{"id":124,"date":"2024-01-31T07:10:27","date_gmt":"2024-01-31T07:10:27","guid":{"rendered":"https:\/\/okq.xnh.mybluehost.me\/rivista\/?p=124"},"modified":"2026-04-01T10:02:15","modified_gmt":"2026-04-01T08:02:15","slug":"la-voce-nel-messale-romano","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/article\/la-voce-nel-messale-romano\/","title":{"rendered":"La voce nel Messale Romano"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Antonio Parisi<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>1. Premessa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Presentazione e l\u2019Ordinamento Generale del Messale Romano (OGMR) contengono dei numeri che sottolineano e consigliano il modo corretto di recitare alcuni testi del Messale. Sono consigli che aiutano a rendere la voce del celebrante e dei vari ministri adatta e adeguata al testo che va detto o proclamato. Purtroppo a volte ci sono celebranti che usano un tono di voce monotono e tutto uguale sia che si tratti di un avviso o che si tratti di un\u2019orazione. Tra un\u2019enfasi teatrale e un mormorio inespressivo, c\u2019\u00e8 una vasta gamma di toni di voce che rendono il parlato piacevole e rispettoso dei vari testi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La voce \u00e8 un importante mezzo di comunicazione e manifesta le nostre emozioni che vengono espresse attraverso l\u2019intonazione, l\u2019intensit\u00e0 e il ritmo della stessa voce. Quando noi parliamo, moduliamo la nostra voce, per esempio riguardo al volume, e soprattutto usiamo un tono di voce che esprime il messaggio che stiamo veicolando.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tono di voce \u00e8 fondamentale nella comunicazione interpersonale perch\u00e9 trasmette le emozioni che proviamo nella lettura e le conseguenti risposte emozionali che ne conseguono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella liturgia allora dobbiamo parlare di un tono di voce adeguato, coerente, appropriato, conveniente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Richiamo quei numeri dell\u2019OGMR che si riferiscono al modo di dire i vari testi della Terza edizione del Messale Romano (2020).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>2. Dalla Presentazione del Messale Romano<\/strong><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00ab[\u2026] Poich\u00e9 la liturgia \u00e8 tutta permeata dalla parola di Dio, bisogna che qualsiasi altra parola sia in armonia con essa, in primo luogo l\u2019omelia, ma anche i canti e le monizioni; che nessun\u2019altra lettura venga a sostituire la parola biblica, e che le parole degli uomini siano al servizio della parola di Dio, senza oscurarla\u00bb. (Presentazione, n.8, pag IX)<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fondamentale questo consiglio per i vari ministri: il punto di partenza della liturgia \u00e8 la parola di Dio, perci\u00f2 le conseguenze riguardano tutte le altre parole che usiamo \u2013 omelia, canti, monizioni, avvisi \u2013 sono parole al servizio della parola di Dio. Le parole umane non devono oscurare la parola di Dio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella Costituzione sulla sacra liturgia del Concilio Vaticano II si afferma: \u201cIl Signore \u00e8 presente nella sua Parola, giacch\u00e9 \u00e8 lui che parla quando nella Chiesa si legge la Sacra Scrittura\u201d (Sacrosanctum Concilium, n.7).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Noi prestiamo la voce, ma la Parola \u00e8 quella di Dio; la voce umana deve nascondersi per mettere in prima fila la parola di Dio. Conseguenza anche per le parole dei canti; non ogni testo pu\u00f2 avere accesso nella liturgia se non parte dalla parola di Dio.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c<em>[\u2026] I diversi linguaggi che sostengono l\u2019arte del celebrare non costituiscono dunque un\u2019aggiunta ornamentale estrinseca, in vista di una maggiore solennit\u00e0, ma appartengono alla forma sacramentale propria del mistero eucaristico.\u201d (Presentazione, n.9, pag X)<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche questa esplicitazione \u00e8 molto importante per il nostro servizio: usiamo i vari linguaggi non come un ornamento esteriore, n\u00e9 per dare solennit\u00e0 ai vari riti, ma essi appartengono alla forma sacramentale del mistero eucaristico. Il tono del nostro parlare fa parte della forma sacramentale e non \u00e8 un semplice parlare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il catechismo del Concilio di Trento cos\u00ec scriveva: \u201cOgni sacramento consiste di due cose, la materia, che si chiama elemento, e la forma, che comunemente si chiama parola\u201d.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"391\" height=\"500\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/art03b.png?resize=391%2C500&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-24\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/art03b.png?w=391&amp;ssl=1 391w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/art03b.png?resize=235%2C300&amp;ssl=1 235w\" sizes=\"auto, (max-width: 391px) 100vw, 391px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse dobbiamo rinverdire le categorie di materia e forma del sacramento, di san Tommaso D\u2019Aquino. La materia per il sacramento dell\u2019Eucaristia sono le specie del pane e del vino, la forma sono le parole che vengono pronunciate alla consacrazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se le parole non vengono pronunciate insieme alla materia e su di essa, il sacramento non si compie. Allora comprendete bene la grande importanza delle parole che noi usiamo durante la celebrazione e del modo corretto e adeguato con cui le dovremmo pronunciare. Se i linguaggi appartengono alla forma sacramentale, ci\u00f2 significa che hanno una valenza fondamentale all\u2019interno dei vari riti. Tirate voi animatori musicali, le conseguenze di simili affermazioni, nel realizzare una scaletta di canti pertinenti alla celebrazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>3. <\/strong><strong>Dall\u2019Ordinamento Generale del Messale Romano (OGMR)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Questi adattamenti, che per lo pi\u00f9 consistono nella scelta di alcuni riti o testi, cio\u00e8 di canti, letture, orazioni, monizioni e gesti che siano pi\u00f9 rispondenti alle necessit\u00e0, alla preparazione e alla capacit\u00e0 di comprensione dei partecipanti, spettano al sacerdote celebrante. Tuttavia, il <strong>sacerdote<\/strong> ricordi di essere il servitore della sacra Liturgia e che nella celebrazione della Messa a lui non \u00e8 consentito aggiungere, togliere o mutare nulla a proprio piacimento. (OGMR 24, pag. XXI)<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli adattamenti riguardano la scelta di canti, letture, orazioni, monizioni e gesti; praticamente sono i vari linguaggi verbali e non verbali che fanno e realizzano il rito. Tali interventi spettano al sacerdote, ma purtroppo nella maggior parte dei casi, tali scelte vengono affidate a volte a casaccio e altre volte a persone con poca preparazione. Neppure il sacerdote pu\u00f2 agire come un dittatore, scegliendo e realizzando da solo i vari interventi; occorre lavorare in gruppo per avere una celebrazione partecipata e corretta.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La natura delle parti \u00abpresidenziali\u00bb esige che esse siano proferite a voce alta e chiara e che siano ascoltate da tutti con attenzione.<\/em><br><em>Perci\u00f2, mentre il sacerdote le dice, non si devono sovrapporre altre orazioni o canti, e l&#8217;organo e altri strumenti musicali devono tacere. (OGMR 32, pag. XXII)<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco un\u2019altra affermazione specifica: le parti presidenziali vanno dette con voce alta e chiara. E qui abbiamo tutto un campionario di presidenti della celebrazione che si preoccupano e si occupano con scarsa attenzione a queste questioni. Quando si parla in assemblea la voce deve raggiungere l\u2019uditorio in modo chiaro e udibile. L\u2019aiuto dell\u2019impianto di amplificazione oggi \u00e8 indispensabile; ma come lo si realizza? Con quali competenze si fanno delle scelte adeguate? Si va da impianti sofisticati, pochi in verit\u00e0, ad impianti acustici di scarso livello e rendimento. E sottolineo che il tecnico per l\u2019amplificazione, non \u00e8 l\u2019elettricista del negozietto accanto alla chiesa, ma occorre personale preparato per affrontare le varie situazioni acustiche.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"409\" height=\"384\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/art03c.png?resize=409%2C384&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-25\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/art03c.png?w=409&amp;ssl=1 409w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/art03c.png?resize=300%2C282&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 409px) 100vw, 409px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Passiamo poi ad analizzare il modo di parlare in pubblico; c\u2019\u00e8 il presidente che corre e non rispetta per niente i segni di interpunzione; un altro che si mangia tutte le parole finali; un altro che ha un tono di voce monocorde; un altro ancora che ha un ritmo lento che fa innervosire l\u2019assemblea. Il presidente dovrebbe con umilt\u00e0, imparare le tecniche del parlare in pubblico, lo richiede la funzione che svolge e l\u2019importanza del messaggio che annuncia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco alcuni argomenti che vanno conosciuti e approfonditi: il ritmo, il volume, l\u2019intonazione, il colore, l\u2019articolazione di una voce.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Poich\u00e9 la celebrazione della Messa, per sua natura, ha carattere \u00abcomunitario\u00bb, grande rilievo assumono i dialoghi tra il sacerdote e i fedeli riuniti e le acclamazioni. Infatti questi elementi non sono soltanto segni esteriori della celebrazione comunitaria, ma favoriscono e realizzano la comunione tra il sacerdote e il popolo. (OGMR 34, pag. XXII)<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Le acclamazioni e le risposte dei fedeli al saluto del sacerdote e alle orazioni, costituiscono quel grado di partecipazione attiva che i fedeli riuniti devono porre in atto in ogni forma di Messa, per esprimere e ravvivare l&#8217;azione di tutta la comunit\u00e0. (OGMR 35, pag. XXII)<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi ha sempre colpito una frase di Joseph Gelineau che affermava: i dialoghi, le risposte, le acclamazioni, rappresentano la spina dorsale della celebrazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giustamente questo numero 34 dichiara che tali interventi non sono segni esteriori, ma favoriscono e realizzano la comunione tra il sacerdote e il popolo. Quindi sono il punto di partenza per una partecipazione piena, attiva, consapevole. Quindi la comunione in primis, si realizza con questi interventi e dopo si possono insegnare altri canti e altre melodie. Invece il percorso di questi 60 anni di riforma liturgica del Vaticano II ha tenuto presente quasi sempre, solo i canti processionali che accompagnano un rito, o canti che non hanno alcuna pertinenza rituale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una risposta, un\u2019acclamazione fanno parte del rito e vanno cantati e realizzati prima di tutti gli altri canti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>3.1 Il modo di proclamare i vari testi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Nei testi che devono essere pronunziati a voce alta e chiara dal sacerdote, dal diacono, dal lettore o da tutti, la voce deve corrispondere al <strong>genere del testo<\/strong>, secondo che si tratti di una lettura, di un&#8217;orazione, di una monizione, di un&#8217;acclamazione, di un canto; deve anche corrispondere alla <strong>forma<\/strong> di celebrazione e alla <strong>solennit\u00e0<\/strong> della riunione liturgica.<\/em><br><em>Inoltre si tenga conto delle <strong>caratteristiche delle diverse lingue<\/strong> e della <strong>cultura specifica<\/strong> di ogni popolo.<\/em><br><em>Nelle rubriche e nelle norme che seguono, le parole \u00abdire\u00bb oppure \u00abproclamare\u00bb devono essere intese in riferimento sia al canto che alla recita, tenuto conto dei principi sopra esposti. (OGMR 38, pag. XXII)<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fondamentale questo numero che indica delle norme da osservare se si vuole realizzare una buona comunicazione. La voce deve corrispondere al genere del testo, non si pu\u00f2 usare lo stesso tono di voce per testi differenti. Una lettura va proclamata, un\u2019orazione va pregata, una monizione va spiegata, un\u2019acclamazione va gridata, un canto va cantato. Solo cos\u00ec si riesce a dare la giusta voce ad ognuna di queste varie forme di parlato, altrimenti tutto diventa piatto, monotono e insignificante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La voce deve fare i conti anche con la forma della celebrazione; significa che deve essere adeguata alla struttura dei vari riti, rispettandone contenuti e significati. Sarebbe un controsenso e un fuori luogo se usassimo la voce in maniera impropria e inopportuna e non adatta a talune celebrazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In una celebrazione solenne il tono di voce deve essere adeguato a quel momento solenne; quindi \u00e8 fuori luogo una voce intima e mormorata, una voce silenziosa e misteriosa, una voce priva di carattere e poco risoluta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Naturalmente ogni lingua ha le proprie regole e i propri significati, la particolare intonazione e il particolare colore; per esempio celebrare in italiano o in latino crea diversi comportamenti di ascolto e una diversa percezione linguistica. Con l\u2019italiano io mi sento a casa e quindi la voce ha un impatto diverso da un ascolto della lingua latina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una conclusione: non \u00e8 sufficiente aprire la bocca e parlare, ma quando celebriamo, quando annunciamo la Parola, quando amministriamo i sacramenti, la nostra voce diventa un segno sacramentale. Ecco allora l\u2019importanza che questa voce liturgica sia adatta, conveniente, adeguata, comprensibile; una voce che scompare dietro la Parola che annuncia, una voce che aiuta la preghiera della comunit\u00e0 celebrante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il presidente e i vari ministri e ministeri nella liturgia sono portavoce e voce di Dio, afferma Baroffio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo contesto trovo molto utili e interessanti alcune considerazioni di un grande pensatore ebraico, Abraham Joshua Heschel nel volumetto \u201cIl canto della libert\u00e0\u201d edizioni Qiqajon, Comunit\u00e0 di Bose. Lui scrive:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cIl canto conduce alla preghiera. Quello che intendo per distacco della musica del cantore dalla parola liturgica non \u00e8 il canto senza parole, ma il cantare che contraddice le parole. Si tratta di una questione sia spirituale che tecnica. La voce del cantore non deve n\u00e9 sostituirsi alle parole, n\u00e9 interpretare malamente lo spirito delle parole. Il cantore che preferisce far bella mostra della propria voce anzich\u00e9 comunicare le parole e proporre con chiarezza lo spirito del testo, non accoster\u00e0 l\u2019assemblea alla preghiera. \u201cSii umile di fronte alle parole\u201d, dovrebbe essere l\u2019imperativo del cantore [&#8230;]<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La musica \u00e8 l\u2019anima del linguaggio. Una proposizione ben articolata \u00e8 pi\u00f9 di una serie di parole ammucchiate. Una frase stonata, priva di musicalit\u00e0, \u00e8 come un corpo senz\u2019anima. Il segreto di una frase armoniosa sono un ritmo e una musicalit\u00e0 che corrispondano al significato delle parole. Dev\u2019esserci sintonia tra la musica e il testo. Nel testo che il cantore esegue tale sintonia a volte manca penosamente. Si resta traumatizzati ascoltando pensieri stupendi espressi con accentazioni e cadenze errate: parole sublimi combinate con musiche grossolane. Tanta parte di quello che udiamo nella sinagoga \u00e8 estraneo alla nostra liturgia. Molta parte della musica che sentiamo distorce e persino contraddice le parole, anzich\u00e9 dare loro intensit\u00e0 ed esaltarle. Una musica di questo genere ha effetti devastanti sulla nostra ricerca di preghiera [&#8230;]<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 la musica del cantore riacquisti la sua dignit\u00e0 non sar\u00e0 sufficiente studiare la natura autentica della nostra tradizione musicale. \u00c8 necessaria una rinascita liturgica\u201d. (Abraham Joshua Heschel, \u201cIl canto della libert\u00e0. La vita interiore e la liberazione dell\u2019uomo\u201d, edizioni Qiqajon, Comunit\u00e0 di Bose, 1999, pagg. 16 e seguenti).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tale discorso si adatta anche a noi!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>4. <\/strong><strong>Piccola bibliografia di riferimento<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\">Michel Corsi, <em>La Parola e la Voce<\/em>, edizioni Qiqajon, Comunit\u00e0 di Bose, 2013<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">Claude Duchesneau e collaboratori, <em>Parola del Signore, una guida per la celebrazione della parola<\/em>, Marietti, 1983<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\">Abram Joshua Heschel, <em>Il canto della libert\u00e0<\/em><em>. La vita interiore e la liberazione dell\u2019uomo<\/em>, edizioni Qiqajon, Comunit\u00e0 di Bose, 1999<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<div data-wp-interactive=\"core\/file\" class=\"wp-block-file\"><object data-wp-bind--hidden=\"!state.hasPdfPreview\" hidden class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/psallite22-03-la-voce-nel-messale-romano-parisi.pdf\" type=\"application\/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"Incorporamento di psallite22-03-la-voce-nel-messale-romano-parisi.\"><\/object><a id=\"wp-block-file--media-1cbc3e50-a51d-483a-8d2f-e4200f82ad71\" href=\"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/psallite22-03-la-voce-nel-messale-romano-parisi.pdf\">psallite22-03-la-voce-nel-messale-romano-parisi<\/a><a href=\"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/psallite22-03-la-voce-nel-messale-romano-parisi.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-1cbc3e50-a51d-483a-8d2f-e4200f82ad71\">Download<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Antonio Parisi 1. 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