{"id":1201,"date":"2026-04-14T13:28:21","date_gmt":"2026-04-14T11:28:21","guid":{"rendered":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/?post_type=article&#038;p=1201"},"modified":"2026-04-20T10:43:56","modified_gmt":"2026-04-20T08:43:56","slug":"la-canzone-e-il-suono-come-ontologia-relazionale-tra-steven-feld-e-san-francesco-dassisi","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/article\/la-canzone-e-il-suono-come-ontologia-relazionale-tra-steven-feld-e-san-francesco-dassisi\/","title":{"rendered":"La canzone e il suono come ontologia relazionale: tra Steven Feld e san Francesco d\u2019Assisi"},"content":{"rendered":"<p>La canzone precede la parola e la supera. Nasce come richiamo, come gesto che mette in relazione ci\u00f2 che \u00e8 separato: l\u2019umano e il divino, il corpo e il mondo, il visibile e l\u2019invisibile. Cantare non \u00e8 solo produrre suono, ma abitare una relazione ontologica, un modo di essere nel mondo che ascolta e risponde. Come per i canti della popolazione dei Kaluli in Papua Nuova Guinea descritti dall\u2019etno-musicologo statunitense Steven Feld nel 1979 o per il Cantico delle Creature di San Francesco d\u2019Assisi, la voce si fa ponte tra natura, uomini e Dio: chiama e viene chiamata.<\/p>\n<p>Nel canto, l\u2019uomo in relazione al mondo non si afferma come <em>epicentro<\/em>, ma come <em>eco<\/em>: come onda di significato. \u00c8 in questa vibrazione condivisa che il sentimento del tempo prende forma, e che la natura di Dio e la natura umana si sfiorano senza mai coincidere.<\/p>\n<p>La canzone quindi non \u00e8 solo un linguaggio simbolico, ma una <em>pratica ontologica di creazione del mondo<\/em>, un\u2019attivit\u00e0 che produce presenza e relazione.<\/p>\n<p>A questo proposito \u00e8 emblematico proprio il caso dei Kaluli, popolazione delle foreste della Papua Nuova Guinea, studiata da Steven Feld nell\u2019opera <em>Suono e sentimento<\/em><a id=\"fnref1\" class=\"footnote-ref\" role=\"doc-noteref\" href=\"#fn1\"><sup>1<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1085 alignright\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art09d.jpg?resize=300%2C200&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art09d.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art09d.jpg?resize=1024%2C684&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art09d.jpg?resize=768%2C513&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art09d.jpg?w=1279&amp;ssl=1 1279w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Per i Kaluli la musicalit\u00e0 della parola non \u00e8 un elemento ornamentale del linguaggio, ma una vera e propria modalit\u00e0 di relazione: attraverso intonazioni, ritmi e andamenti melodici, le persone comunicano non solo tra loro, ma anche con l\u2019ambiente sonoro della foresta, in particolare con gli uccelli. La parola cantata e il canto non segnano un confine netto tra linguaggio umano e suono naturale, ma costituiscono un <em>continuum<\/em> espressivo.<\/p>\n<p>A livello mitico, inoltre, i Kaluli raccontano come la canzone non sia stata inventata dagli esseri umani, bens\u00ec tramandata dagli uccelli, considerati portatori originari del canto e della parola. Molti uccelli sono pensati come spiriti o esseri trasformati, spesso legati ai morti, e i loro richiami vocali sono interpretati come messaggi emotivi e relazionali. Cantare, per i Kaluli, significa quindi ascoltare e rispondere a queste voci della foresta, inserendosi in una trama sonora condivisa che unisce umani, animali e divinit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 una maggiore stratificazione di significato: non solo gli uomini, nel passato, hanno imparato a \u201cparlare\u201d dal canto degli animali boschivi, ma, nel presente, condividono con essi anche la lingua. Infatti i volatili, agitandosi per un visitatore curioso tra gli alberi o per un animale in caccia, iniziano a cantare, avvisando i Kaluli dell\u2019intrusione: la foresta \u00e8 quindi <em>il divino<\/em> che parla tramite il canto.<\/p>\n<p>Per questa forte pluralit\u00e0 di significati, Feld propone il termine <em>Acustemologia<\/em>, tramite il quale evidenzia come il suono non sia solo un fenomeno fisico, ma un modo di conoscere il mondo, un punto d\u2019incontro <em>epistemico<\/em> tra percezione, emozione, ambiente e cultura.<\/p>\n<p>Ecco che la canzone diventa quindi un ponte esistenziale tra ci\u00f2 che \u00e8 <em>nel mondo<\/em> e ci\u00f2 che \u00e8 <em>del mondo.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 proprio in questa accezione che assume tutto il suo valore il <em>Cantico delle Creature<\/em> di San Francesco d\u2019Assisi. Composto nella prima met\u00e0 del XIII secolo, il Cantico \u00e8 un inno alla lode del Creato e, per questo motivo, la sua importanza non \u00e8 soltanto letteraria o teologica, ma anche profondamente antropologica, perch\u00e9 restituisce una visione del mondo basata sulla relazione, sull\u2019ascolto e sulla partecipazione sensibile al reale: la sua musicalit\u00e0 fonda un legame tra le diverse <em>ontologie<\/em> del mondo.<\/p>\n<p>Il termine cantico deriva dal latino <em>canticus<\/em>, a sua volta radicato nel verbo <em>canere<\/em> (cantare): sin dalle prime attestazioni, cantico indicava non solo un brano musicale, ma un testo destinato a essere vocalizzato, recitato o cantato con devozione. Non si tratta dunque di una poesia pensata per la lettura silenziosa e individuale, bens\u00ec di una forma orale e <em>performativa<\/em>, che vive pienamente nella voce e nella sua diffusione nello spazio.<\/p>\n<p>In questo senso, il <em>Cantico<\/em> \u00e8 anche un esempio particolarmente intenso del rapporto tra la trascendenza divina e la finitezza umana, espresso non attraverso un linguaggio dottrinale o<br \/>\nspeculativo, ma tramite parole semplici, corporee, quotidiane, che vogliono essere cantate. La lode a Dio non avviene per via astratta, ma passa attraverso l\u2019esperienza sensibile del mondo: il corpo che respira, la voce che vibra, il paesaggio che risuona.<\/p>\n<p>Il canto diventa cos\u00ec una forma di mediazione tra l\u2019umano, limitato, e un divino che si specchia nella fragilit\u00e0 del creato.<\/p>\n<p>Il Cantico non descrive il mondo dall\u2019esterno, ma lo ascolta e lo fa parlare. Sole, luna, stelle, vento, acqua, fuoco e terra non sono oggetti inerti, ma presenze attive, soggetti con cui l\u2019essere umano intrattiene un rapporto di parentela e corresponsabilit\u00e0. Questa scelta linguistica non \u00e8 soltanto poetica: riflette una precisa visione <em>sistemica<\/em>, in cui il creato \u00e8 concepito come una comunit\u00e0 di viventi, legata da una comune origine e da una comune destinazione. L\u2019uomo non \u00e8 al centro come dominatore, ma come parte di una rete di relazioni che lo precede e lo supera.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1086\" aria-describedby=\"caption-attachment-1086\" style=\"width: 221px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1086 size-medium\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art09e.jpg?resize=231%2C300&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"231\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art09e.jpg?resize=231%2C300&amp;ssl=1 231w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art09e.jpg?resize=788%2C1024&amp;ssl=1 788w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art09e.jpg?resize=768%2C998&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art09e.jpg?w=850&amp;ssl=1 850w\" sizes=\"auto, (max-width: 231px) 100vw, 231px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1086\" class=\"wp-caption-text\"><em>Giotto di Bondone, Predica di San Francesco agli uccelli(Basilica Superiore San Francesco d\u2019Assisi, Assisi)<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Dal punto di vista antropologico, il <em>Cantico delle Creature <\/em>pu\u00f2 essere letto come una <em>breve<\/em> <em>cosmologia laterale<\/em>, in cui natura, umanit\u00e0 e divinit\u00e0 non sono ambiti separati, ma livelli comunicanti di uno stesso ordine del mondo. La voce umana non si impone sul creato, ma si inserisce in una polifonia gi\u00e0 esistente, fatta di luci, movimenti, elementi e ritmi naturali. Cantare il mondo significa riconoscerne la vitalit\u00e0 e lasciarsi attraversare da essa.<\/p>\n<p>La canzone, in questo senso, \u00e8 un vero e proprio <em>ponte ontologico<\/em>: attraverso la voce, San Francesco mette in risonanza umano, naturale e divino, trasformando il suono in un luogo di incontro tra dimensioni interdipendenti dell\u2019essere. Il Cantico non parla del mondo, ma <em>con il mondo<\/em>, instaurando una relazione fondata sull\u2019ascolto e sulla risposta.<\/p>\n<p>Come nell\u2019<em>acustemologia<\/em> teorizzata da Steven Feld, anche qui il suono non \u00e8 soltanto espressione o ornamento, ma modo di <em>abitare e conoscere il reale.<\/em> Il sapere non nasce dalla distanza, ma dalla vicinanza e dalla prossimit\u00e0 emotiva; non dall\u2019imposizione di una conoscenza, ma dall\u2019ascolto e dalla risonanza. Il <em>Cantico delle Creature<\/em>, diventa cos\u00ec uno spazio relazionale in cui l\u2019essere si manifesta come legame ed eco reciproca, anticipando una concezione del mondo che oggi trova risonanze profonde nel pensiero antropologico contemporaneo<a id=\"fnref2\" class=\"footnote-ref\" role=\"doc-noteref\" href=\"#fn2\"><sup>2<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Anche per i Kaluli il legame con la foresta, con gli elementi della natura \u00e8 parentale, continuo.<\/p>\n<p><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1084 alignright\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art09b.jpg?resize=300%2C200&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art09b.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art09b.jpg?resize=1024%2C682&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art09b.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art09b.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Il loro canto non \u00e8 solo un rumore naturale, ma un atto comunicativo carico di senso, che parla di perdita, lontananza, legami sociali e continuit\u00e0 tra vivi e morti. Quando gli esseri umani cantano, non imitano semplicemente i suoni degli uccelli, ma entrano in risonanza con essi, prolungando e traducendo nel linguaggio umano un sapere che \u00e8 gi\u00e0 presente nel paesaggio sonoro.<\/p>\n<p>Sia la canzone kaluli che il <em>Cantico<\/em> di san Francesco mostrano come il suono sia una forma di conoscenza: cantare significa conoscere e abitare il mondo, mettendo in relazione natura e<br \/>\nspiritualit\u00e0, umano e non umano. Il canto diventa cos\u00ec un <em>ponte ontologico e relazionale<\/em>, uno spazio condiviso in cui le differenze non sono negate, ma attraversate, e in cui il mondo si manifesta come una rete di voci interdipendenti.<\/p>\n<p>La canzone \u00e8 <em>la<\/em> <em>vibrazione corale<\/em> e <em>il <\/em><em>rito cordiale<\/em> tra il mondo conosciuto e quello da conoscere.<\/p>\n<figure><\/figure>\n<aside id=\"footnotes\" class=\"footnotes footnotes-end-of-document\" role=\"doc-endnotes\">\n<hr \/>\n<h2>Note<\/h2>\n<ol>\n<li id=\"fn1\">\u00a0S. Feld, <em>Suono e sentimento. Uccelli, pianto, poetica e canto nell\u2019espressione kaluli<\/em>. Traduzione italiana, Il Saggiatore, 1990.<a class=\"footnote-back\" role=\"doc-backlink\" href=\"#fnref1\">\u21a9\ufe0e<\/a><\/li>\n<li id=\"fn2\">\u00a0Si veda la corrente di pensiero della <em>Svolta ontologica<\/em> formulata tra gli altri da Philippe Descola in <em>Oltre natura e cultura<\/em> del 2013(trad. italiana); \u00a0Eduardo Viveiros de Castro in <em>Prospettivismo cosmologico in Amazzonia e altrove<\/em> del 2019 (trad. italiana)<a class=\"footnote-back\" role=\"doc-backlink\" href=\"#fnref2\">\u21a9\ufe0e<\/a><\/li>\n<\/ol>\n<\/aside>\n<div class=\"wp-block-file psallite-pdf\"><object class=\"wp-block-file__embed\" style=\"width:100%; height:600px;\" data=\"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-09-la-canzone-e-il-suono-come-ontologia-relazionale-manca.pdf\" type=\"application\/pdf\" aria-label=\"La canzone e il suono come ontologia relazionale: tra Steven Feld e san Francesco d\u2019Assisi (Valerio Manca)\"><\/object><a id=\"psallite-pdf-456299\" href=\"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-09-la-canzone-e-il-suono-come-ontologia-relazionale-manca.pdf\">La canzone e il suono come ontologia relazionale: tra Steven Feld e san Francesco d\u2019Assisi (Valerio Manca)<\/a> <a class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" href=\"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-09-la-canzone-e-il-suono-come-ontologia-relazionale-manca.pdf\" download aria-describedby=\"psallite-pdf-456299\">Download<\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La canzone precede la parola e la supera. 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