canto per assemblea

Gloria a te

Mario Lanaro, Carlo Paniccià

Gloria a Te, Signor! appartiene a quella produzione liturgica postconciliare che ha saputo coniugare immediatezza rituale, essenzialità musicale e solidità teologica. Il testo di Eugenio Costa e Gianfranco Sobrero, affidato alla linea melodica di Roland Jef, assume infatti la forma di una grande acclamazione cristologica nella quale l’assemblea è chiamata non tanto a descrivere il mistero celebrato, quanto ad acclamarlo coralmente.

Il contenuto testuale

L’intero canto è costruito secondo la forma dialogica dell’acclamazione liturgica: a ogni invocazione riferita a Cristo segue la risposta dell’assemblea – Gloria a Te, Signor! – in un alternarsi che richiama direttamente una delle strutture rituali più antiche della liturgia cristiana. Non si tratta quindi di una semplice successione strofica, ma di autentiche acclamazioni di dialogo, pienamente coerenti con la forma celebrativa prevista dalla liturgia, nella quale il popolo partecipa proclamando e confermando coralmente la fede della Chiesa.

La successione delle strofe attraversa progressivamente il mistero di Cristo nella sua totalità: il Verbo eterno del Padre, la Sapienza divina, la luce immortale, l’incarnazione, la Pasqua, l’Ascensione, il dono dello Spirito Santo e il ritorno glorioso alla fine dei tempi. In questo senso il canto possiede una struttura fortemente anamnetica e dossologica: l’assemblea canta ciò che la Chiesa crede, celebra e attende.

Pur nella sua semplicità linguistica, il testo presenta una notevole compattezza teologica.

↩ Torna all’indice

La musica

La scrittura musicale di Roland Jef si colloca perfettamente entro questa prospettiva rituale. La linea melodica è ampia, regolare, facilmente assimilabile dall’assemblea e priva di qualsiasi elemento virtuosistico. L’andamento quasi processionale della frase musicale favorisce la partecipazione comunitaria e permette al testo di emergere con grande chiarezza. Proprio questa essenzialità costituisce uno dei principali punti di forza del brano: la musica non si sovrappone all’azione liturgica, ma la sostiene con efficacia.

La versione qui proposta presenta un lavoro particolarmente accurato di Mario Lanaro, che ha composto l’intonazione iniziale ad libitum e predisposto tre differenti armonizzazioni per l’accompagnamento organistico da scegliere o alternare conferendo una inaspettata varietà esecutiva. L’intonazione introduttiva svolge una funzione importante non soltanto musicale ma anche rituale: prepara il clima celebrativo, stabilisce il tono dell’acclamazione e favorisce l’ingresso progressivo dell’assemblea nel canto.

↩ Torna all’indice

Consigli esecutivi

Le tre armonizzazioni non costituiscono semplici variazioni ornamentali, ma differenti modalità di sostegno dell’acclamazione assembleare. Nella seconda e terza armonizzazione, sulla sola acclamazione “Gloria a Te, Signor!”, viene indicato il suggerimento di una breve risposta affidata alla voce dei contralti e tenori. Tale intervento non trasforma il brano in elaborazione corale autonoma, ma arricchisce la dinamica dialogica già presente nella struttura del canto. L’inciso dei contralti e dei tenori agisce come elemento di amplificazione e sostegno dell’acclamazione assembleare.

↩ Torna all’indice

L’uso rituale

Dal punto di vista rituale, Gloria a Te, Signor! trova il suo impiego più naturale nei momenti liturgici di carattere acclamatorio: le processioni solenni, le liturgie della Parola e le celebrazioni fortemente cristologiche. La struttura modulare delle strofe consente inoltre di selezionare le invocazioni più adatte ai diversi tempi liturgici.

In forma più marginale, il solo ritornello “Gloria a Te, Signor!” può essere utilizzato anche come risposta assembleare nel rito della Benedizione dell’acqua lustrale fuori della Messa contenuto nel libro liturgico del Benedizionale. In questo caso la breve acclamazione assume efficacemente la funzione di risposta dialogica alla preghiera di benedizione.

↩ Torna all’indice

Il testo

Gloria a Cristo,
splendore eterno del Dio vivente!
Gloria a Te, Signor!

Gloria a Cristo,
sapienza eterna del Dio vivente!
Gloria a Te, Signor!

Gloria a Cristo,
Parola eterna del Dio vivente!
Gloria a Te, Signor!

Gloria a Cristo,
la luce immortale del Padre celeste!
Gloria a Te, Signor!

Gloria a Cristo,
la vita e la forza di tutti i viventi!
Gloria a Te, Signor!

Gloria a Cristo,
che viene nel mondo a nostra salvezza!
Gloria a Te, Signor!

Gloria a Cristo,
che muore e risorge per tutti i fratelli!
Gloria a Te, Signor!

Gloria a Cristo,
che ascende nei cieli alla destra del Padre!
Gloria a Te, Signor!

Gloria a Cristo,
che dona alla Chiesa lo Spirito Santo!
Gloria a Te, Signor!

Gloria a Cristo,
che ritornerà alla fine dei tempi!
Gloria a Te, Signor!

↩ Torna all’indice



 

Autori

  • Mario Lanaro è organista, direttore di coro e d’orchestra, compositore e arrangiatore. Alla carriera artistica affianca un costante impegno nella divulgazione musicale attraverso la direzione corale, la didattica e la progettazione culturale. Dal 1998 ha ideato e curato con la Società del Quartetto di Vicenza il concorso Scrivi che ti canto, divenuto negli anni anche antologia, percorso formativo per docenti e progetto di videolezioni. È stato docente nei Conservatori di Rovigo, Trento e Verona e di Composizione Sacra presso l’Istituto Diocesano di Vicenza. Ha diretto numerosi ensemble vocali e strumentali ed è frequentemente invitato come giurato in concorsi internazionali. Le sue composizioni e arrangiamenti, pubblicati da Sikorski, A Cœur Joie e Carrara/Volontè, sono eseguiti a livello internazionale. Tra le opere principali: La fabbrica di cioccolato (2011), L’Annunciazione (2017), A Fiordiraso (2022) e Piccola suite per Gigi (2023). Nel 2025 ha diretto l’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza al Concerto VivaVerdi. Autore del metodo Esperienze Corali (2012), è membro della Commissione Artistica ASAC Veneto e Premio ASAC per la Musica Corale 2022.

    Visualizza tutti gli articoli
  • Carlo Paniccià è nato e vive a Macerata. Oltre agli studi musicali presso il Conservatorio Statale di Musica “G.Rossini” di Pesaro e alla laurea in ingegneria conseguita presso l’Università Politecnica delle Marche, ha conseguito i diplomi al CoPerLiM. e al corso biennale “Giovanni Maria Rossi” per direttore di coro liturgico della Conferenza Episcopale Italiana presso la Pontificia Università Lateranense. Collabora con l’Ufficio Liturgico Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana. E’ docente dei corsi di Musica Liturgica On Line e CoPerLiM. Ha composto drammi teatrali e musiche di scena per il teatro. Sue composizioni di musica liturgica sono state pubblicate da diverse case editrici e riviste specializzate. Dal 1993 dirige la Cappella Musicale della Cattedrale di Macerata e dal 2013 il coro Vox Phoenicis di Loreto. Dal 2017 ha fondato insieme a Mons. Antonio Parisi la rivista gratuita on line di musica e liturgia Psallite!.

    Visualizza tutti gli articoli

Lascia un commento