{"id":1203,"date":"2026-04-15T08:12:44","date_gmt":"2026-04-15T06:12:44","guid":{"rendered":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/?post_type=article&#038;p=1203"},"modified":"2026-04-20T10:44:41","modified_gmt":"2026-04-20T08:44:41","slug":"musica-e-partecipazione-nella-liturgia","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/article\/musica-e-partecipazione-nella-liturgia\/","title":{"rendered":"Musica e partecipazione nella liturgia"},"content":{"rendered":"<p>Il discorso sulla musica e la partecipazione nella liturgia hanno un fondamento storico nella centralit\u00e0 della Parola di Dio e dell\u2019azione con cui si accompagna questa Parola nella storia quotidiana. Momento critico in questa situazione \u00e8 l\u2019accoglienza da parte dell\u2019uomo della Parola che va recepita, compresa e vissuta quale essa \u00e8: Parola di Dio. Ogni momento dell\u2019esistenza \u00e8 segnato dalla presenza o dall\u2019assenza della Parola in un alternarsi continuo di luci e di ombre, di spazi vitali e di zone in cui la morte sembra regnare sovrana. Questa precariet\u00e0 che segna il cammino glorioso della Parola nella storia non \u00e8 dovuta a limiti della Parola stessa, ma alla povert\u00e0 umana: povert\u00e0 che \u00e8 insieme mancanza di docilit\u00e0 allo Spirito, incapacit\u00e0 di aprire il cuore, paura di ascoltare provocazioni che mettono in crisi e che comunque esigono un\u2019accettazione incondizionata di Dio e del suo messaggio.<\/p>\n<p>La storia della musica nella liturgia cristiana segna una tappa di un lungo cammino iniziato nell\u2019esperienza orante di Israele, quando si \u00e8 compreso che solo il linguaggio musicale era adeguato per trasmettere la Parola di Dio nella celebrazione liturgica.<\/p>\n<p>Due i motivi principali:<\/p>\n<ol>\n<li>un fatto puramente fisico esigito dalla necessit\u00e0 di far pervenire il messaggio divino a una cerchia vasta di uditori presenti in uno spazio ampio. La semplice pronuncia parlata in casi del genere non permette a un discorso di raggiungere lunghe distanze. Il gridare ad alta voce distorce i suoni e rende incomprensibile il messaggio. Di qui la scoperta di un tono di voce che canta il parlato su una corda di recita ricca di armonici che permettono alla voce stessa di correre e raggiungere un vasto uditorio.<\/li>\n<li>un fatto di rilevanza spirituale: ogni proclamazione \u00e8 sempre anche un\u2019interpretazione di quanto viene annunciato. Il tono della voce, il mutare del timbro, la fluidit\u00e0 o gravit\u00e0 nella pronuncia, il tono sommesso o forte sono tutte componenti che a livello istintivo, in modo intuitivo e quasi sempre al di l\u00e0 di un processo razionale voluto coscientemente, rivelano ci\u00f2 che \u00e8 realmente percepito quale nucleo centrale del discorso che si pronuncia o della parola che si legge.<\/li>\n<\/ol>\n<p><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1050 alignleft\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art10f.jpg?resize=225%2C300&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art10f.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art10f.jpg?resize=200%2C268&amp;ssl=1 200w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art10f.jpg?w=480&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/>Quest\u2019ultima \u00e8 forse la ragione principale per cui i nostri padri nella vita liturgica di Israele hanno elaborato un sistema di proclamazione della Parola di Dio &#8211; la <em>cantillazione<\/em> &#8211; che \u00e8 costituito da una serie di segmenti musicali con particolari caratteristiche atte a permettere di identificare le grandi sezioni del pensiero e del discorso con cui tale pensiero viene espresso. Ci sono pertanto formule di intonazione che evidenziano l\u2019inizio di ciascun periodo, formule di cadenza che esprimono la conclusione intermedia o definitiva del discorso e altre strutture musicali tutte elaborate alfine di rendere comprensibile la Parola nel suo dispiegarsi verbale. In tale modo essa \u00e8 sottratta alla proclamazione-interpretazione di chi la pronuncia; in tale modo essa \u00e8 libera di dire s\u00e9 stessa a quanti l\u2019ascoltano nella fede senza condizionamenti dei mediatori (i lettori, i salmisti).<\/p>\n<p>Come hanno affermato i padri della Chiesa, il Verbo di Dio \u00e8 nato dal silenzio eterno del Padre. La Parola nella liturgia esige di essere cantata, ma il suo orizzonte vitale, il contesto che permette di risuonare e di essere un fatto di fede \u00e8 il silenzio della preghiera. Silenzio che &#8211; come diceva Madeleine Delbrel &#8211; talvolta \u00e8 tacere, \u00e8 sempre ascoltare. La musica nella liturgia &#8211; a maggior ragione rispetto ad altre situazioni come opere sinfoniche e corali, dove le pause hanno un significato che non si pu\u00f2 mai sottovalutare &#8211; vive di silenzio, scaturisce dal silenzio che nell\u2019adorazione scava nel cuore lo spazio adeguato ad accogliere la Parola. Parola e silenzio, silenzio e Parola in musica sono chiamati a tessere nella liturgia un contrappunto armonico con momenti inalienabili di un silenzio anche solo materiale che troppo spesso manca, rischiando di banalizzare ogni aspetto della celebrazione.<\/p>\n<p>La primitiva comunit\u00e0 cristiana ha costruito l\u2019edificio liturgico con riti, testi e musiche derivati in un primo momento dalla tradizione ebraica. Con il passare dei secoli, ogni generazione nei diversi ambienti culturali si \u00e8 innestata sull\u2019esperienza precedente compiendo per\u00f2 lo sforzo di vivere in prima persona, sul piano individuale e comunitario, l\u2019incontro con Dio. Esito tra i tanti possibili di questa epopea, radicata nell\u2019ascolto della Parola, \u00e8 la risonanza che tale incontro provoca nel cuore umano. Si possono ammirare, sotto questo aspetto, i tanti e diversi monumenti dell\u2019arte cristiana dalle basiliche alle pitture murali, dai mosaici e dalle miniature dei codici liturgici ai poemi e agli scritti traboccanti una infinita passione per il Dio<br \/>\ncrocifisso. Tra questo mondo di incanti, che ancora oggi lasciano attoniti, pieni di stupore, senza parole, le melodie liturgiche sono una testimonianza privilegiata della fede vissuta. La storia ci insegna a discernere tutta una serie di stratificazioni complesse e affascinanti a livello di ricerca. Ma ancora pi\u00f9 grande \u00e8 il fascino che le melodie comunicano nella preghiera, facendo trapelare, tra le parole dei testi sacri, bagliori incandescenti: le scintille dello Spirito che mettono a fuoco i cuori ottenebrati e paralizzati dall\u2019abitudine, dal formalismo.<\/p>\n<p>In ogni epoca, per quanto c\u2019\u00e8 dato di conoscere a partire dall\u2019et\u00e0 carolingia, nel mondo della liturgia la musica, ma non solo essa, ha trovato continuamente un fecondo equilibrio tra il patrimonio che le veniva consegnato con rispetto e riverenza dal passato e le istanze contemporanee. In ogni Chiesa locale la vita concreta della comunit\u00e0 suggeriva a poeti e musici nuove espressioni capaci di cantare la fede nel presente. Un equilibrio estremamente fecondo perch\u00e9, mentre preparava il cuore all\u2019ascolto della Parola, dischiudeva la mente a prospettive nuove, metteva la persona mistica della Chiesa in grado di varcare la soglia del futuro. Passato, presente e futuro sono i tre poli che da sempre autenticano il linguaggio musicale e poetico nella celebrazione. Omettere o limitare anche una sola di queste tre istanze significa costruire sul vuoto: chi si abbarbica al passato chiudendosi al presente \u00e8 un archeologo nostalgico senza speranza che non crede nel presente perch\u00e9 fondamentalmente non ha fiducia in s\u00e9 stesso. Non ha il coraggio del rischio, \u00e8 convinto di sopravvivere scimmiottando il passato, come se l\u2019esperienza dei nostri predecessori valesse automaticamente per noi, oggi, qui. Ogni esperienza \u00e8 positiva soltanto a condizione che sia vissuta in prima persona. Il passato senza presente \u00e8 un sogno fantastico. Confortante forse, ma \u00e8 un sogno alienante che trascina fuori della realt\u00e0.<\/p>\n<p>Chi si illude di poter edificare il presente amputando il passato, di solito brutalmente con vera foga iconoclasta, \u00e8 come chi volesse costruire un edificio senza fondamenta. L\u2019immagine \u00e8 eloquente, ma purtroppo in campo musicale, e prima ancora, nel solco della tradizione liturgica, spesso si \u00e8 verificata. In parte tale atteggiamento \u00e8 dovuto semplicemente all\u2019ignoranza delle cose, in parte perch\u00e9 si intuisce che quanto si vuole costruire nel presente non regge il paragone con il passato. Non sono certamente d\u2019oro tutto il canto gregoriano e tutta la polifonia classica; ma di fronte ad autentiche opere d\u2019arte balza agli occhi in modo inequivocabile la miseria di tanta produzione musicale odierna destinata alla liturgia perch\u00e9 in altre sedi non avrebbe accoglienza. \u00c8 questo anche il frutto di una moda banale che richiama una lapidaria sentenza del cardinal Suenens: \u201cChi sposa la moda oggi, domani \u00e8 vedovo\u201d. Ci\u00f2 spiega la sterilit\u00e0 di tante sperimentazioni odierne condannate a non aver futuro.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 anche chi si balocca con un futuro che non ha nessun retroterra nel passato e neppure nel presente. Siamo anche qui di fronte a un mondo di sognatori che progettano l\u2019irreale, vittime di programmatori abili soltanto a pubblicizzare il vuoto totale. La novit\u00e0 per la novit\u00e0: un miraggio utopistico che affascina e stordisce quanti non reggono l\u2019urto con la storia reale e cercano uno spazio qualsiasi pur di sottrarsi alla difficile concretezza del presente, spesso causa di sofferenze e smarrimento.<\/p>\n<p>Un primo problema di fondo nella vita musicale all\u2019interno della liturgia \u00e8 ricuperare con rispetto e cognizione di causa l\u2019equilibrio tra passato, presente, futuro. Poi \u00e8 assolutamente necessario ricuperare il linguaggio musicale, dato che di fatto oggi la celebrazione nella maggior parte dei casi \u00e8 amusicale.\u00a0Le parti del presidente sono totalmente recitate: si pensi alle<br \/>\norazioni, alla preghiera eucaristica. Anche la proclamazione del Vangelo, che spetterebbe a un diacono, solitamente \u00e8 parlata senza nessuna modulazione. Gli interventi sporadici dell\u2019assemblea sono anch\u2019essi recitati, spesso in modo disordinato.<\/p>\n<p><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1087 alignright\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art10b.jpg?resize=300%2C200&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art10b.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art10b.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Entrando in una chiesa durante il servizio liturgico di solito non si ascolta nessun brano in canto. Nel medioevo, al contrario, non c\u2019era parola che non fosse cantata, compresa la preghiera eucaristica. Certo, la struttura melodica dei brani strettamente musicali, quali un introito e un alleluia, era diversa rispetto a quella di altri generi di testi. Ma si ricordi che sia le orazioni che le letture erano modulati in base a tutta una serie di repertori di canti destinati appunto ai recitativi liturgici dell\u2019eucologia e alla proclamazione delle letture (cantillazione).<\/p>\n<p>Della situazione attuale la responsabilit\u00e0 non ricade principalmente sulla pastorale liturgica ancorch\u00e9 in tante parrocchie essa sia latitante o del tutto inesistente. La causa\/colpa \u00e8 da attribuirsi piuttosto alla cultura diffusa del nostro tempo, un\u2019epoca che vede la fruizione passiva di molta musica &#8211; perlopi\u00f9 riprodotta su disco &#8211; mentre negli ultimi decenni \u00e8\u00a0 sensibilmente diminuito il fare musica in modo attivo, vuoi con il canto, vuoi a livello strumentale. Una situazione diffusa di analfabetismo musicale &#8211; si consideri, ad esempio, la preparazione musicale totalmente insufficiente a livello scolastico &#8211; peggiora notevolmente la condizione della musica nella liturgia perch\u00e9 di fatto le assemblee, almeno in Italia, non sono capaci di cantare. L\u2019insufficiente cultura musicale produce inoltre un\u2019incoscienza artistica che si esprime nella mancanza di giudizio critico sui prodotti commercializzati. In altre parole, si canta poco o niente, e quel che si canta spesso non \u00e8 consono alla dignit\u00e0 della celebrazione liturgica.<\/p>\n<p>Per poter programmare un repertorio liturgico-musicale appropriato, occorre tenere presente due istanze:<\/p>\n<ol>\n<li>la preparazione musicale dell\u2019assemblea sotto il profilo tecnico. A questo livello s\u2019incontrano molte difficolt\u00e0 perch\u00e9 la ricordata carenza di educazione musicale non permette l\u2019impiego di canti che superino una soglia pur minimale di difficolt\u00e0. Ci\u00f2 significa che \u00e8 altamente negativo il principio caldeggiato in maniera entusiastica da alcuni gruppi nell\u2019immediato postconcilio, cio\u00e8 di far cantare tutto da tutti. Questo principio comporta necessariamente l\u2019esclusione non solo delle musiche tradizionali &#8211; in primo luogo il canto gregoriano e la polifonia classica &#8211; ma anche di una gran parte della buona musica di recente produzione.<\/li>\n<li>Pi\u00f9 importante tuttavia \u00e8 la seconda istanza: nel programmare un repertorio liturgico, la questione di fondo non \u00e8 mai in primo luogo di ordine musicale, bens\u00ec riguarda la vita di fede. Nella scelta dei canti non devo domandarmi per prima cosa quale pezzo l\u2019assemblea esegua volentieri o voglia cantare, ma piuttosto devo chiedermi quale brano e dal punto di vista testuale e sotto il profilo musicale possa aiutare l\u2019assemblea liturgica a pregare.<\/li>\n<\/ol>\n<p><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1088 alignleft\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art10c.jpg?resize=300%2C200&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art10c.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art10c.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>\u00c8 evidente che le possibilit\u00e0 di scelta variano in ogni Chiesa locale e ancora diversa \u00e8 la scelta del repertorio a seconda che si tratti di piccoli gruppi omogenei per formazione culturale oppure che ci si trovi di fronte a una comunit\u00e0 di vaste proporzioni. Mentre nel primo caso \u00e8 possibile fare delle scelte mirate che possono prevedere l\u2019esecuzione di brani di una certa difficolt\u00e0 tecnica, nell\u2019ultimo caso si devono affrontare indubbi ostacoli che tuttavia evidenziano diversi aspetti dell\u2019esperienza spirituale legata alla musica. Se \u00e8 vero che chi canta prega due volte &#8211; ammesso che si canti la fede e, nella fede, la lode di Dio per l\u2019edificazione della comunit\u00e0 orante -, non si pu\u00f2 negare l\u2019incidenza di questa espressione sonora della vita nello Spirito in quanti non sono in grado di cantare. Questi ultimi in un silenzio di adorazione si pongono tuttavia in ascolto della Parola e l\u2019accolgono nella semplicit\u00e0 del cuore: senza avere la pretesa di cantare &#8211; perch\u00e9 di fatto ne sono incapaci &#8211; ma con l\u2019ansia di non lasciarsi sfuggire nulla di quanto lo Spirito oggi detta alla Chiesa attraverso la voce dell\u2019angelo, cio\u00e8 del cantore che proclama la parola di Dio.<\/p>\n<p>L\u2019<em>essere-preghiera<\/em> costituisce l\u2019unico parametro valido per giudicare l\u2019autenticit\u00e0 della musica nella liturgia: un\u2019esperienza di fede illuminata dalla gioia estetica che scuote le fibre pi\u00f9 profonde dell\u2019esistenza. Non si tratta affatto di sentimentalismo e di emotivit\u00e0 superficiale perch\u00e9, di nuovo, il carattere orante della musica &#8211; cantata o ascoltata che sia nella fede &#8211; \u00e8 a sua volta autenticato unicamente da una vita che si fa carit\u00e0, che diviene nel mondo \u201ctestimonianza viva di verit\u00e0 e di libert\u00e0, di giustizia e di pace\u201d.<\/p>\n<p>Alla luce di quanto si \u00e8 detto, la situazione della musica nella liturgia appare oggi in Italia assai precaria. Due serie di condizioni negative incidono fortemente.<\/p>\n<dl>\n<dt><strong>1.<\/strong><\/dt>\n<dd>In primo luogo l\u2019infimo livello di cultura musicale a cui \u00e8 stato condannato il popolo italiano dalla dissennata politica statale con la mancata e insufficiente formazione scolastica. A questo panorama triste si aggiunge la diffusione caotica di suoni e di rumori che impediscono la formazione nei bambini della lingua musicale materna: la struttura fondamentale della coscienza musicale, un chiaro rapporto tra i suoni (note) in un preciso e articolato sistema (strutture modali e\/o scale tonali). Il risultato \u00e8 evidente: la massima parte dei bambini, ragazzi e giovani italiani non riesce pi\u00f9 a cantare. Non si pu\u00f2 dire che siano stonati perch\u00e9 di fatto sono amusicali: emettono lamenti animaleschi, non suoni. Si aggiunga la popolarit\u00e0 di \u201ccantanti\u201d realmente stonati e sgradevoli che sono presi come modello di riferimento: la catastrofe sembra inevitabile. In realt\u00e0 il risultato finale di tutta questa\u00a0 serie difatti negativi \u00e8 che la musica \u00e8 qualcosa di estraneo, non \u00e8 pi\u00f9 il linguaggio quotidiano per esprimere le emozioni profonde. Fino a pochi decenni or sono era possibile sentire cantare &#8211; al limite fischiare &#8211; per le strade, nelle botteghe artigianali. In riferimento alla liturgia la domanda di fondo risulta disperata: una persona -cio\u00e8 la quasi totalit\u00e0 di quanti costituiscono le assemblee liturgiche &#8211; che non canta mai, che non esprime mai con il canto la propria gioia e il proprio dramma sofferto nell\u2019intimo del cuore, come potr\u00e0 pregare cantando, come potr\u00e0 esprimere la propria fede con un linguaggio sconosciuto e totalmente estraneo, come se le fosse imposto di \u201crecitare\u201d le preghiere in cinese o in arabo? Si assiste cio\u00e8 impotenti a un appiattimento barbarico della societ\u00e0 dove si lascia che tutti i valori spirituali e culturali siano distrutti da mille consumismi alienanti, dove la persona scompare inghiottita dal deserto del vuoto che lascia indifferenti, senz\u2019anima, dove ci\u00f2 che riesce a fare ancora presa \u00e8 soltanto il miraggio della droga e del mondo spettrale che essa sa alimentare. Certo, questa prospettiva \u00e8 un caso limite, purtroppo relativamente diffuso specie nel mondo giovanile, ma fiorisce e si diffonde sull\u2019onda di una diffusa insensibilit\u00e0 che oscilla tra l\u2019amoralit\u00e0 e l\u2019amusicalit\u00e0. Distrutta la poesia che c\u2019\u00e8 nella persona umana, rimane solo un animale selvaggio in balia dei burattinai di turno.<\/dd>\n<dt><strong>2.<\/strong><\/dt>\n<dd>A questa situazione oltremodo penosa che si riflette sullo squallore di tante, troppe celebrazioni, si aggiunge la mancanza di sensibilit\u00e0 dei pastori. Sembra a volte che si possa applicare a vescovi e preti ci\u00f2 che Abraham Joshua Heschel diceva di rabbini statunitensi: si preoccupano di riempire le sinagoghe (= chiese) di fedeli, ma non pensano a riempire il cuore delle persone con l\u2019unico nutrimento che sostenta nella vita: la Parola di Dio. Se si osservano tante Messe domenicali ci si accorge che molte \u201cintenzioni\u201d si sovrappongono e ipotecano la partecipazione dei fedeli; si tratta spesso di \u201cintenzioni\u201d nobili quali possono essere gli interventi di solidariet\u00e0. Purtroppo non ci si accorge che si finisce per distrarre il popolo di Dio dall\u2019ascolto della sua Parola dimenticando che chi l\u2019ascolta diventa anche facitore della Parola e sacramento del Verbo, mentre tante iniziative sociali e culturali possono risolversi in meri atteggiamenti di aggregazione e di sintonia psicologica senza un reale atto di fede. Si ha pertanto l\u2019impressione che la Messa domenicale serva talora a tanti scopi fuorch\u00e9 alla costruzione della comunit\u00e0 di fede. La deficitaria attenzione al problema musicale \u00e8 strettamente correlata alla sottovalutazione della centralit\u00e0 della Parola di Dio che, sola, fa divampare il fuoco della carit\u00e0, accende la speranza e vivifica la fede. Nella misura in cui prevale l\u2019efficientismo umano che tutto confida nelle strategie persuasive che si fondano sulle scienze umane, si assiste alla corsa verso mezzi ritenuti \u201cefficaci\u201d, di gusto \u201cpopolare\u201d, che abbiano facile presa. Non c\u2019\u00e8 da meravigliarsi allora di entrare in chiese rumorose ridotte a discoteche o, al contrario, in obitori affollati da persone musone e annoiate in un silenzio glaciale. Casi estremi, che vanno da tante Messe dei giovani e quelle frequentate da soli adulti, riflettono la mancanza di una seria pastorale che si fondi su un\u2019assidua catechesi biblica e liturgica mirata a spezzare il pane della Parola per rendere i cuori accoglienti del Pane di vita eucaristico, nella piena disponibilit\u00e0 a farsi carico dei fratelli e delle sorelle pi\u00f9 poveri e sfortunati.<\/dd>\n<\/dl>\n<p>La preoccupazione primaria nei confronti della Parola render\u00e0 i pastori attenti a quei linguaggi che la possono meglio mediare in modo tale che Dio possa far giungere la propria voce al cuore dei suoi figli e che questi ultimi abbiano i mezzi pi\u00f9 adeguati ad alzare al Padre dei cieli il proprio cuore. La storia della musica liturgica di circa 4000 anni, dalle prime esperienze di Israele a oggi, mostra l\u2019importanza della musica quale mezzo pedagogico e strumento di comunicazione che permette di esprimere la totalit\u00e0 di s\u00e9 in quei momenti nei quali la semplice parola parlata ammutolisce.<\/p>\n<p><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1089\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art10d.jpg?resize=300%2C200&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art10d.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art10d.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>A fronte di una situazione precaria che si avvicina all\u2019abisso della disperazione, \u00e8 necessario promuovere con tutte le forze e con ogni sforzo possibile ogni iniziativa che permetta di ricuperare la dimensione poetica e musicale della persona umana. Occorre un largo movimento di opinione pubblica che scuota dal torpore le autorit\u00e0 civili affinch\u00e9 intervengano a livello scolastico, dagli asili alle universit\u00e0 e ai conservatori. Nella Chiesa \u00e8 necessario ricostituire le scuole diocesane e zonali di musica sacra con un serio impegno di formazione &#8211; cio\u00e8 un impegno faticoso e costante, lungo nel tempo &#8211; di quanti possono assumersi la responsabilit\u00e0 di aiutare la comunit\u00e0 orante sapendo che per cantori e strumentisti vale ancora oggi la formula espressa dalla Chiesa molti secoli or sono: \u201cSforzati di cantare con le labbra ci\u00f2 che nel cuore vivi nella fede e traduci canto e fede in carit\u00e0 operosa\u201d. Occorre cio\u00e8 bandire soluzioni facili e immediate solleticate da una vana demagogia, mentre urge costruire tutto dalle fondamenta, a partire da una formazione biblico-liturgica sino all\u2019istruzione tecnica musicale a servizio della liturgia, facendo comprendere che tutto ha senso se si svolge in un clima orante: di ascolto della Parola per trasmetterla alle comunit\u00e0, di ascolto di queste ultime per esprimere con la musica a Dio la preghiera della Chiesa.<\/p>\n<p>Cremona, novembre 2005<\/p>\n<div class=\"wp-block-file psallite-pdf\"><object class=\"wp-block-file__embed\" style=\"width:100%; height:600px;\" data=\"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-10-musica-e-partecipazione-nella-liturgia-baroffio.pdf\" type=\"application\/pdf\" aria-label=\"Musica e partecipazione nella liturgia (Giacomo Baroffio)\"><\/object><a id=\"psallite-pdf-807568\" href=\"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-10-musica-e-partecipazione-nella-liturgia-baroffio.pdf\">Musica e partecipazione nella liturgia (Giacomo Baroffio)<\/a> <a class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" href=\"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-10-musica-e-partecipazione-nella-liturgia-baroffio.pdf\" download aria-describedby=\"psallite-pdf-807568\">Download<\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il discorso sulla musica e la partecipazione nella liturgia hanno un fondamento storico nella centralit\u00e0 della Parola di Dio e dell\u2019azione con cui si accompagna questa Parola nella storia quotidiana. Momento critico in questa situazione \u00e8 l\u2019accoglienza da parte dell\u2019uomo della Parola che va recepita, compresa e vissuta quale essa \u00e8: Parola di Dio. Ogni &#8230; <a title=\"Musica e partecipazione nella liturgia\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/psallite.net\/rivista\/article\/musica-e-partecipazione-nella-liturgia\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Musica e partecipazione nella liturgia\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1049,"menu_order":10,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","format":"standard","meta":{"nf_dc_page":"","footnotes":""},"categories":[257],"tags":[243,242],"issuem_issue":[227],"ppma_author":[245],"class_list":["post-1203","article","type-article","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-gregoriano","tag-la-forma-canzone-nella-liturgia","tag-psallite-28","issuem_issue-psallite-028"],"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/article\/1203","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/article"}],"about":[{"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1203"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/article\/1203\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1346,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/article\/1203\/revisions\/1346"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1049"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1203"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1203"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1203"},{"taxonomy":"issuem_issue","embeddable":true,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/issuem_issue?post=1203"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=1203"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}