{"id":1193,"date":"2026-04-14T13:09:21","date_gmt":"2026-04-14T11:09:21","guid":{"rendered":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/?post_type=article&#038;p=1193"},"modified":"2026-04-20T11:42:20","modified_gmt":"2026-04-20T09:42:20","slug":"1193","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/psallite.net\/rivista\/article\/1193\/","title":{"rendered":"Il suono della tradizione nel tempo della ripetizione"},"content":{"rendered":"<h2><em>Organo a canne e crisi della variet\u00e0 liturgica<\/em><\/h2>\n<blockquote><p><em>\u00abNella Chiesa latina si abbia in grande onore l\u2019organo a canne, strumento musicale tradizionale, il cui suono \u00e8 in grado di aggiungere un notevole splendore alle cerimonie della Chiesa, e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti\u00bb <\/em>(SC 120).<\/p><\/blockquote>\n<p><span class=\"lettrine\">I<\/span><span class=\"smallcaps\">l <\/span>Concilio Ecumenico Vaticano II definisce l\u2019organo a canne \u201cstrumento musicale tradizionale\u201d. Esso ha avuto infatti, nel corso dei secoli, grande importanza in modo particolare nella liturgia cattolica, in quella anglicana e in quella luterana. Cerchiamo anzitutto di approfondire questa affermazione: \u201cstrumento musicale tradizionale\u201d.<\/p>\n<h2 id=\"profilo-storico-dalle-origini-al-rinascimento\">Profilo storico: dalle origini al Rinascimento<\/h2>\n<p>L\u2019organo (la specificazione a canne risale al secolo XX, quando nascono organi che producono il suono attraverso dispositivi elettromeccanici o elettronici), ha origini antichissime, risalenti al tempo di Ctesibio di Alessandria (285-222 a.C.), inventore dell\u2019organo idraulico. Il dono di un organo fatto dall\u2019imperatore bizantino Costantino V al re carolingio Pipino nel 757, segna, probabilmente, l\u2019inizio della diffusione e dell\u2019utilizzo di questo strumento nel contesto liturgico cristiano; sebbene sia lecito supporre l\u2019uso liturgico dell\u2019organo anche nei secoli precedenti. Nel tardo Medioevo si cominciano a vedere strumenti di grandi dimensioni, con un elevato numero di canne. Gi\u00e0 alla fine del secolo XIV a Rouen vi era un organo a<br \/>\ndue tastiere e a Strasburgo a tre. Nel XV secolo l\u2019arte organaria fiamminga sviluppa strumenti di grandi dimensioni, con registri \u201csolisti\u201d; mentre in Italia, nello stesso periodo, gli strumenti sono di dimensioni pi\u00f9 piccole, ad una tastiera, coi registri \u201cspezzati\u201d in bassi e soprani. Nel 1496 Papa Alessandro VI fa costruire il primo dei due organi della Basilica di San Pietro la quale nel secolo XVII risulter\u00e0 dotata di due organi fissi e di uno o pi\u00f9 organi portativi.<\/p>\n<h2 id=\"let\u00e0-doro-della-musica-organistica-e-la-riforma-tridentina\">L\u2019et\u00e0 d\u2019oro della musica organistica e la riforma tridentina<\/h2>\n<p>Nel solco tracciato dal Concilio di Trento, che \u201cmette ordine\u201d al canto e alla musica liturgica, Papa Clemente VIII, il quale fa realizzare a Luca Biagi il grande organo della Cattedrale di san<br \/>\nGiovanni in Laterano, nel <em>Coerimoniale Episcoporum<\/em> prospetta un intervento dell\u2019organo all\u2019inizio della celebrazione e al termine del canto durante il Vespro e la Messa. All\u2019organo viene dato uno spazio sempre pi\u00f9 ampio all\u2019interno della celebrazione liturgica: viene usato per l\u2019accompagnamento del canto, ma anche per l\u2019esecuzione di brani solistici che hanno connotazioni loro proprie e collocazioni specifiche all\u2019interno della liturgia. Il suono dell\u2019organo poteva accompagnare la processione dei ministri dalla sacrestia all\u2019altare (eventualmente al posto dell\u2019<em>introito<\/em>). Una <em>canzona<\/em> o un <em>capriccio<\/em> potevano seguire l\u2019epistola. C\u2019erano composizioni particolari per l\u2019offertorio e per l\u2019elevazione; e dopo l\u2019<em>Agnus Dei<\/em> si potevano eseguire uno o pi\u00f9 brani, che aiutassero a mantenere un clima di raccoglimento. Alla fine, dopo l\u2019<em>ite Missa est<\/em>, un ripieno. Uno dei pi\u00f9 grandi musicisti dell\u2019epoca Girolamo Frescobaldi, organista nella Basilica Vaticana dal 1608, nel 1620 pubblica i suoi <em>Fiori musicali<\/em>, una raccolta di quarantasei brani per il servizio liturgico, un capolavoro della musica organistica che J.S. Bach copier\u00e0 nel 1714 per il suo studio personale.<\/p>\n<p>Questi elementi mostrano che, nel periodo che segue il Concilio di Trento e che vede la sua attuazione, la musica per la liturgia risponde a dei canoni precisi, che non mortificano la creativit\u00e0 degli artisti e danno al suono dell\u2019organo uno spazio sia nell\u2019accompagnamento del canto corale sia come strumento solista.<\/p>\n<h2 id=\"la-deriva-teatrale-e-la-reazione-del-novecento\">La deriva teatrale e la reazione del Novecento<\/h2>\n<p>A partire dal XVII la musica liturgica subisce l\u2019influenza di due forme musicali che si imporranno in tutto il mondo occidentale: il <em>melodramma<\/em> e l\u2019<em>oratorio<\/em>. La musica per la liturgia<br \/>\n(anche quella organistica), pian piano tende a somigliare a quella eseguita nei teatri e nelle sale da concerto. All\u2019organo si suonano <em>mazurke<\/em>, <em>cavatine<\/em>, <em>arie<\/em>, <em>fanfare<\/em>, <em>minuetti<\/em>, che ammiccano al genere operistico. La situazione \u00e8 tale che Benedetto XIV, nel 1749, alla vigilia dell\u2019Anno Santo del 1750, pubblica l\u2019enciclica <em>Annus Qui<\/em>, sulla Musica Sacra, nella quale<br \/>\nrichiama l\u2019importanza della ricerca di uno stile adeguato alla celebrazione liturgica e il rifiuto di qualsiasi teatralit\u00e0. Il <em>Motu Proprio<\/em> <em>Inter Sollecitudines<\/em>, promulgato da Pio X nel 1903,\u00a0<span style=\"font-size: inherit;\">segner\u00e0 un punto di svolta nelle questioni riguardanti il rapporto <\/span><span style=\"font-size: inherit;\">tra musica e liturgia, dando, tra l\u2019altro, delle disposizioni affinch\u00e9 <\/span><span style=\"font-size: inherit;\">l\u2019organo abbandoni le sinfonie e le arie d\u2019opera ed assuma uno stile pi\u00f9 <\/span><span style=\"font-size: inherit;\">grave e severo. I documenti successivi hanno fondamentalmente ripreso, <\/span><span style=\"font-size: inherit;\">circa il ruolo dell\u2019organo nella liturgia, la visione di Pio X. Il <\/span><span style=\"font-size: inherit;\">Concilio Vaticano II, come abbiamo detto all\u2019inizio, ribadisce <\/span><span style=\"font-size: inherit;\">l\u2019importanza dell\u2019organo e il suo ruolo nella dimensione <\/span><span style=\"font-size: inherit;\">celebrativa.<\/span><\/p>\n<h2 id=\"lorgano-oggi-possibilit\u00e0-e-prassi-nella-riforma-liturgica\">L\u2019organo oggi: possibilit\u00e0 e prassi nella riforma liturgica<\/h2>\n<p>Dopo questo lungo ma necessario <em>excursus<\/em> storico, che ci ha aiutato a comprendere l\u2019affermazione conciliare che definisce l\u2019organo \u201cstrumento musicale tradizionale\u201d, possiamo domandarci quale sia il suo spazio nella celebrazione alla luce della riforma liturgica e nell\u2019attuale contesto di crisi della variet\u00e0 liturgica.<\/p>\n<p>Rispetto al rito latino precedente la riforma liturgica, l\u2019organo oggi ha una molteplicit\u00e0 di spazi e di possibilit\u00e0 d\u2019intervento. Pu\u00f2 aprire e chiudere la celebrazione; pu\u00f2 suonare come strumento solista all\u2019offertorio (quando non viene fatta la processione offertoriale); pu\u00f2 suonare dopo il canto di comunione; pu\u00f2 dialogare con il coro e sostenere il canto dell\u2019assemblea. C\u2019\u00e8 spazio per l\u2019improvvisazione organistica e per l\u2019esecuzione di brani di letteratura per organo. Attraverso un uso sapiente dei registri dello strumento, si pu\u00f2 contribuire a creare un <em>climax<\/em> adeguato al contesto celebrativo e alimentare cos\u00ec la variet\u00e0 liturgica. Introdurre un canto o chiuderlo con una breve coda non richiede le abilit\u00e0 di un grande improvvisatore, ma un minimo di studio e di creativit\u00e0. Non occorre essere un concertista per suonare la letteratura organistica: ci sono pezzi semplici, belli e adeguati alla liturgia, di autori dei secoli passati, come pure di contemporanei, che possono arricchire l\u2019azione liturgica e aiutare la preghiera. Su quest\u2019ultimo punto, mi permetto di condividere<br \/>\nuna esperienza personale. Mi sono innamorato dell\u2019organo, quando da bambino, entrando in chiesa, ascoltavo l\u2019organista suonare Frescobaldi, Bach, Franck, Widor: \u00e8 stata una grande scuola di formazione all\u2019ascolto, che ha contribuito in modo determinante a far crescere il mio amore per la musica e a spingermi a studiarla in modo pi\u00f9 approfondito. In questo senso, l\u2019organista pu\u00f2 svolgere un ruolo importante, anche in merito alla divulgazione culturale e ha una responsabilit\u00e0 tutt\u2019altro che trascurabile.<\/p>\n<h2 id=\"dalla-professionalit\u00e0-alla-ministerialit\u00e0\">Dalla professionalit\u00e0 alla ministerialit\u00e0<\/h2>\n<p>Tutto questo discorso rimanda ad una questione fondamentale: la riscoperta della funzione ministeriale dell\u2019organo e dell\u2019organista, il quale, scrive don Antonio Parisi:<\/p>\n<blockquote><p>&lt;&lt;non pu\u00f2 stare sul piedistallo e giudicare tutti e tutto dal suo punto di vista musicale; vanno fissate anche altre considerazioni di carattere liturgico, pastorale e umano. Occorre un\u2019apertura mentale, passando da una professionalit\u00e0 acquisita ad una ministerialit\u00e0 conquistata&gt;&gt; (A. Parisi, <em>La musica liturgica in Italia<\/em>, Padova, Edizioni Messaggero Padova, 2013, p.75).<\/p><\/blockquote>\n<p>Un\u2019ultima riflessione vorrei dedicarla alla questione della composizione dei canti liturgici. Tenendo presente il panorama italiano, possiamo notare, salvo rare eccezioni, il ruolo estremamente limitato dell\u2019organo negli accompagnamenti. I canti risultano spesso privi di introduzioni, interludi organistici, code conclusive. Una maggiore creativit\u00e0 a livello compositivo, salvaguardando i criteri di sobriet\u00e0 e di semplicit\u00e0, sarebbe decisamente auspicabile.<\/p>\n<h2 id=\"realismo-pastorale-e-strumenti-elettronici\">Realismo pastorale e strumenti elettronici<\/h2>\n<p>Ci potremmo infine legittimamente domandare: la questione del ruolo dell\u2019organo, cos\u00ec come l\u2019abbiamo affrontata, pu\u00f2 riguardare anche l\u2019organo cosiddetto elettronico, o come andrebbe pi\u00f9 correttamente chiamato: l\u2019<em>elettrofono<\/em>? Arroccarsi in posizioni \u201cpuriste\u201d, che prendono in considerazione solo gli strumenti a canne, credo sia assolutamente inutile. Anche gli <em>elettrofoni<\/em>, specialmente quelli di ultima generazione, possono avere una loro dignit\u00e0 e contribuire al decoro delle celebrazioni. Bisogna essere realisti: i costi di uno strumento a canne, nuovo o usato, sono talvolta molto elevati e proibitivi. Per molte comunit\u00e0, l\u2019alternativa all\u2019<em>elettrofono<\/em> sarebbe il nulla. Meglio quindi evitare, nei confronti dell\u2019organo elettronico, posizioni preconcette o ideologiche, che rischiano di non tenere conto della realt\u00e0 del contesto ecclesiale.<\/p>\n<h2 id=\"conclusione-una-speranza-che-resiste\">Conclusione: una speranza che resiste<\/h2>\n<p><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1048 alignleft\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art07b.jpg?resize=300%2C199&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art07b.jpg?resize=300%2C199&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-art07b.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>In conclusione possiamo dire che l\u2019organo, tra alterne \u201cvicende\u201d, ha avuto nel corso dei secoli, un ruolo significativo nell\u2019ambito della liturgia cattolica. Anche nel contesto celebrativo rinnovato dalla riforma del Vaticano II, il suono di questo strumento pu\u00f2 \u201cservire\u201d la celebrazione, contribuire alla variet\u00e0 liturgica e di conseguenza all\u2019edificazione spirituale dei fedeli.<\/p>\n<p>Le parole attribuite al celebre organista Jean Guillou (1930-2019) alimentano la nostra consapevolezza e la nostra speranza: \u201canche se oggi la Chiesa non \u00e8 pi\u00f9 interessata alla musica come un tempo, l\u2019organo resister\u00e0\u201d.<\/p>\n<div class=\"wp-block-file psallite-pdf\"><object class=\"wp-block-file__embed\" style=\"width:100%; height:600px;\" data=\"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-07-il-suono-della-tradizione-nel-tempo-della-ripetizione-de-propris.pdf\" type=\"application\/pdf\" aria-label=\"Il suono della tradizione nel tempo della ripetizione\"><\/object><a id=\"psallite-pdf-385885\" href=\"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-07-il-suono-della-tradizione-nel-tempo-della-ripetizione-de-propris.pdf\">Il suono della tradizione nel tempo della ripetizione<\/a> <a class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" href=\"https:\/\/psallite.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/psallite28-07-il-suono-della-tradizione-nel-tempo-della-ripetizione-de-propris.pdf\" download aria-describedby=\"psallite-pdf-385885\">Download<\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Organo a canne e crisi della variet\u00e0 liturgica \u00abNella Chiesa latina si abbia in grande onore l\u2019organo a canne, strumento musicale tradizionale, il cui suono \u00e8 in grado di aggiungere un notevole splendore alle cerimonie della Chiesa, e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti\u00bb (SC 120). 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