{"id":1199,"date":"2026-04-14T13:21:19","date_gmt":"2026-04-14T11:21:19","guid":{"rendered":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/?post_type=article&#038;p=1199"},"modified":"2026-04-20T10:42:42","modified_gmt":"2026-04-20T08:42:42","slug":"il-canto-liturgico-una-questione-di-genetica","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/article\/il-canto-liturgico-una-questione-di-genetica\/","title":{"rendered":"Il canto liturgico: una questione di \u2018genetica\u2019"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019influsso della musica leggera e popolare sul canto liturgico \u00e8 un tema assai cruciale e dibattuto perch\u00e9 tira in ballo proprio le varie concezioni di \u2018musica liturgica\u2019 e la polemica che la vedrebbe assorbita alla \u2018musica sacra\u2019 generalmente intesa. A mio avviso serve inquadrare la questione spiegando anzitutto la differenza tra la cultualit\u00e0 cristiana e tutte le altre (pagane, ma anche ebraica) da cui essa si \u00e8 affrancata.<\/p>\n<p>Prima dell\u2019avvento storico di Dio tra gli uomini, infatti, l\u2019adorazione della divinit\u00e0 era una pratica che riconosceva la sacralit\u00e0 appunto come entit\u00e0 a s\u00e9, separata e distinta dalla umanit\u00e0 \u2018suddita\u2019, e perci\u00f2 il modo di relazionarsi musicalmente con tale deit\u00e0 irraggiungibile assumeva i contorni di un fenomeno di estraneit\u00e0 a qualsiasi altra pratica quotidiana umana. Anche nel mondo ebraico il canto liturgico \u00e8 una dimensione appartenente alla tradizione nel senso pi\u00f9 stretto, ovvero si sustanzia di repertori e forme certamente estese e variate, per\u00f2 intangibili e prescrittivamente adoperabili.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che differenzia il canto liturgico cristiano e lo contraddistingue, \u00e8 appunto il fenomeno dell\u2019Incarnazione del Figlio di Dio, che abita la Storia e stravolge l\u2019umanit\u00e0. Con Dio che si \u00e8 fatto uomo tra gli uomini, la sacralit\u00e0 non pu\u00f2 pi\u00f9 essere \u2018esterna\u2019 all\u2019uomo (una relazione uomo-Dio che lascia ognuno al suo posto) ma paradossalmente lo infervora dall\u2019interno, diventa una mutazione \u2018genetica\u2019 delle sue connotazioni spirituali, alla stregua di una mutazione biologica del DNA che associa trascendentalit\u00e0 e terreit\u00e0 nella persona di Ges\u00f9 Cristo. E l\u2019Incarnazione come princ\u00ecpio teologico determina il costante \u201caggiornamento\u201d che bisogna ricercare nelle forme espressive, per corrispondere al continuo inabitare di Dio tra di noi.<\/p>\n<p>Pertanto esattamente come le diverse eres\u00ece che fino al Medioevo riconoscevano unicamente la sola essenza divina o la sola umana dell\u2019Emmanuele (invero generato per opera dello Spirito Santo grazie al <em>S\u00ec<\/em> della Vergine Maria), cos\u00ec il concepire il canto per la liturgia soltanto come \u2018sacro\u2019 o soltanto \u2018popolare\u2019 non rende conto della Fede viva che l\u2019Incarnazione implica.<\/p>\n<p>Ecco che il canto liturgico si rivela emblematico di tale \u2018equilibrio\u2019, poich\u00e9 in un certo senso corrisponde all\u2019inserzione del divino nell\u2019umano, assunto che operativamente autorizza a non intendere quale \u2018esclusivo\u2019 il repertorio musicale costituitosi per le liturgie fino ad un certo momento storico (voltando le spalle a tutta la creativit\u00e0 umana successiva), ma neppure a ritenere un falso imperativo la disposizione ad esprimerci prevalentemente con stili ed estetiche contemporanee. Infatti dal Concilio Vaticano II si \u00e8 avuta quasi una sorta di <em>miscomprensione<\/em> (non certo prefigurata dal Magno Sinodo) sull\u2019influenza che la musica leggera e il canto popolare dovesse (tornare ad) avere, una estremizzazione che ha inizialmente portato ad appiattire le scelte musicali su forme attuali (la <em>canzone<\/em> in primis), timbriche (soprattutto le chitarre) e armoniche (successioni e cadenze abusate) dimenticando di effettuare invece la esig\u00ecta rielaborazione a fini rituali.<\/p>\n<p>Se pastoralmente ben conosciamo le ragioni di tali scelte (coinvolgere l\u2019assemblea ed avvicinare i pi\u00f9 giovani), non si pu\u00f2 dopotutto tacere sulle \u2018omissioni\u2019 correlate alla mancata \u2018educazione\u2019 musicale (tanto dei compositori che dei fedeli esecutori) che avrebbe dovuto insegnare la difficile arte di generare canti di vera commistione tra sacro e profano.<\/p>\n<p>I rischi sono facilmente osservabili ancora oggi: eccessiva emotivit\u00e0 a scapito della dimensione contemplativa, testi poveri teologicamente (modellati sulla forma della canzone leggera che ripete pochi concetti banali), nonch\u00e9 l\u2019omologazione stilistica che appiattisce la ricchezza della tradizione liturgica. A questo punto per\u00f2 torna utile chiarire in parallelo l\u2019indicazione conciliare sul canto gregoriano come \u2018modello\u2019 cui riferirsi (<em>Sacrosanctum Concilium<\/em>, n. 116).<\/p>\n<p>La soluzione pi\u00f9 comoda, e naturalmente pi\u00f9 adottata, vede l\u2019utilizzo senza alterazione di antifone e brani gregoriani \u201ctali e quali\u201d durante le diverse celebrazioni. Piuttosto l\u2019intelligenza della Chiesa chiede, secondo quanto spiegato, di considerare il gregoriano invece proprio per la mirabile rappresentativit\u00e0 che offre riguardo la commistione sacro-profano di cui si \u00e8 detto poc\u2019anzi, in quanto il gregoriano come lo intendiamo oggi non \u00e8 quello che \u2018suonava\u2019 nelle menti dei fedeli che dal VIII secolo lo cantarono nelle liturgie francigene.<\/p>\n<p><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1082 alignleft\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art08b.jpg?resize=300%2C184&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"184\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art08b.jpg?resize=300%2C184&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art08b.jpg?resize=1024%2C626&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art08b.jpg?resize=768%2C470&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art08b.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>La genesi di tale forma monodica senza accompagnamento strumentale, infatti, aveva permesso al testo, chiaro e solenne, di diventare prioritario rispetto alla musica evitando protagonismi e favorendo la meditazione. Accentuando il ritmo delle parole anzich\u00e9 valorizzando la melodia, il gregoriano degli inizi equivaleva al nostro \u201crap\u201d, capace di esprimere contenuti su un minimo melodico (fino alla nota di recita fissa delle salmodie) senza troppi virtuosismi che dessero importanza all\u2019esibizione (foss\u2019anche nei modi neumatici e melismatici). L\u2019unit\u00e0 tra tra parola, gesto e silenzio, favorendo la partecipazione interiore dell\u2019assemblea, porta la liturgia a presentarsi appunto forma intermedia tra la sacralit\u00e0 del destinatario rituale e la profanit\u00e0 dell\u2019emittente terreno, pur contando sulla variet\u00e0 di \u2018modi\u2019 con cui declinare le atmosfere musicali dell\u2019Anno liturgico.<\/p>\n<p>Detto ci\u00f2, si comprende come l\u2019<em>exemplum<\/em> che il gregoriano rappresenta non significhi cieca adozione di inni e brani gregoriani bens\u00ec l\u2019abilit\u00e0 a saper coniugare oggi le estetiche nuove con l\u2019eternit\u00e0 del Vero. Perci\u00f2 l\u2019influsso della musica leggera e popolare, predominante e nocivo quando avviene in maniera non rielaborata, andrebbe \u2018corretto\u2019 re-imparando l\u2019uso di innovazioni armoniche, attualismi melodici e soluzioni ritmiche odierne per cantare la Liturgia, per lasciar parlare il Mistero, per farci rinascere in Dio.<\/p>\n<div class=\"wp-block-file psallite-pdf\"><object class=\"wp-block-file__embed\" style=\"width:100%; height:600px;\" data=\"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-08-il-canto-liturgico-una-questione-genetica-de-marzo.pdf\" type=\"application\/pdf\" aria-label=\"Il canto liturgico: una questione di \u2018genetica\u2019 (Alejandro De Marzo)\"><\/object><a id=\"psallite-pdf-890808\" href=\"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-08-il-canto-liturgico-una-questione-genetica-de-marzo.pdf\">Il canto liturgico: una questione di \u2018genetica\u2019 (Alejandro De Marzo)<\/a> <a class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" href=\"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-08-il-canto-liturgico-una-questione-genetica-de-marzo.pdf\" download aria-describedby=\"psallite-pdf-890808\">Download<\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019influsso della musica leggera e popolare sul canto liturgico \u00e8 un tema assai cruciale e dibattuto perch\u00e9 tira in ballo proprio le varie concezioni di \u2018musica liturgica\u2019 e la polemica che la vedrebbe assorbita alla \u2018musica sacra\u2019 generalmente intesa. 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