%2C197&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-154\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/art06bb-1.png?w=443&amp;ssl=1 443w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/art06bb-1.png?resize=300%2C133&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 443px) 100vw, 443px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"\">Provate a trovare un esempio concreto per ogni percorso: una canzone, un canto liturgico, un cantautore, una situazione politica, ecc.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">E, per immaginare cosa succede quando si sbaglia percorso, eccovi una storia vera, dell\u2019epoca degli alberi degli zoccoli. In un paese mediterraneo, di cui non ricordo il nome, una ragazza accus\u00f2 davanti al giudice un giovanotto di averla corteggiata, pubblicamente impegnata e poi abbandonata e, quindi, disonorata; al che lui, per tutta difesa: \u00ab<em>Io?! Canz\u00f2ne, fu!<\/em>\u00bb. L\u2019atto incriminato era, infatti, una serenata: corteggiar cantando.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">E nelle nostre serenate al buon Dio, chi pu\u00f2 dire che cosa succede, precisamente?<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"400\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/art06c.jpg?resize=600%2C400&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/art06c.jpg?w=600&amp;ssl=1 600w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/art06c.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"\"><strong>Le combinazioni segrete<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Che cosa <em>fa<\/em> realmente uno che canta nella liturgia? Proviamo a indagare sui meccanismi segreti di quel labirinto che \u00e8 il canto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Il canto \u00e8 l\u2019incontro, o la sintesi, di tre dimensioni: la <em>voce<\/em>, la <em>parola<\/em>, la <em>musica<\/em>. Ora, ognuna di queste componenti ha una sua autonomia di strutture, di funzionamenti, di progetti. La <em>voce<\/em> \u00e8 qualcosa di molto personale, l\u2019immagine sonora di una persona; la <em>parola<\/em> \u00e8 soprattutto un mezzo per comunicare con gli altri; la <em>musica<\/em> poi \u00e8 tante cose: gioco, espressione, costruzione di oggetti sonori, rappresentazione, ecc.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Messe insieme, queste tre dimensioni un po\u2019 si rinforzano, un po\u2019 si neutralizzano, sempre si trasformano a vicenda; e il risultato non \u00e8 mai una somma e neanche un prodotto aritmetico, controllabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Prendiamo un esempio: il canto. \u00abIo non sono degno&#8230;\u00bb Chi \u00e8 questo \u00abio?\u00bb Se leggo le parole sul libretto, \u00e8 il <em>soggetto logico<\/em> della frase; eventualmente \u00e8 l\u2019<em>autore<\/em> del testo (ma non si pu\u00f2 dimostrarlo); se me ne approprio con fede, sono <em>io<\/em> che leggo. Nella messa, l\u2019\u00abio\u00bb \u00e8 il soggetto liturgico, il \u00ab<em>fedele<\/em>\u00bb che io rappresento e sono; l\u2019atto, \u00e8 una confessione. Se poi quelle parole le canto, quell\u2019\u00abio\u00bb si moltiplica e si frantuma come in un caleidoscopio, dove i soggetti precedenti (logico, storico, simbolico-rituale) danzano con l\u2019<em>io lirico<\/em> della poesia, con l\u2019<em>homo ludens<\/em> della musica&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Questi soggetti, queste identit\u00e0 possono s\u00ec, teoricamente, disporsi su una stessa traiettoria, che va da un nucleo potenziale a una realizzazione concreta; ma la pratica \u00e8 molto pi\u00f9 complessa e assai meno lineare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Se le parole di quel canto contengono un significato di confessione e di offerta, la poesia <em>le trasforma<\/em> con i suoi giochi di suono e di ritmo, e il senso e l\u2019atto cambiano. E <em>cambiano<\/em> poi ancora per la musica, con quelle curiose deformazioni che essa impone alla recitazione del testo (\u00ab \u2026maaasetulovuooiiii&#8230;\u00bb) e quel costante e sommesso incitamento alla danza, a un quasi languido valzer lento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Quanti percorsi possibili, e spesso inconsci, nel canto anche pi\u00f9 semplice e sincero! Quanta <em>ricchezza<\/em> di senso, ma anche quanta <em>ambiguit\u00e0<\/em>! Ora, nella celebrazione, questa ambiguit\u00e0 si riduce da s\u00e9, o bisogna ridurla, e quanto, e come?<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"386\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/art06d.jpg?resize=600%2C386&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-46\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/art06d.jpg?w=600&amp;ssl=1 600w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/art06d.jpg?resize=300%2C193&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/art06d.jpg?resize=321%2C206&amp;ssl=1 321w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"\"><strong>La soluzione convergente<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em>Qual \u00e8 il canto migliore?<\/em> Quello che realizza meglio la sintesi voce-parola-musica. Fabbricare buoni testi o musiche, e cantare bene, non \u00e8 tanto difficile; basta il mestiere. Una bella canzone invece \u00e8 un caso o un\u2019invenzione felice. Perch\u00e9 questo? Perch\u00e9, come abbiamo visto, la combinatoria delle tre dimensioni (voce-parola-musica) \u00e8 talmente complessa che non si domina razionalmente, analiticamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Un canto liturgico ben riuscito \u00e8 quello in cui voce, parola, musica convergono a \u2018dire\u2019 le stesse cose, a \u2018fare\u2019 gli stessi atti (proclamare, o meditare, o inneggiare, e cos\u00ec via), con uno stile coerente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Di questa convergenza i primi responsabili possono essere gli autori del testo e della musica. Ma molto pu\u00f2 essere fatto anche dagli <em>esecutori\/arrangiatori<\/em>, nel realizzare il \u201c<em>sound<\/em>\u201d vocale-strumentale adatto al pezzo e alla circostanza. Per questo sono utili le indicazioni tecniche che si trovano nelle presentazioni dei canti in MeA [ndr: \u201cMusica e Assemblea\u201d, il periodico da cui \u00e8 tratto l\u2019articolo di Gino Stefani]; utili, se non altro, come stimoli ad approfondire i <em>rapporti<\/em> parola-musica di un dato canto. E tanto meglio, se ci si abitua a questa analisi anche con le canzoni, il rock, la lirica classica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Ma anche gli animatori o guide dell\u2019assemblea hanno un ruolo importante nel realizzare la <em>sintesi<\/em> felice del canto, scegliendo qui e l\u00e0 nel testo, nella musica, nel <em>sound<\/em>, degli elementi che si sintonizzano bene tra loro e con la situazione del rito e dell\u2019assemblea, e attivando su questa sintesi l\u2019attenzione dei fedeli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Questo modo di gestire l\u2019ambiguit\u00e0 del canto, orientando tutto (si fa per dire) il suo potenziale di senso nella direzione voluta, \u00e8 certamente <em>ideale<\/em>, e a questo ideale si dovrebbe tendere. In pratica non \u00e8 sempre possibile, anzi <em>di solito<\/em> non lo \u00e8. Di solito prevalgono le soluzioni unilaterali, che dovremmo quindi assumere <em>consapevolmente<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><strong>Canto a una dimensione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Sarebbe inutile lottare per conquistare posizioni avanzate, se poi non ci si d\u00e0 da fare per mantenerle. Quest\u2019ultimo punto \u00e8 quindi dedicato alla difesa del canto come esperienza densa, <em>a molte<\/em> dimensioni, reagendo alle tentazioni di appiattimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Nella liturgia ci sono, indubbiamente, situazioni in cui il progetto rituale richiede che nel canto prevalga una certa dimensione. Per esempio, nella proclamazione (letture, salmo responsoriale della messa) la <em>parola<\/em> deve essere in primo piano; nell\u2019acclamazione (Alleluia, Amen) \u00e8 la <em>voce<\/em> a farsi avanti; in un canto processionale pu\u00f2 essere soprattutto la struttura musicale (ad esempio il ritmo) quella che sostiene il movimento e quindi attira l\u2019attenzione. Musicisti, cantori e animatori dovrebbero essere consapevoli di queste <em>funzioni speciali<\/em> del canto, sia per non diluirle nel generico, sia per non perdere del tutto il senso e il gusto del canto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Ma nelle nostre celebrazioni ci sono anche, e spesso, <em>situazioni devianti<\/em>, in cui la prevalenza di una componente del canto \u00e8 ingiustificata e negativa. Quanto alla <em>voce<\/em>, pu\u00f2 essere uno stile troppo personale di qualche solista, o la partecipazione troppo emergente di qualche corista; le assemblee, invece, sembrano poco dedite ai&#8230; piaceri orali. Quanto alla <em>musica<\/em>, non sono rari i pezzi in cui la tecnica, lo stile, la forma o il genere sono tanto caratterizzati e marcati (anche senza arrivare allo <em>hard rock<\/em> o al valzer viennese) da monopolizzare l\u2019attenzione e cos\u00ec far passare senz\u2019altro in secondo piano tutto il resto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Lo stesso si pu\u00f2 dire, ovviamente, degli arrangiamenti e del modo di esecuzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Ma \u00e8 soprattutto la <em>parola<\/em> quella che prevarica nel nostro canto liturgico. Gi\u00e0 il verbocentrismo \u00e8 una devianza di antica data nella liturgia latina, e la riforma degli anni \u20186o non ha fatto che accentuarla. Sembra impossibile che si accettino tranquillamente situazioni culturalmente (oltre che ritualmente) strambe come \u2018recitare\u2019 un \u2018canto\u2019 di entrata o di comunione; che sarebbe come leggere in pubblico il testo dell\u2019inno di Mameli (\u00ab<em>Fratelli d\u2019Italia&#8230;<\/em>\u00bb) o di una canzone di Bennato, invece di cantarlo o ascoltarlo cantato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Ma lo stesso verbocentrismo si manifesta anche nell\u2019abitudine corrente di presentare e introdurre i canti parlando <em>sempre solo dei testi<\/em>. Certo, parlare della <em>voce<\/em> e della <em>musica<\/em> a un\u2019assemblea \u00e8 pi\u00f9 difficile; ed \u00e8 anche vero che molte volte bisogna che il testo faccia dimenticare una certa musica. Ma <em>l\u2019idea che il canto, ossia il rito, stia nel testo, \u00e8 un errore<\/em> fin troppo frequente nelle nostre chiese. Bisogna quindi reagire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">L\u2019eccesso di parola \u00e8 un difetto dei pastori (oltre che della nostra cultura \u2018umanistica\u2019 tradizionale); gli eccessi di <em>voce<\/em> e di <em>musica<\/em> lo sono dei musicisti e dei cantori. Esercizi ed esibizione, magari inconsapevole, di potere. Il canto della, e nella, assemblea ne risente. La competenza nel canto liturgico \u00e8 una specie di <em>saggezza<\/em>. Non bastano singole tecniche, sia pure sommate; occorre un progetto globale e un comportamento coerente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><em>Una sintesi musica-liturgia-cultura<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<div data-wp-interactive=\"core\/file\" class=\"wp-block-file\"><object data-wp-bind--hidden=\"!state.hasPdfPreview\" hidden class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/psallite22-06-canto-o-labirinto-stefani.pdf\" type=\"application\/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"Incorporamento di psallite22-06-canto-o-labirinto-stefani.\"><\/object><a id=\"wp-block-file--media-21dc02a8-e5d1-4d2c-8cb8-8478bde4aea0\" href=\"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/psallite22-06-canto-o-labirinto-stefani.pdf\">psallite22-06-canto-o-labirinto-stefani<\/a><a href=\"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/psallite22-06-canto-o-labirinto-stefani.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-21dc02a8-e5d1-4d2c-8cb8-8478bde4aea0\">Download<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riflessioni sul canto nella liturgia Gino Stefani Proponiamo un articolo di Gino Stefani pubblicato a puntate nel 1984 nei numeri 50, 51, 52, 53 di \u201cMusica e Assemblea\u201d all\u2019epoca edito dall\u2019Editrice Queriniana di Brescia. 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