La preghiera a Cristo-Luce
la luce è ”il costante riverbero di una tenace speranza
oltremodo necessaria nei tempi presenti
così segnati da quasi incontrastabili penombre
e da ancor più angoscianti oscurità“.
Bernardo Gianni, OSB, 2022
La preghiera a Cristo-Luce trova il culmine all’inizio della veglia pasquale, la celebrazione – al centro dell’anno liturgico – che affonda le radici nei riti giudaici.1 Nello sviluppo della liturgia cristiana nel mondo latino, la Chiesa ambrosiana ha elaborato una particolare azione liturgica con cui inizia ancora oggi la celebrazione dei vespri.
Si tratta del lucernario che – con un suo proprio canto responsoriale (lucernarium) – apre i vespri milanesi, seguìto da altri canti, prima di elevare la preghiera salmica (parallela ai vespri romani) e concludere la celebrazione serale con una terza sezione processionale. Ai nostri giorni non sono mancati suggerimenti per introdurre una liturgia della luce anche nei vespri di rito romano.
Vari itinerari presenti nell’universo liturgico evidenziano la centralità del tema “luce” a partire dall’affermazione di Gesù Cristo, quando dice di sé “Ego sum lux mundi” Gv 8, 12; “Lux sum mundi” Gv 9, 5. Quanto sia importante per i cristiani avere coscienza di che cosa comporti l’esperienza luminosa del Signore Gesù, risulta da un’altra parola. Questa evidenzia la missione illuminante dei credenti che vivono nel tempo il mistero teandrico di Cristo: “Vos estis lux mundi. Non potest civitas abscondi supra montem posita” Mt 5, 14.
L’irradiazione della vita divina attraversa e permea l’esistenza umana; le conferisce, inoltre, lo splendore della sfolgorante vita nuova che il battezzato affronta con timore e tremore nel pieno abbandono alla volontà di D-i-o, con l’immersione totale nella luce trinitaria.
“Deus Dominus et inluxit
nobis/Dio, il Signore è nostra luce” Sal 117, 27c. “Deus lux est, et tenebræ in eo non sunt ullæ” 1Gv, 1, 5.
* * *
Volgiamo per un momento lo sguardo alla tradizione.
Cristo è cantato splendor – sol – gloria – lux et imago” nella sequenza de nomine Christi “Domini nunc pangant nomina summi.2 È una verità che viviamo nel quotidiano, come proclamiamo con fede nel Credo “Lumen de Lumine”.
In alcune sequenze si trovano vocaboli/temi riferiti esplicitamente allo splendore dello Spirito Santo:3
flamen almum
flamen pium
flamen sanctum,
flamineua Spiritus,
flamma dulcis,
fons radians igni,
ignis illuminans
ignis lucens,
illuminans,
illuminator cordium,
linguæ flammeæ,
lucens,
lucifluens,
lumen æterni luminis
lumen carum
lumen clarum
lumen cordium
lumen verum,
lustrans,
lux beatissima
lux creatrix luminum
lux depellens
lux & pax ætherea
lux indicens veritatem
lux insignis
lux iucunda
Spiritus flamineus
Il tema della luce è stato ripreso ed elaborato in infinite variazioni che gradualmente permettono di scoprire la gamma straordinaria di riflessi che nascono nel mistero trinitario, risplendono in Cristo Gesù e olluminano i battezzati nella forza del Paraclito. Di fronte alla sensibilità avvertita nel tempo attuale, sarebbe opportuno promuovere la celebrazione del lucernario tenendo presenti quattro aspetti:
- a
- accanto alla dimensione cristologica – radicata sin dai primi secoli nella preghiera della Chiesa – si potrebbe/dovrebbe affrontare l’esperienza di una liturgia lucernare trinitaria;
- b
- il tradizionale lucernario è legato al tramonto vespertino; ma ci sono due altri momenti della giornata importanti nell’economia salvifica: l’alba e la notte. La prima contempla la rinascita quotidianadella luce; le tenebre evidenziano nel contrasto la signoria perenne di Cristo;
- c
- grande attenzione occorre rivolgere ai singoli elementi che contribuiscono alla formazione di un lucernario. È necessario avere chiaro l’itinerario dell’intera celebrazione e i compiti affidati a singoli ministri e all’assemblea. Particolare cura si rivolga alla scelta dei testi scritturistici ed ecclesiali, alla modalità della comunicazione (parlato, canto) e dei gesti (es. momenti n cui ci si rivolge all’Oriente). Non si possono trascurare gli spazi di silenzio e di preghiera itinerante all’interno di un edificio o tra una chiesa e un oratorio. Importanti sono gesti sostanziali ed esplicativi come il cero pasquale e l’accensione di candele o torce. Altre iniziative vanno recuperate in parte o sostituite con prudenza e scienza. Si pensi alla sfera di fuoco che ha sempre suggestionato le assemblee ambrosiane all’inizio del lucernario.
- d
- da valutare con attenzione il momento della giornata e,soprattutto, il rapporto con un’azione liturgica prevista in quel medesimo tempo.
Talora il congiungere un elemento ‚estraneo‘ a un’azione liturgica finisce per incrinare l’equilibrio delle parti in causa. Se il lucernario durasse tra 30-60 minuti e non fosse un evento quotidiano, sentito il parere della competente autorità, potrebbe forse sostituire l’azione liturgica che coincide con la liturgia già prevista (come accade da sempre durante il Triduo pasquale).

Affinché la proposta diventi un momento importante nella vita ecclesiale, occorre che tutto si svolga tenendo ben presente la costituzione della comunità orante presente: parrocchiale, religiosa, giovanile (ministranti, musici, scout…) o sociale (lavoratori, impiegati, professionisti…).
Nel decorso della celebrazione “Lucernario” – oltre al canto eventuale di uno o più salmi – la preghiera può essere espressa con 3 tipologie musicali: inni, antifone, responsori.
Non è unica e assoluta la funzione di questi canti. All’inizio si potrebbe elevare un inno, seguendo lo schema dell’attuale liturgia horarum. In determinate circostanze l’inno potrebbe essere intonato verso la fine, come succedeva in passato alle lodi e ai vespri.
Il responsorio lucernario a Milano apre l’azione pomeridiana dei vespri, ma potrebbe essere cantato come risposta alla proclamazione biblica, il centro dell’incontro. Le antifone accompagnano la salmodia o altri momenti.
Segue un piccolo repertorio di canti scelti per la preghiera del Lucernario. Sono premessi da 1 a 3 asterischi alle melodie per indicare caratteristiche e/o usi tradizionali: si riferiscono alla preghiera dell’aurora (*), del tardo pomeriggio (**) e della notte (***).
I canti
Inni
1. (*) Æterne rerum conditor
Ambrogio † 397, M347,156 (ed. Stäblein 2/11) – AH 50,11/4 – (schema abcb’)
2. Præco diei iam sonat noctis profundæ pervigil
nocturna lux viantibus a nocte noctem segregans.
3. Hoc excitatus lucifer solvit polum caligine
hoc omnis erronum chorus vias nocendi deserit.
4. Hoc nauta vires colligit pontique mitescunt freta
hoc ipse petra ecclesæ canente culpam diluit.
5. Surgamus ergo strenue gallus iacentes excitat
et somnolentos increpat gallus negantes arguit.
6. Gallo canente spes redit ægris salus refunditur
mucro latronis conditur lapsis fides revertitur.
7. Iesu labentes respice et nos videndo corrige
si respicis lapsus cadunt fletuque culpa solvitur.
8. Tu lux refulge sensibus mentisque somnum discute
te nostra vox primum sonet et ora solvamus tibi.
9. Præsta Pater piissime Patrique Compar Unice
cum Spiritu Paraclito regnans per omne sæculum.
2. (**) Æterne rerum conditor
LH83,188 AH 51,34/34 – (schema abab)
2. Qui mane iunctum vesperi diem vocari præcipis
tetrum chaos illabitur audi preces cum fletibus.
3. Ne mens gravata crimine vitæ sit exsul munere
dum nil perenne cogitat seseque culpis illigat.
4. Cælorum pulset intimum vitale tollat præmium
vitemus omne noxium purgemus omne pessimurn.
5. Præsta Pater piissime Patrique Compar Unice
cum Spiritu Paraclito regnans per omne sæculum.
3. (*) Nox et tenebrœ
Prudenzio sec. IV-V – Bg.10v-11r AH 51,23/23 – lodi f. 4 – (schema abca’)
2. Caligo terræ scinditur percussa solis spiculo
rebusque iam color redit vultu nitentis sideris.
3. Te Christe solum novimus te mente pura et simplici
flendo et canendo quæsumus intende nostris sensibus.
4. Sunt multa fucis illita quæ luce purgentur tua
Tu lux Eoy sideris vultu sereno illumina.
5. Deo Patri sit gloria eiusque soli Filio
cum Spiritu Paraclito et nunc et in perpetuum.
4. (*) Splendor paterne gloriæ
Trv, 2r – AH 50,11/5 – (schema abad)
2. Verusque sol illabere micans nitore perpeti
iubarque sancti spiritus infunde nostris sensibus.
3. Votis vocemus et patrem patrem perennis gloriæ
Patrem poténtis gratiæ culpam reléget lúbricam.
4. Informet actus strénuos dentem retundat invidi
casus secundet asperos donet gerendi gratiam.
5. Mentem gubernet et regat casto fideli corpore
fides calore ferveat fraudis venena nesciat.
6. Christusque nobis sit cibus potusque noster sit fides
bibamus sobriam ebrietatem Spiritus.
7. Lætus dies hic transeat pudor sit ut diluculum
fides velut meridies crepusculum mens neciat.
8. Aurora cursus provehit aurora totus prodeat
in Patre totus filius et totus in Verbo Pater.
9. Præsta Pater piissime Patrique Compar unice
cum Spiritu paraclito regnans per omne sæculum.
5. (**) O lux beata Trinitas
Rr4, 5r AH 51,38/40 (schema aaba)
2. Te mane laudum carmine Te deprecemur vespere
Te nostra supplex gloria per cuncta laudet sæcula.
3. Deo Patri sit gloria eiusque soli Filio
cum Spiritu Paraclito et nunc et in perpetuum.
6. (***) Consors paterni luminis
Faenza, Arch. Capitolare, A 14, sec. XIV – AH 51,28/26
2. Aufer tenebras mentium fuga catervas dæmonum
expelle somnolentiam ne pigritantes obruat.
3. Sic Christe nobis omnibus indulgeas credentibus
ut prosit exorantibus quod præcinentes psallimus.
4. Præsta Pater piissime Patrique Compar unice
cum Spiritu paraclito regnans per omne sæculum.
Antifone
7. (*****) Ante duos vates
Bn21, 216v – CAO 1433 Transfiguratio (mtt vsp)
8. (**) Ave spes nostra
Mn.259ra CAO 1546 infra VIII Assumptionis (vsp)
9. (*) Deus a Libano veniet
Bn21, 6v CAO 2163 feria VI ante Natale Domini
10. (*) Ego sum
lux mundi Pc65, 319b CAO 2592 sabbato & dominica passionis (lds)
11. (*****) Hodie dominus Iesus
Bn21, 216v CAO 3097 Transfiguratio (mtt vsp)
12. Illuminare illuminare Ierusalem
MuA, 273
13. (**) Lux de luce
Bn21, 37v CAO 3649 Epiphania
14. (**) Lux orta est super nos
Bn21, 23v CAO 3652 Natale Domini
15. Lux tua et veritas tua
MuB 185 – post Kyrie cum Gloria
16. (**) O oriens splendor lucis
Bn21, 12v CAO 4050 Adventus Antiphona «O»
17. Sit splendor Domini
MuB, 475 Completuria
18. Splendor tuus illuminabit
MuA, 287
19. (***) Virtus nostra Domine
FiC, 239v CAO 5464 dominica in æstate
Responsorio lucernario
20. (**) Alleluia
V. Dominus illuminatio mea. MuB, 4 Pascha
21. (**) Apud te Domine
V. Non veniat mihi pes. MuB, 252 Epiphania Domini Ln34, 98
22. (**) Confitemini Domino
V. Confitemini Deo. MuB, 508-509.
23. (**) Dominus illuminatio mea
V.Dominus protector. MuB, 529.
24. (***) In propria venit
V. Erit lux vera Rv5, 29rv CAO 6930
25. (**) Lucerna pedibus meis
V. Iuravi et statui Ln34, 270 Virgines
26. (**) Lux orta est iusto
V. Dominus regnavit. Ln34, 270 Confessores
27. (**) Paravi lucernam
V. Memento Domine. MuA, 158.
28. (**) Quoniam tu illuminas
V. Quoniam in te. MuB, 509.
29. (**) Signatum est
V. Dedisti lætitiam MuB, 379-380.
30. (**) Timete Dominum
V. Benedicam Dominum. MuB, 379 – In Natale martyrum.
Sigle
- AH 50
- : Guido Maria Dreves, Hymnographi Latini. Lteinische Hymnendichter des Mittelalters. Zweite Folge. Aus gedruckten und ungedruckten Quellen herausgegeben, O. R. Reisland 1907 (Analecta Hymnica Medii Æbi 50).
- AH 51
- : Clemens Blume, Die Hymnen des Thesaurus Hymnologicus H. A. Daniels und anderer Hymnen-Ausgaben. I: Die Hymnen des 5.-11. Jahrhunderts und Irisch-Keltische Hymnodie aus den ältesten Quellen neu herausgegeben, Leipzig, O. R. Reisland 1908 (Analecta Hymnica Medii Æbi 51).
- Ant
- : antifonario.
- ant
- : antifona.
- Bg
- : Bergamo, Archivio Curia, Libri Antichi, Preziosi 1, Ant OB, Bg S. Grata, sec. XVI ¼.
- Bn21
- : Benevento, Bibl. Capitolare, 21, Ant Campania, sec. XII-XIII.
- Brv
- : breviario.
- CAO3
- : René-Jean Hesbert, Corpus Antiphonalium Officii. III: Invitatoria et antiphonae. Editio critica, Roma, Herder 1968 (Rerum Ecclesiasticarum Documenta, Series Maior, Fontes 9).
- F14
- : Faenza, Arch. Capitolare, A 14, 1-28 (Cantorino 1), Hmn, sec. XIV.
- FiC
- : Firenze, Curia arcivesc., s.s., Ant Firenze, S. Reparata (antico Duomo), sec. XII.
- Hmn
- : innario.
- hmn
- : inno.
- lcr
- : responsorio lucernario ambrosiano-
- LH
- : Antiphonale Romanum secundum Liturgiam Horarum ordinemque cantus officii dispositum a Solesmensibus monachis præparatum. II: Liber Hymnarius cum invitatoriis & aliquibus responsoriis, Solesmis, Abbaye Saint-Pierre 1983.
- lds
- : lodi.
- Ln34
- : London, British Library, Add. 34209, Ant ambrosiano, sec. XII1.
- M347
- : Milano, Bibl. Trivulziana, 347, Hmn ambrosiano, sec. XIV2.
- Mn
- : Mantova, Bibl. Comunale, 133, Brv, Polirone, sec. XIIm.
- mtt
- : mattutino.
- MuA
- : Milano, Museo diocesano, 2.002.108.001, Ant ambrosiano iemale Milano per Val Muggiasca 1387.
- MuB
- : Milano, Museo diocesano, 2.002.108.001, Ant ambrosiano estivo Milano per Val Muggiasca 1388.
- Pc65
- : Piacenza, Arch. Bibl. Capitolare, 65, Totum, Piacenza, sec. XIII in.
- Rr4
- : Rovereto, Bibl. Civica, 4, Hmn, sec. XV2
- rsp
- : responsorio-
- Rv5
- : Roma, Bibl. Vallicelliana, C 5, Ant OSB, Roma > S. Eutizio in Val Castoriana sec.
XI-XII. - Stäblein
- : Bruno Stäblein, Hymnen (I). Die mittelalterlichen Hymnenmelodien des Abendlandes, Kassel, Bärenreiter 1956 (Monumenta Monodica Medii Ævi 1).
- Trv
- : Trino Vercellese, Bibl. Civica, 2, Hmn ambrosiano, sec. XIII1.
- vlc
- : verso di responsorio lucernario ambrosiano.
- vrs
- : verso di responsorio.
- vsp
- : vespri.
- Un minimo orientamento in varie prospettive si può trovare in: Mario Righetti, Manuale di storia liturgica, II, Milano, Ed. Ancora 19693, 587-837: Il breviario (821-824: Il lucernario). – 838-875: Pietro Borella, Il breviario ambrosiano (866-867: I vespri – lucernario). Klaus Gamber, Sacrificium vespertinum. Lucernarium und eucharistisches Opfer am Abend und ihre Abhängigkeit von den Riten der Juden, Regensburg 1983 (Studia patristica et liturgica 12). Crispino Valenziano – Giuseppe Liberto, Cristo, vera luce del mondo. Schema di liturgia lucernale, “Liturgia” n° 54-55, 1990, 495-504. https://avventonatale2017.chiesacattolica.it/sussidio/17-dicembre-iii-domenica-di-avvento/rito-del-lucernario/↩︎
- Pistoia, Arch. Capitolare, C 121, 51v.↩︎
- Cf. Giacomo Baroffio, Sobria ebrietas. Appunti di pneumatologia liturgica, in Ephrem Carr (ed.), Spiritus spiritalia nobis dona potenter infundit. A proposito di tematiche liturgico-pneumatologiche. Studi in onore di Achille M. Triacca, Roma, Centro Studi S. Anselmo 2005 (Studia Anselmiana 139 = Analecta Liturgica 25), 111-116.↩︎





























